“Ho meno ricordi che se avessi sei mesi di vita”: le lettere di Beckett, Eliot, Auden, Golding, Sylvia Plath all’editore Faber (che compie 90 anni, tra grandi glorie e clamorosi rifiuti)
Quando W.H. Auden difendeva Ezra Pound (era il 1949) e scriveva che “la biblioteca di un poeta ci svelerà qualcosa riguardo le sue opere molto di più della sua infanzia e della sua fidanzatina al parco”
“Sapeva quando vivere e quando morire, mi torturò vederlo in miseria”: quando Wystan H. Auden chiese ad Hannah Arendt di sposarlo (e lei lo rifiutò)
Gli archivi del Nobel per la letteratura dimostrano l’idiozia dei giudici svedesi: nel 1968 bocciarono Samuel Beckett perché contro “lo spirito di Nobel”. Su Nabokov, invece, pendeva l’accusa di immoralità…
“Insieme a Cioran, è il più grande scrittore francese del dopoguerra” (lo dice Auden). Su Malcolm de Chazal, il Pessoa delle Mauritius, in Italia uno sconosciuto
Simon Armitage: “Non basta essere una brava persona e fare il giurato ai premi per diventare Poeta Laureato”
“Un Nobel postumo a Ezra Pound: in mezzo a tanta mediocrità il suo nome va urlato”: da Naxoslegge la furente proposta di Fulvia Toscano
“Non voglio essere la moglie che nessuno si fo**e”: lo psichiatra che tentò di salvare Sylvia Plath (e l’eroismo della figlia Frieda)
“Se vinci il Nobel arrivi al 6% dell’attenzione che ha una show girl in tivù: ma il poeta non è una valletta, giusto?”: dialogo con Daniel Samoilovich
Disabituati alla vertigine: 5 libri “banditi” per reagire all’idiozia editoriale odierna
“Sono come Glenn Gould, per questo traduco Samuel Beckett e 007”: dialogo con Massimo Bocchiola
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