“Scrivere… perché è l’ultima possibilità”: Sergio Quinzio, un salutare K.O.
“La parità sarà raggiunta quando copertine così non saranno nemmeno più immaginabili”. Ecco perché la scelta di “D” di sbattere le scrittrici in prima pagina è sbagliata
Ma chi li legge davvero i bestseller? Nessuno, neanche gli editor (altrimenti qualcuno si accorgerebbe di quel cumulo di banalità). Tanto, per vendere, basta la pubblicità
“Non basta criticare Salvini e fare i finti umanitari per essere scrittori. Con me cascate male, io vi riderò in faccia, a voi e alle vostre bandiere, alle vostre canzoni patetiche, rivoluzionari del davanzale, indignati da social, militanti di teglie di pasta al forno”: Veronica Tomassini in uno sfogo senza reticenze con Matteo Fais
“Ma chissenefrega delle fake news… il giornalismo che sapeva raccontare storie è morto. Buzzati e Montanelli sono numeri 10; Brera è un genio, Parise pure, la Cederna era bravissima…”
“Le nostre origini sono eurasiatiche, Pitagora era uno sciamano, dobbiamo insegnare pratiche meditative a scuola”: dialogo con Angelo Tonelli, che ha scoperto il punto d’unione tra Oriente e Occidente
Il Leviatano cova sotto l’unghia l’insetto che gli bucherà gli occhi: Maldoror, Federigo Tozzi, Jacopo Ortis e perfino Gibran…
Ma chi legge ancora “Il giovane Holden”? Una volta era un gesto ribelle, ora è una noia al cubo (meglio “Il Trono di Spade”). Il dibattito si infiamma. Risposta: non si legge perché è “utile” ma perché è bello
Dal “manoscrittore” al sommerso, dall’esordiente all’editor, dallo scrittore al mestierante: tu chi sei? Ecco a voi il Bestiario Editoriale. Informato, serio, un poco grottesco
“La morte è diventata la nostra ossessione”: un “esercizio negativo” (inedito) di Emil Cioran
Bibbiano, Camilleri, guerra sporca del giornalismo, “Besprizornye”, ovvero: un istante prima dell’istant book. Nell’epoca della paranoia social e del pettegolezzo politico non esistono più le notizie, vincono le chiacchiere
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