“E alla luce dei lampi fuggono facce bianche atterrite e unte di petrolio”. Juan Rodolfo Wilcock, lo scrittore che fece di tutto per distruggersi
La letteratura al tempo del virus. Rubbettino regala Sonia Serazzi, quasi un McCarthy. Io vi dono il pdf de “Il lupo” (ma non avrete facili consolazioni)
Hermann Broch o dello scrittore in forma di lince. Dialogo con Ada Vigliani
“Il male non è”. Yves Bonnefoy ci spiega perché l’arte salva, perché tutto è redento
“Si resiste alla tentazione dell’uomo, non si resiste al bisogno del figlio”. Marina Cvetaeva, l’amazzone
Letteratura della crisi. Cormac McCarthy, “La strada”. Il romanzo che perfora la notte con una lingua di fuoco
“Tutto cominciò con una malattia…”. Leggere “Dissipatio H.G.” di Guido Morselli per capire l’uomo nell’era del virus. “Io sono l’eletto. O il dannato”
“Ma tu sei uno scrittore?”. William Faulkner a Hollywood. L’amico di Humphrey Bogart che vinse il Nobel
“I gatti non vanno in paradiso. Le donne non possono scrivere le opere di Shakespeare”. L’8 marzo secondo Virginia Woolf
“E cos’è la vita se non un cabaret dove lacrime e risa sono un’unica onda?”. Il giovane Nabokov, l’anima russa e la magia dell’arte che trae meraviglia dalle cose semplici
“Nessuno sa dove sei, nessuno ha la più vaga idea neppure di chi tu sia”. Leggere Katherine Mansfield è come guardare Lucio Fontana: i suoi racconti sono ferite inesorabili, sull’orlo dell’abisso
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