“La pratica della poesia non è mai tanto auspicabile come nei periodi di eccesso del principio egoistico e calcolatore”: sia lode a Shelley (e al suo principesco traduttore)
“L’aerosol diventava la cabina d’un caccia a reazione”: cosa vuol dire essere figlio di un poeta. La mia vita con Pier Luigi Bacchini
“Portavi croissant caldi a Pound, internato tra le urla dei dissennati”. In memoria di Piero Sanavio, avventuriero della letteratura. Martino Cappai racconta il suo Maestro e gli scrive dal Giappone
Paolo Cognetti mi scrive, un poco offeso, di lasciarlo stare. Ma io ho le narici lordate di stelle, non arretro di fronte a nulla e ricordo che la letteratura è duello. Uno scambio di lettere
Dal pulpito della sua cravatta Aldo Cazzullo avvilisce Pound e Céline a figurine della sua adolescenza. Un po’ di rispetto per favore. Sul becero gioco del nostro tempo: sputare in faccia ai titani
100 anni dopo Apollinaire: un invito a tradurre tre opere inedite. Ovvero, quando il geniale Guillaume scrisse la storia di mago Merlino
“L’infelicità è una condizione necessaria all’intelligenza”: i consigli a un giovane poeta di Leonardo Sciascia
“Potrei stare mesi su una parola… e dovremmo perdonarci di più”: dialogo con Melania Panico
“Le parole vanno usate con metodo. Pasolini è la mia guida”: Michela Zanarella ha appena pubblicato negli Usa. L’abbiamo intervistata
“Il grande poeta solitario, questa specie di diamante”: Armand Robin scrive di Boris Pasternak, l’artista che resiste alle minacce del potere
A 80 anni dalla morte, ci vergogniamo di D’Annunzio. Per leggerlo come si deve bisogna andare in Francia o sfogliare una rivista a Londra
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