Hermann Hesse: genio solitario o pappa per pallidi adolescenti?
“Sono un po’ malato e un po’ matto e un po’ co**ione”: in un tempo di libri inutili, finalmente uno scrittore anticonformista. Elogio di Paolo Bianchi
“Nel penetrare quella scrittura tenebrosa…”: catabasi nell’enigma Malraux (ovvero, dialogo con Stefania Ricciardi)
“Fondamentalmente, sono una monaca di clausura”: Willem Dafoe, il volto più sconcertante della storia del cinema, l’uomo che fu Gesù e ora è Van Gogh
“In Coleridge c’è tutto: la colpa e il perdono, la meraviglia e la solitudine”. Sulla nuova traduzione della  “Ballata del vecchio marinaio”, tra Primo Levi e i Simpsons
Quella volta che feci a botte per colpa di un poeta “di rango”. Siate inflessibili con chi non è all’altezza dei suoi squilibri
“La verità? Ero maturo per un libro di successo, e mi sono messo a scrivere come se componessi le Variazioni Goldberg”: il mitico Cochi porta a teatro il “Magellano” di Gianluca Barbera. Dialogo in tazza sull’Atlantico
Discesa agli inferi insieme a Seamus Heaney (portando in braccio Virgilio)
“La musica, per me, è un modo di affermare la vita sul dolore”: Stacey Kent, una delle più grandi interpreti al mondo, si racconta a Matteo Fais
Totò in Finlandia (ho conosciuto il traduttore). A Oulu non credono a Babbo Natale, che sta a qualche chilometro di distanza, e il buio sembra una porta: bussi e qualcuno ti apre sempre
“Essere vecchi è avere stanze illuminate dentro la testa”: le lettere devote di Philip Larkin (traducetelo!) a mammà… ovvero: i poeti e le ossessioni filiali
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