90 anni fa nasceva Paolo Poli. Florilegio di cattiverie di un grande uomo e di un artista immenso (Pasolini? “Mi riteneva uno str*nzo. Lui voleva i ninettidavoli, i brufoli, gli piaceva il sesso bestiale, non era bello ma lo faceva venir duro, specie alle donne”)
“Scrivo per vendetta. Ho condannato a morte un comandante tedesco autore di tante stragi, ma la mafia protetta dall’Università non l’ho vinta”: dialogo con Ferdinando Camon
Da Ingmar Bergman a Osamu Dazai, da Bret Easton Ellis ad Antonio Tabucchi, Beppe Fenoglio e James Ellroy, 9 scrittori italiani confessano i loro debiti letterari (stuzzicati da Matteo Fais)
Controcorrente, disorganici, involontari: da Pasolini a Orwell, da Hannah Arendt a Simone Weil, da Norberto Bobbio a Primo Levi ecco il catalogo dei maestri di cui non possiamo fare a meno. Garantisce Filippo La Porta
“Sono ossessionato dalle donne disinibite e autoritarie. E comunque, chi parla di libri è il sacerdote di una religione morente”: dialogo con Fabio Orrico
“A me interessa il Kurtz di Conrad, capace di vivere nel delirio di onnipotenza per poi dire, sul letto di morte, ‘l’orrore, l’orrore’”. Giuseppe Culicchia dialoga con Matteo Fais intorno al suo ultimo, tenebroso romanzo
I poeti vivono in clandestinità, come sovversivi, e i versi si graffiano sulle pietre: sulla prima “graphic novel” dedicata alla poesia
“A occhi chiusi, come guerrieri sonnambuli”: ecco perché bisogna leggere assolutamente Roberto Bolaño (è uno che ti salva)
Discorso intorno a Tommaso Labranca: un genio che ha avuto la sfiga di dover lavorare e scrivere in una nazione miserevole come l’Italia
“Un invito a non chiudere il cuore, questa radice stellata”: dialogo con Riccardo Corsi intorno al genio poetico di Thierry Metz
Intellettuali svegliatevi! A Roberto Saviano basta prendersela con Salvini, mentre Baricco sculaccia le “élites”. In realtà, ciascuno pensa a se stesso, è il cabarettista delle proprie opinioni
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