“Hitler ha la faccia da cane, ma su una cosa ha perfettamente ragione”. George Orwell recensisce “Mein Kampf”
“Il male non è”. Yves Bonnefoy ci spiega perché l’arte salva, perché tutto è redento
“Il lupo” di Giancarlo Sissa, una parabola per questi tempi estremi. (In appendice: la storia di come sono passato dall’essere l’erede di Baricco a un vagabondo del linguaggio)
Letteratura della crisi. Cormac McCarthy, “La strada”. Il romanzo che perfora la notte con una lingua di fuoco
“Ho sempre sognato di essere uno scrittore minore”. Giulio Mozzi dialoga con Francesco Consiglio su: editoria, scrittura, oracoli, un romanzo che scrive da vent’anni
“I gatti non vanno in paradiso. Le donne non possono scrivere le opere di Shakespeare”. L’8 marzo secondo Virginia Woolf
“E cos’è la vita se non un cabaret dove lacrime e risa sono un’unica onda?”. Il giovane Nabokov, l’anima russa e la magia dell’arte che trae meraviglia dalle cose semplici
L’enigma di Eileen, la moglie di Orwell. La donna “con la faccia da gatto” che ha cambiato la vita di George (e scrisse per prima “1984”)
“Nessuno sa dove sei, nessuno ha la più vaga idea neppure di chi tu sia”. Leggere Katherine Mansfield è come guardare Lucio Fontana: i suoi racconti sono ferite inesorabili, sull’orlo dell’abisso
“Solo vive chi vede l’Angelo”. Giuseppe Ungaretti, scrittore dello straordinario. (Intorno a un libro magnifico e perduto)
E se la vera letteratura, oggi (e ancora, come sempre), fosse il giornalismo? Ecco perché il libro più bello tra i 54 candidati allo Strega è “Grand Hotel Scalfari”
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