Piccolo discorso sulla necessità di piangere. “Accresci il tuo pianto, perché se le porte delle lacrime non sono chiuse le porte celesti si apriranno per te”
Dostoevskij tra i topi. Ecco perché i romanzi di Fëdor sono insopportabili
Il Vangelo secondo De André. 50 anni fa l’album più estremo di Faber: “La buona novella”
“Io sono la tenebra”. Quel Giuda di Giuseppe Berto
“La statua del Cristo, interamente bucherellato dagli insetti, ha mantenuto la sua espressione dolente”: un racconto di Vincento Gambardella, “Santa Maria dell’Olearia”
“Scrivere… perché è l’ultima possibilità”: Sergio Quinzio, un salutare K.O.
Padre Nostro: bisogna tornare al “non indurci in tentazione” per rispettare la lettera del Vangelo (parola di prete e biblista). D’altronde (anche se i buonisti gridano allo scandalo) Dio prova l’uomo fino a sfiancarlo e il cristianesimo è agonia nell’agone, brilla nella lotta
“Solo in questo libro troverete la terribilità del sacro. Devo essere proprio cattivo”: insieme a Elio Paoloni verso Santiago, tra apparizioni, rivelazioni e bestemmie. Contro gli scrittori “untori della disperazione”
Di Franco Zeffirelli avete già letto tutto: qui si parla di un articolo memorabile del “New Yorker” e dei volti assoluti di Charlotte Gainsbourg e di Robert Powell
Amiamo soltanto la forma infallibile. Sul significato della parola “trasfigurazione” e sulla necessità dell’esodo quotidiano. Per essere chi siamo dobbiamo rinnegarci continuamente
“Volevo essere Amleto, ho fatto visita a Emily Dickinson”: le confessioni ultime di Jorge Luis Borges
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