“Invece di respingere le orde tedesche nel ’39 siete fuggiti, folli di cacarella, fino ai Pirenei…”: Céline risponde coi pugni verbali a Roger Vailland, che voleva scannarlo
Europeista. Ma non troppo. In un discorso finora inedito Thomas S. Eliot ci spiega chi è il “buon europeo”. L’Europa è unita finché non limita le identità nazionali (e non tutti gli europei sono uguali)
“A me interessa il Kurtz di Conrad, capace di vivere nel delirio di onnipotenza per poi dire, sul letto di morte, ‘l’orrore, l’orrore’”. Giuseppe Culicchia dialoga con Matteo Fais intorno al suo ultimo, tenebroso romanzo
Quello che non perdoniamo al profugo è il suo essere più giustificato di noi ad aver paura: vogliamo poter aver paura a pieno titolo anche noi. Discussione intorno a un libro di Ilija Trojanow
“La poesia non muore ad Auschwitz, la poesia vince, è potente, è una delle voci indelebili dell’animo umano”: dialogo con Antonia Arslan, la scrittrice che trova le luci nell’oscurità
“Il popolo ebraico non ha mai smesso di produrre miti”: sia lode, ora, a Martin Buber
“Gli artisti vanno dove nessuno vuole guardare”: Johanna Holmström ha scritto il romanzo sui manicomi femminili. L’abbiamo intervistata
“Sono sempre stato fuori dai giochi”. Muore Piero Sanavio: andò a trovare Pound al manicomio criminale (e gli diede dell’idiota politico). Pubblichiamo le sue interviste
Saint-John Perse, il poeta che ha preso a cazzotti Hitler e ha inventato l’Europa (e che nessuno pubblica come si deve)
“Fu un genio e ha avuto tutti contro”: Nicola Crocetti ci parla di Nikos Kazantzakis (e dell’“Ultima tentazione” che fece tremare la Chiesa)
“L’infelicità è una condizione necessaria all’intelligenza”: i consigli a un giovane poeta di Leonardo Sciascia
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