“Bisogna arrivare a parlare di cultura come si parla della fi*a”: contro la nostra esasperante pretesa di purezza. Un paria dell’Intelletto sculaccia Céline, Beckett, Pessoa e gli attuali paladini dell’arte
Gita negli USA con Thomas Wolfe, lo scrittore che nessuna scuola di scrittura predica, il genio dell’eccesso
Serotonina è un pugno allo stomaco. Anzi, no, MH farebbe meglio a rileggersi Camus! Matteo Fais raccoglie l’opinione di quattro scrittori intorno all’ultimo libro di Houellebecq
“Perché non ci accorgiamo di chi ci ama?”: discorso intorno al romanzo necessario e ingiustificabile di Andrea Caterini (dove conta più Dostoevskij che Proust)
Il critico che non salva nessuno (salvo se stesso) e vuole insegnarti come si vive e si legge: saggio contro Alfonso Berardinelli, che sculaccia chi è più grande di lui
“Penetrare in se stessi e per ore non incontrare nessuno – questo si deve poter raggiungere. Essere soli come s’era soli da bambini”: sul libro fondamentale di Rilke, per ridiventare umani
“Le mie poesie non sono poesie”: nell’opera di Ryokan, il monaco folle. Ovvero: bisogna fuggire il mondo per foraggiare l’ingegno
I buoni propositi per il 2019 ce li detta Dostoevskij: ponetevi le domande irragionevoli, le domande senza senso, con la stessa imperiale impetuosità dei Karamazov
“Quando si è sensibili solo al sottosuolo dello scibile umano, a un viaggio al termine della ragione, a una visione oscura degli esseri umani…”: la disciplina della ‘tabula rasa’ (necessaria per sopravvivere al predominio degli intellettuali ottusi)
Marco è lì, non ti dimentica, e custodisce la gloria del tuo dolore. Ecco perché la morte di Pesaresi è anche la nostra. Sulla fotografia come preghiera
William T. Vollmann è uno scrittore mostruoso, come l'angelo di Rilke. Ovvero: discussione intorno a “I fucili”
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