“Tutti abbiamo un lembo scheggiato. Il cuore deve essere vuoto per vedere”: su “Frattura” di Andrés Neuman
“Questo è un libro che apre porte di sgabuzzini e soffitte chiuse da tempo, sposta gli oggetti, libera le stanze dalla polvere”: su “Addio fantasmi” di Nadia Terranova
“I morti non ci lasciano, si spostano e basta, si trasferiscono in altre terre, ci chiamano nei sogni nominandoci, resta solo il nome a volte”: su “La luce prima” di Emanuele Tonon
Il minotauro siamo noi, perduti nel labirinto emozionale. Su “Fisica della malinconia” di Georgi Gospodinov
“Un ago che entra nella carne ed esce subito, senza il tempo di capire da dove proviene il dolore, quanto a fondo davvero è andato il metallo”. Claudia Durastanti, “La straniera”: impressioni di lettura
Perché la parte feroce dell’uomo ci incuriosisce sempre, bisogna ammetterlo. Discorso su “Il giardino delle mosche”, il romanzo che ci fa mangiare il Male
“Lasciamoci la possibilità di vivere una poesia che tenti la parola amore e riesca anche a farla restare”. Intorno a un libro di Antonio Nazzaro
Care donne, se volete capire qualcosa dell’universo maschile e dei paradossi del “maschio” dovete leggere “L’animale che mi porto dentro” di Francesco Piccolo
“Gli amori impossibili non possono essere spiegati o giustificati, si possono soltanto vivere e vivere fino alla ferita più incurabile”: su “Adesso tienimi” di Flavia Piccinni
“La questione principale è dire il vero, non mentire mai a sé stessi”: discorso sulla poesia di Stefano Simoncelli, alla ricerca della voce unica e “perfettissima”
Pagina 10 di 10