“E io sono un pazzo Che Ama Dio”: Ipotesi per un Dizionario Kerouachiano. Parte seconda: dalla M di Madre alla Z di Zen
“Ultraviolenza e allegri ammazzamenti sono gli ingredienti del mio ultimo romanzo, che sgretola i principi di una società fintamente benestante. Ma non mi si prenda per il solito bacchettone… diciamo che mi sono divertito parecchio”: Andrea Campucci dialoga con Matteo Fais
Nel Paese della madamine e dei blanditori di bava da vendetta sociale: per capire la politica stretta tra like e piazza telecomandata bisogna tornare al “Mea culpa” di Céline
Dal pulpito della sua cravatta Aldo Cazzullo avvilisce Pound e Céline a figurine della sua adolescenza. Un po’ di rispetto per favore. Sul becero gioco del nostro tempo: sputare in faccia ai titani
Michel Houellebecq, de consolatione: solo la poesia ci può salvare dalla miseria del mondo. Finitela di ossessionarci con Céline, anche il nostro tempo ha il suo genio
Quando Allen Ginsberg disse a Gianni Milano: “Mi fate tenerezza, siete i nostri nipotini, ma il Beat è morto”. Storia degli “angeli fo**uti” della beat generation de’ noantri
Sessomane, cattolico, antisemita: Marcel Jouhandeau, lo scrittore vampiro
L’uomo è un’ombra in fuga, lo sfintere è una Sfinge, la pace un’impostura e Céline è il più grande: onore a Guido Ceronetti (un florilegio di pensieri)
“Mi auguro di vedere presto la fine di questo orrendo massacro”: Céline alla Grande Guerra. Una lettera, straziante, ai genitori
Da UK ci avvisano che anche la filosofia è morta. Il problema è che siamo diventati una massa di imbecilli. Ora che tutto è morto, troviamo le parole per la nascita
“Céline ha avuto la stessa sorte della verità. L’élite non ha voluto guardare in faccia l’uno più che l’altra; ha chiuso gli occhi”: Drieu La Rochelle esalta il dottor Destouches
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