Per fortuna esiste Corrado Augias, l’intellettuale per tutte le stagioni: ha letto tutto e può parlare di qualsiasi cosa
“Lo stato è una creazione ineluttabilmente condannata al fallimento… siamo nulla e null’altro meritiamo che il caos”. Ecco come si vince un premio: Thomas Bernhard
Piccolo discorso su Michele Serra, un bluff (lo dice lui stesso). La coscienza critica della sinistra è rimasta sull’amaca – e si scopre classista
“Le chiedo che il mio libro venga letto e sottoposto alla critica insieme a me da redattori e non da ufficiali del KGB… Scrissi del mio amore per gli esseri umani”. La lettera di Vasilij Grossman a Nikita Chruščëv
La grande guerra della cultura. Quando i libri erano pericolosi come bombe: da Orwell sui palloni volanti a Mary McCarthy e John Updike sul Vietnam
Albert Camus vs. Ernst Jünger: l’uomo in rivolta & il ribelle
“Quando un bambino imparerà a parlare non dai suoi genitori, ma da un computer diligentemente programmato con una grammatica asettica e astratta…”. La cicoria e il caffè: perché non si può parlare di “didattica” a distanza
Esempi di “politica culturale” post-Covid. Tranquilli, vince sempre il “mainstream”: a Cervia, per il mitico “Trebbo” invitano Gad Lerner, Ivano Marescotti, Stefano Boeri, Ilaria Capua (e dimenticano Giovannino Guareschi)
...ma dove sono i poeti veri, capaci di gesti eroici, impossibili, che con una sferzata di versi renderebbero viva almeno per un istante la vita di qualcun altro?
“Che piaccia o no, l’uomo bianco è morto a Stalingrado”. Céline, il profeta “lucido senza luce”. Un ricordo di Pierre Duverger
“Nel progettare una casa, una città, bisogna partire dalla vita e dalla morte, non dalla cultura, dall’ideologia”. Abitare al tempo del virus: il pensiero di un architetto poeta
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