Piccolo discorso sulle mani (che sono volti e uomini) nell’opera di Caravaggio
Rudolf Noureev: una leggenda senza patria. Un Concorso Internazionale per omaggiare il genio (e librarci sopra le povere ballerine sculettanti in tivù)
“Io soffro, soffro. Io sono amore, non crudeltà”: sulla grazia innaturale di Nijinsky (ovvero: a un secolo dal Diario, folle e meraviglioso)
In Irlanda la banca è dominata dal poeta, l’aeroporto è protetto da Yeats e le volpi trottano nel giardino delle ville. Reportage sommario
“Che fai tu, luna, in ciel, dimmi, che fai?”. Da Woodstock ai negazionisti – cugini dei terrapiattisti – da Marinetti alla Pop Art, la luna ci dice (ancora) chi siamo e dove andiamo
“Pure la morte, De Crescenzo, non può certo averla presa sul serio”: omaggio tonante a un intellettuale autentico, sopportato da troppi con malcelato fastidio
“Tutte le mamme di Milano ieri hanno pianto”. Luglio 1947: 44 bambini muoiono in mare, ad Albenga. Gianni Rodari scrive il suo primo, straziante articolo per “l’Unità”. Eccolo
“Non ha senso paragonare la nostra democrazia a quella di Atene. Platone ci aiuta a capire qual è l’azione fondamentale della vita”: Davide Susanetti ha tradotto per Feltrinelli l’Apologia di Socrate e il Critone. Lo abbiamo intervistato
Nabokov giocava a tennis, Carmelo Bene cercava “l’Emozione nell’Atto” e Martin Amis la granitica bellezza della Sabatini, “abbronzata allucinazione di fluidità e giovinezza”. Su tennis e letteratura
Quando Ivan Lendl finì in un film di Eric Rohmer. Da Hitchcock a Woody Allen, filmografia tennistica (ma il giocatore più estroso resta Ernests Gulbis)
Discorsi & libri intorno a Wimbledon, “il Vaticano del tennis” (Clerici dixit), il più puro evento dello sport contemporaneo. (E di quando Carmelo Bene diceva che Stefan Edberg “si addormenta come i cavalli”)
Pagina 45 di 67