Quando i poeti (e i filosofi) uccidono: quattro “casi” estremi, da Alessandro Giribaldi che accoltellò un materassaio a Althusser che strangolò la moglie
“Io posso sopportare tutto”: in memoria di Anna Achmatova nel giorno della sua morte
“Restai a guardarlo per ore”: Pierre Bonnard a Londra, tra interiorità, siepe leopardiana e Adamo ed Eva in cortile
Il più grande poeta inglese di sempre? Petrarca... (lo dicono in UK). Da Shakespeare a Mandel'stam, abbiamo insegnato al mondo occidentale a dire l'amare. Dobbiamo esserne fieri
“Chiunque releghi l’arte negli angoli silenziosi della vita è un imbecille”: elogio di Tommaso Labranca (parte seconda). Uno scrittore troppo geniale per essere pubblicato come si deve
“Non fossi in grado di poggiare la mia testa sulle ginocchia delle Fate…”: anche in UK scrivono lettere d’amore. Meglio quelle di Keats o quelle, rimbambite di sogni, di Stevenson?
Gli archivi del Nobel per la letteratura dimostrano l’idiozia dei giudici svedesi: nel 1968 bocciarono Samuel Beckett perché contro “lo spirito di Nobel”. Su Nabokov, invece, pendeva l’accusa di immoralità…
È morto Girolamo Melis, il mio maestro, il grande creativo che ha vissuto poeticamente: contro i burocrati del perbenismo, esplodeva il suo assenso alla vita urlando Céline e Heidegger. Ha inventato giornali, ideato case editrici, pubblicato libri introvabili
“Quelli delle scuole di scrittura poetica andrebbero messi in galera”: Patrizia Valduga dialoga con Matteo Fais
Diciamolo chiaro: gli autori e i libri di quest’epoca non fanno storia. La critica è stata sostituita dal plauso, i programmi scolastici si fermano a Calvino e chi conosce – fuori dalle accademie – Luzi o Raboni?
Analisi filosofica (e spietata) del fenomeno Asia Argento. Care donne, il problema non è l’uomo ma l’umanità, e comunque, meglio Marilyn e Vivian Maier, autentiche sovversive…
Pagina 2 di 5