L’uomo intaglia leggende sul dorso del caos: a Tellaro la poesia è per le vittime del Ponte Morandi (con musicista miracolato e bravissimo)
Negli Stati Uniti nasce una nuova moda: leggere soltanto i ‘classici’. Una idiozia, come dire che Fabio Volo è Dostoevskij. Ecco perché
Elegia sul ciglio del Ponte Morandi. A precipizio, insieme a Dino Campana, Hart Crane e Franz Kafka (che ci dice: guarda che il ponte sei tu!)
Ora basta farci credere che siamo un popolo di analfabeti e di beoti: Dostoevskij guida la riscossa dei lettori forti! Attenti, mestatori di cultura, noi ci siamo – e siamo intransigenti
“Dobbiamo tornare alla grotta, alla pergamena (e Stalin è un ditale)”: riscopriamo Jean Cau, ribelle alla stupidità odierna. Ovviamente impubblicabile
A 80 anni dalla morte, ci vergogniamo di D’Annunzio. Per leggerlo come si deve bisogna andare in Francia o sfogliare una rivista a Londra
Un bianco scrive una poesia usando il gergo dei neri: negli Usa (dove la letteratura è strategia elettorale) scoppia la polemica, grottesca. Per fortuna Stephen King sistema tutti
Ecco perché “1984” – che compie 70 anni – è un brutto libro (nonostante le intenzioni dell’autore). Eppure, Orwell ha previsto il nostro tempo, in cui nessuno legge e la scrittura è ridotta a un florilegio di tweet
10 anni fa è morto Aleksandr Solzenicyn. Anche i tiggì lo citano come il prezzemolo, ma che senso ha, oggi, leggere “Arcipelago Gulag”? (Comunque, leggete anche Varlam Salamov e Iosif Brodskij, fa bene)
“Spesso, nella vita, lo scrittore si presenta come una persona ridicola, e ad ogni modo è sempre un’ombra”: per capire come scrivere bisogna leggere Robert Walser. Ecco un brano di micidiale bellezza
Alla fine, Guido Morselli, il santino degli scrittori dilettanti, è morto. 45 anni dopo, riflessioni morselliane sul mito dell’incompreso. Per lo scrittore, che abita l’aldilà, non c’è altra disciplina che il suicidio
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