skip to Main Content

“Cogli la logica nella contraddizione”. L’epopea di BLAST!

Durò quanto uno sparo – fu bellissima. BLAST, scritto così, a caratteri cubitali, obliqui, neri, su copertina magenta, durò due numeri: il primo opuscolo fu stampato il 2 luglio del 1914; il secondo il 15 luglio del 1915. Come si sa, la rivista fu il parto di Wyndham Lewis – che, secondo il suo stile aggressivo, a morsi, la scriveva quasi tutta – sotto la benedizione di Ezra Pound, L’autentico demiurgo. Veniva stampata da John Lane a Londra, aveva stazioni distaccate a Toronto e New York: vi collaboravano, tra gli altri, Ford Madox Ford, T.S. Eliot, Rebecca West; figure di contorno, comunque – e quasi mai conformi –: BLAST fu, di fatto, il ring del perpetuo incontro/scontro tra Lewis e Pound. Fu, nell’era dominata dagli -ismi, dal desiderio di definire per distruggere, la testata del Vorticismo, avanguardia pittorico-letteraria fondata da Lewis (che era artista e scrittore) e da Pound, che mescolava Cubismo e Futurismo, all’urlo – vago & indefinito – di “La nostra Causa è DI NESSUNO”; “Siamo primitivi Mercenari nel Mondo Moderno”; “Oltre Azione e Reazione, stabiliamo noi stessi”. Al di là dei proclami, velleitari, di violenza spuria, sono proprio questi i caratteri corruschi, ancora corrosivi di BLAST: la ricerca del primordiale – non del primitivismo –, dunque di una lingua inscritta in pietra, l’antimodernità assunta come un fiero veleno, farsi mercenari del sé (fomentando “la Guerra Civile tra scimmie pacifiche”).

In verità, di mezzo c’è Filippo Tommaso Marinetti. Atterrò a Londra nel 1910, disse che gli inglesi erano “vittime della tradizione e dei drappi medioevali”, riuscì a imbonire le masse. Un po’ tutti furono sedotti dal Futurismo, che ebbe una sua rappresentanza in C.R.W. Nevinson. A Lewis il successo di Marinetti stava sulle scatole, disse che “L’Inghilterra ha praticamente inventato ciò che il Signor Marinetti si è preso la briga di venire a predicare quassù”, s’inventò BLAST – che, in effetti, è pieno di stoccate anti-marinettiane. La rivista, più che altro, si fa ricordare per la prosa selvaggia di Lewis, la potenza di Pound, il gruppo di artisti – da Spencer Gore a Wadsworth, da Helen Saunders a William Roberts – lì radunato.

Nel numero 2 della rivista appare l’imponente Head of Ezra Pound di Gaudier-Brzeska. Il tono è quello della fanzine muscolare, in lotta con tutto: sono, in effetti, gli anni, spavaldi, effervescenti, terribili della Prima guerra. Proprio Henri Gaudier-Brzeska, il più talentuoso tra gli scultori vorticisti, scrive un articolo “dalle trincee”:

“HO COMBATTUTO PER DUE MESI e posso ancora carpire l’intensità della Vita.

MASSE UMANE brulicano e si muovono, muoiono e risorgono.

CAVALLI sfiniti dopo tre settimane, stramazzano sul bordo della strada.

CANI vagano, sono sterminati, sostituiti da altri.

CON TUTTA LA DISTRUZIONE che opera intorno a noi NULLA CAMBIA SE NON IN SUPERFICIE. LA VITA HA LA STESSA FORZA. L’AZIONE PERMETTE AL MINIMO INDIVIDUO DI AFFERMARE SE STESSO.

QUESTA GUERRA È UN GRANDE RIMEDIO.

NELL’INDIVIDUO UCCIDE ARROGANZA, EGOCENTRISMO, ORGOGLIO”.

Combatteva sprezzante, Gaudier-Brzeska, senza curarsi della morte e dell’aldilà. Fu decorato poco prima di essere ucciso, presso Neuville-St.-Vaast, il 5 giugno del 1915.

**

Wyndham Lewis. Vortex No. 1

SII TE STESSO.

Devi parlare due lingue, se non vuoi fare confusione.

Devi imparare, come un cavaliere Circasso, a cambiare lingua nel bel mezzo della carriera, senza cadere sulla Terra.

Devi dare l’impressione di essere doppio, e persuaderli che uno sta sulla gamba destra, l’altro sulla sinistra, con quattro occhi che oscillano concentricamente da angoli diversi per sottomettere l’oggetto.

Nulla è più impressionante del numero DUE.

Devi essere doppio in tutto, un duetto.

Poiché l’Individuo e l’oggetto sono isolati, e questa è una assurdità.

Perché dare l’impressione di una personalità coerente e indivisibile?

Esisti Tu: poi c’è il Mondo Esteriore, su cui naviga la tua massa amorfa.

Impastalo in una amorfa imitazione di te stesso, dentro di te.

A volte parli attraverso la sua voce, roca; a volte attraverso la tua.

Non confonderti, non indebolire i criteri esoterici del fine originale, non confinarti, non sposarti.

Sbrigati a entrare nella dualità armoniosa, sana.

L’antico pensiero Corpo-e-Anima, Maschio-e-Femmina, Eterna Dualità dell’Esistere, può forse esserti d’aiuto se ancora esiti a inventare te stesso.

Nessuna chiarezza, se non a condizione di essere duplici ed esatti.

Devi cogliere la logica e la nitidezza nel mezzo della contraddizione: non accomodarti sull’acquisito, sul facilmente posseduto, sul banalmente padroneggiato, ombra soddisfacente della tua incapacità.

Gli artisti non procurano mogli.

Ne hai già troppe.

*

Costantinopoli Nostra Stella

Che la Russia ottenga Costantinopoli: questa è la preghiera che dovrebbe sussurrare ogni ottimo artista europeo. E immediatamente, dacché i Turchi hanno respinto gli attacchi Alleati, calamità personale per chiunque è interessato all’Arte.

Una Costantinopoli russa. Ho bisogno di mettere in fila. 1. Cristianità Ortodossa mescolata a giovani cattolici provenienti dall’Inghilterra, intorno a Santa Sofia. 2. Probabilmente, il miglior teatro shakespeariano del mondo ai confini con l’Oriente. Un nuovo tipo di uomo inglese, rappresentato dai nostri poeti, sarò introdotto nella stupefazione d’Oriente. 3. Progressi reali nelle Scienze e nelle Arti incoraggiate molto più che in Germania. 4. Tradizionali amenità e buone maniere turche consentiranno alla Capitale Russa del Sud di essere la città più brillante e priva di sofferenza umana che si sia mai vista, altro che Parigi e Vienna. 5. Va menzionato: a) un week-end sui giardini pensili di Babilonia; b) un pic-nic sulle isole di fronte al Corno d’Oro con emancipate telegrafiste donne; c) una esibizione lungo le rive del Bosforo degli “Indépendants”; d) varietà infinite di caffè, casinò, cinema, case da gioco.

Non possiamo sperare che basti la fine della Guerra perché l’Inghilterra muti costumi e divenga saggia e generosa protettrice delle Arti. Probabilmente, è il solo paese d’Europa che si è rivelato incapace di generare una piccola fascia di ricchi, dalle mente agile, aperta alle nuove idee dell’epoca, pronta a spendere parecchie migliaia di denari nella virtù teatrale e letteraria che nel petrolio.

L’Inglese è certo che basti il sense of humour a celare i peccati, molteplici.

Il tipico senso dell’umorismo inglese è il grande nemico dell’Inghilterra, ben più della povera Germania.

Se l’Inglese avesse sufficiente coraggio morale (disinteressandosi della derisione) per usare il suo umorismo, come sarebbe difficile la vita”

Ma diventerebbe un uomo migliore.

Umorismo inglese: più schifoso del whiskey inacidito.

L’umorismo inglese è innocuo, autoindulgente, isterico, giustifica l’ignavia, droga il cervello del cittadino. Gli umoristi andrebbero tassati come l’oppio in Cina.

Se le donne inglesi possono soltanto farsi estrarre i denti, che sbocciano esuberanti dalle loro teste morte: se il ‘divertimento’ ordinario di un inglese ben educato non sa esplodere in Passione:

teniamo gli occhi fissi su Costantinopoli.

Continua a leggere su Pangea

Back To Top
Cerca