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	<title>An Italian Visit Archivi - Pangea</title>
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	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
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		<title>“In questo sconsacrato tempo”. Elogio di Cecil Day-Lewis, un minore di genio che imitava Auden e Dylan Thomas</title>
		<link>https://www.pangea.news/cecil-day-lewis-firenze-italia-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 05:27:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1953 Cecil Day-Lewis tenta il suo “più ambizioso poema”. Eletto “Professor of Poetry” a Oxford, ormai libero dalla velenosa influenza di W.H. Auden (che gli succederà, nel 1956, sull’augusta cattedra: seguiranno, tra gli altri, Robert Graves, Seamus Heaney, Simon Armitage…), CDL è pronto a mungere all’eccesso il suo talento. Il libro s’intitola An Italian [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/cecil-day-lewis-firenze-italia-poesia/">“In questo sconsacrato tempo”. Elogio di Cecil Day-Lewis, un minore di genio che imitava Auden e Dylan Thomas</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
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<p>Nel 1953 <a href="https://www.poetryfoundation.org/poets/cecil-day-lewis" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cecil Day-Lewis</a> tenta il suo “più ambizioso poema”. Eletto “Professor of Poetry” a Oxford, ormai libero dalla velenosa influenza di W.H. Auden (che gli succederà, nel 1956, sull’augusta cattedra: seguiranno, tra gli altri, Robert Graves, Seamus Heaney, Simon Armitage…), CDL è pronto a mungere all’eccesso il suo talento. <strong>Il libro s’intitola <em>An Italian Visit</em>, è suddiviso in sette sezioni che dimostrano l’onnivoro genio ‘scenico’ del poeta.</strong> Si passa, così, dal dialogo lirico – <em>Dialogue at the Airport; The Homeward Pospect</em> – all’elegia – <em>Elegy Defore Death: at Settignano</em> – dall’epistola in versi – <em>A Letter from Rome</em> – al poemetto shakespeariano (<em>Bus to Florence</em>). La sezione più affascinante s’intitola <em>Florence: Works of Art</em>, da cui abbiamo estratto alcuni brani. <strong>Cecil Day Lewis ‘imita’ le voci di alcuni poeti – Thomas Hardy, Dylan Thomas, William Butler Yeats, Robert Frost, l’ex amico Auden</strong> – che commentano (per lo più in un gioco di sfalsati rimandi, a specchio) le opere d’arte ammirate a Firenze. Di fatto, CDL costruisce una sorta di ‘museo’ lirico, una gliptoteca della poesia inglese moderna; l’abilità del falsario giunge a geniale eloquenza, mai prima d’allora il <em>d’après</em> era stato eletto a cifra d’arte, a miliare postura poetica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/11/s-l1600-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-97627" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/11/s-l1600-768x1024.jpg 768w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/11/s-l1600-225x300.jpg 225w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/11/s-l1600-600x800.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/11/s-l1600.jpg 810w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>Gli amici – quelli che nel frattempo non erano defunti – non la presero bene: non di rado, l’imitatore supera l’imitato – inimitabile, d’altronde, è categoria che afferisce soltanto all’oltremondano. In realtà, alla foce di <em>An Italian Visit</em>, tra i libri più inconsueti del lirico dopoguerra inglese, ci sono i classici latini: <strong>non tanto Orazio o Properzio (i miti, rispettivamente, di Iosif Brodskij e di Ezra Pound), ma Virgilio, di cui Cecil Day-Lewis aveva tradotto le <em>Georgiche</em> (1940) e l’<em>Eneide</em> (1952)</strong> e di cui stava traducendo le <em>Ecloghe</em> (1963).</p>



<p>Nato a Ballintubbert, Irlanda, nel 1904, ‘strozzato’ dal polimorfico genio di Auden – che lo coinvolse nell’utopia comunista e nelle spire della poesia ‘sociale’ –, Cecil Day-Lewis, in realtà, è l’ultimo antico della poesia inglese: poco avvezzo ai modernismi, ha il passo di un aratore del verbo, di uno che alla voluttà della velocità preferisce il vomere. Destinato, per fattura di sguardo, a restare un ‘minore’, <strong>Cecil Day-Lewis fu eletto – forse proprio per queste ragioni – “Poet Laureate of the United Kingdom” nel 1968: imperava Elisabetta II.</strong></p>



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<p>Artista ambidestro, CDL fu celebre, per un po’, come scrittore di ‘gialli’, composti sotto la celata dello pseudonimo: Nicholas Blake. Il suo personaggio capitale, il detective privato Nigel Strangeways, gentleman, versato in poesia, nipote di un commissario di Scotland Yard, è modellato sul profilo di Auden. I romanzi gialli di CDL, un tempo pubblicati da Mondadori, ripresi di recente da Giunti, ebbero un successo notevole: <em>The Beast Must Die </em>(1938) è stato adattato al cinema, tra l’altro, da Claude Chabrol. In alcuni di questi libri scritti per diletto, il poeta tradisce le proprie convinzioni politiche: <em>The Sad Variety</em> (1964) è, di fatto, una violenta satira della dottrina comunista sovietica. Fece falò della giovinezza ‘a sinistra’, con il piglio di chi compie un addestramento.</p>



<p>Uomo altrimenti refrattario alla presenza pubblica, sottile, a tratti retrattile e rettile, Cecil Day-Lewis abitò una vita amoroso piuttosto turbolenta. Il fatidico viaggio in Italia che gli suggerì il suo libro più eccentrico – <strong><a href="https://www.bloomsbury.com/uk/italian-visit-9781448203505/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ripubblicato, qualche anno fa, da Bloomsbury</a></strong> – lo compì accompagnato dalla scrittrice pluridovorziata Rosamund Lehmann, la più canonica tra le sue amanti. Nel 1928 si era accasato con Constance Mary King, che aveva mollato per sposare, nel 1951, l’attrice Jill Balcon. Più giovane di lui di vent’anni, Jill donò al poeta, nel 1957, il quarto figlio, Daniel Day-Lewis, l’attore di <em>Gangs of New York, L’ultimo dei Mohicani, Lincoln</em> e <em>Il filo nascosto</em>, tre volte Oscar come miglior attore, un record. Tuttavia, al rigoroso, elegante, sagace, crudele Cecil Day-Lewis neppure lei bastava – non gli bastava nulla.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="942" height="1024" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/11/daniel-d-lewis-in-plastic-armour-942x1024.jpg" alt="" class="wp-image-97629" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/11/daniel-d-lewis-in-plastic-armour-942x1024.jpg 942w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/11/daniel-d-lewis-in-plastic-armour-276x300.jpg 276w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/11/daniel-d-lewis-in-plastic-armour-768x834.jpg 768w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/11/daniel-d-lewis-in-plastic-armour-600x652.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/11/daniel-d-lewis-in-plastic-armour.jpg 994w" sizes="(max-width: 942px) 100vw, 942px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Day-Lewis, quarto figlio di Cecil, bambino</figcaption></figure>



<p>***</p>



<p>Vi vedo, angeli dal volto chierichetto<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; che squillate dal muro del museo:<br>una volta, in foggia di cantore o decano<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; urlasti dalla cava di una quercia:<br>nulla in questo sconsacrato tempo è definitivo<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; tutto deve ancora accadere.<br>Anch’io dissi della mia stridula giovinezza<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; come un uccello tra codici e cifre<br>disserrando il salmo o intonando il Magnificat.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Inatteso come la Sapienza Primordiale<br>completamente sordo, cinguettavo<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; il miglio dei mattutini, allegro<br>al sibilo sinuoso dell’armonium<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; mi agitai durante il sermone:<br>i bombi erravano sulla finestra aureolata d’edera<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; indirizzavano il mio pensare all’aria – esultai<br>ma le voci si spezzarono in più voci<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; il cuore è il miele della melodia, va raccolto<br>come fosse fieno. I coristi del Duomo<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; tubano in eterno, nella loro angelica posa:<br>avrei cantato ancora, prima che i palpiti della gioia<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; svanissero e si congelasse la mia satura fede.</p>



<p><em>Donatello: Giuditta e Oloferne</em></p>



<p>(William Butler Yeats)</p>



<p>*</p>



<p>Non ricordo più tremenda mattina.<br>La nascita, dici? Non darei troppa importanza<br>alla nascita. Le nascite non sono indizi di un nuovo inizio.<br>Comunque: voleva accasciarsi per smaltire il dolore<br>il che l’ha resa bestia tra le bestie sul graticcio della stalla.</p>



<p>Pastori e magnati in punta di piedi, nel fieno<br>(in una locanda si trova di tutto, pensava, assisa nel sonno):<br>anche il bambino – pareva parte di un’allucinazione delle nevi<br>era irreale. A suo modo, si sarebbe dimostrato<br>un bravo figlio, pur con compiti che oltrepassavano le sue doti. Qualsiasi cosa</p>



<p>cercasse quando se ne andò da casa, trascinando gli amici nella sua<br>folle danza, non la dimenticò, come avrebbero fatto altri ragazzi.</p>



<p>La mattina delle mattine fu quando qualcuno volò<br>a dire che la sua tana sarebbe diventata il palazzo<br>di una regina; il tavolo su cui lavorava diventò come oro<br>nel frutteto divampò la primavera: tutto,<br>fiori e uccelli, s’impennò nel verde.<br>Il visitatore disse che Maria avrebbe<br>trasformato quel villaggio in un paradiso.<br>Disse qualcosa riguardo a un Principe Salvatore<br>ma lei udì soltanto: “Avrai un figlio”<br>e fu per quello che esplose la primavera. Accadeva spesso<br>che gli angeli portassero notizie simili: da allora<br>mai più sorrise un celeste, arreso a tale beata ignoranza.</p>



<p><em>Piero di Cosimo: Perseo libera Andromeda</em></p>



<p>(Wystan H. Auden)</p>



<p>*</p>



<p>Tutto è lì. La vittima grugnisce<br>e gli amici hanno la posa<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; adatta al disastro;<br>salvezza il seduttore sguaina la spada<br>mentre dal fiordo, magro e magistrale,<br>terrifica violenza, tumida dedizione,<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; la consueta mostruosità.<br>Quando il prezioso della speranza svanisce<br>la virtù non ha valuta e il nero<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Vendicatore si erge<br>sappiamo che saranno sempre in due<br>ad andarsene senza motivo<br>discutendo animatamente<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; sull’aumento dei prezzi.<br>Da ogni lato la crisi getta<br>stranezze e umani gesti. Quelli<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; non sono essenziali.<br>Guarda, piuttosto, il rozzo Orrore:<br>l’Uomo delle Nuvole lo colpisce a morte<br>armato di pugnale e testa di gorgone –<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; magiche credenziali.<br>Bianca sulle rocche, Andromeda.<br>La madre ha preteso troppo.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il profondo non ha pazienza.<br>L’incubo serra i denti. Il salvatore<br>penetra. Macina vittoria. Tutto è suo.<br>Genitori e parenti si accalcano per le<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; congratulazioni.<br>Ma quando si tratta di spartire il dolore<br>sopra i laghi centrali<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; non sarai così fortunato.<br>Non è bene dargli credito:<br>con nitore puoi porre fine alla sofferenza<br>o reprimere ogni tregua.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per te, è insopportabile.</p>



<p><em>Verrocchio: Putto con delfino</em></p>



<p>(Dylan Thomas)</p>



<p><em><a href="https://www.pangea.news/pan/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">*Un articolo di Cecil Day-Lewis, che racconta il libro di Aldous Huxley “Eyless in Gaza”, è oggetto di un numero della nostra rivista PAN, a cui ci si inscrive passando di qui.</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/cecil-day-lewis-firenze-italia-poesia/">“In questo sconsacrato tempo”. Elogio di Cecil Day-Lewis, un minore di genio che imitava Auden e Dylan Thomas</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
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