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	<title>Todd Phillips Archivi - Pangea</title>
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	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
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		<title>Il modesto ritorno. Ecco perché “Joker: folie à deux” è un’occasione mancata</title>
		<link>https://www.pangea.news/joker-folie-a-deux-nicastro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 04:35:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Joker]]></category>
		<category><![CDATA[Joker: folie à deux]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo capitolo di Joker (Joker: folie à deux) può certamente deludere chi era rimasto entusiasta dopo la visione del primo atto della storia.[1] In questo secondo capitolo, nella cornice plumbea e claustrofobica tipica anche del primo episodio, la storia di Arthur Fleck si svolge senza particolari sussulti nella mortifera routine della vita carceraria. Sembra [&#8230;]</p>
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<p>Il nuovo capitolo di Joker (<em>Joker: folie à deux</em>) può certamente deludere chi era rimasto entusiasta dopo la visione del primo atto della storia.<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> In questo secondo capitolo, nella cornice plumbea e claustrofobica tipica anche del primo episodio, la storia di Arthur Fleck si svolge senza particolari sussulti nella mortifera routine della vita carceraria. Sembra tornato il clown fallito dell’inizio della storia, lo stupido che molti prendono in giro perché incapace di far ridere. Un individuo assolutamente innocuo, un carattere amorfo.</p>



<p>A turbare questa apparente normalità arriva a un certo punto una donna (Harley Quinn/Lady Gaga) <strong>che ammaliando il nostro clown da strada con sentite menzogne, riuscirà per un breve arco di tempo a resuscitare in lui lo spirito di Joker.</strong> Si tratta evidentemente di un cliché (l’amore di una donna come salvezza esistenziale per l’uomo, anche se qui si tratterebbe di una salvezza di segno negativo), ingenuità che lo spettatore dimentica presto per la qualità dell’interpretazione dei due protagonisti e l’intensità dei dialoghi (scritti a quattro mani da Todd Phillips e Scott Silver). Tuttavia in questo rapporto ciò che lascia perplessi, date le atmosfere molto cupe del film, è la scelta del dialogo musicato che spesso (troppo spesso) spacca come una frattura insanabile proprio i momenti di maggiore tensione drammatica della storia e dei dialoghi. Si tratta forse di uno stratagemma per abbassare (verrebbe da dire ridicolizzare) ironicamente quella tensione? Oppure per dare rilievo a Lady Gaga, giocando facile sulle sue doti canore (e magari strizzando l’occhio ai suoi fan) come avvenuto in un suo noto precedente film da protagonista (<em>A star is born</em>, 2018)? O piuttosto per sottolineare simbolicamente che molto di quanto avviene tra i due è qualcosa di scollato dalla realtà, frutto di fantasie condivise e distorte (una<em> folie à deux</em> appunto)? Si fa fatica a comprendere questa scelta, totalmente dissonante dal resto e da quanto visto nel precedente film, così l’effetto sullo spettatore dopo un po’ non può che essere di profonda frustrazione (tranne che, ovviamente, per gli amanti dei musical).</p>



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<p>Ciò che rimane, al di là delle atmosfere riuscite, della tensione psicologica sempre latente nella storia, oltre che dell’ottima interpretazione dei due protagonisti, è il valore simbolico della vicenda narrata.<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a> Solo una passione o un ideale che nascano dal profondo possono dar senso all’esistenza perché capaci di far entrare chi li vive in contatto con aspetti psicologicamente radicati in sé stessi. Oltre a questo, rimane la critica di una società caotica e superficiale, bisognosa di idoli da seguire per trovare una direzione nel proprio vivere quotidiano e incapace di vedere e accettare in queste fonti di ispirazione la presenza di aspetti più umani, proprio come accade al protagonista, amato a riconosciuto solo quando diventa Joker. Ciò lo rende un personaggio ancora più tragico, <strong>un essere in balia della folla (e dell’amata) che dello psicopatico del primo episodio non ha quasi nulla se non l’inquietante, fatua e grottesca risata.</strong></p>



<p><em>Joker: folie à deux</em> è dunque l’epilogo in tono minore di un reietto della società che riesce a riscattarsi agli occhi degli altri solo quando lascia emergere la sua parte peggiore, quella che incarna analoghi istinti della massa, ma che viene presto dimenticato o rifiutato quando lascia emergere il suo sé più empatico e compassionevole.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2024/10/71VBsOrSqAL._SL1500_-10-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-101151" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2024/10/71VBsOrSqAL._SL1500_-10-683x1024.jpg 683w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2024/10/71VBsOrSqAL._SL1500_-10-200x300.jpg 200w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2024/10/71VBsOrSqAL._SL1500_-10-600x900.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2024/10/71VBsOrSqAL._SL1500_-10.jpg 720w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p>La conclusione del film mette la parola fine (fortunatamente) a quella che sarebbe potuta diventare una saga, come troppo spesso accade nel cinema di oggi. Ad un certo punto, infatti, durante e poco dopo la fine del processo cui va incontro Arthur Fleck per gli omicidi commessi, la trama arriva a uno snodo cruciale che lasciava aperti diversi scenari possibili. <strong>Todd Phillips ha scelto quello che non comprende ulteriori sviluppi, chissà se per convinzione, stanchezza o inconscio rispetto verso lo spettatore che non avrebbe digerito altre stonature</strong> e un’ulteriore riduzione dello spessore della personalità del protagonista, così potentemente tratteggiato nel primo film.</p>



<p>Un film dunque inferiore al primo, non solo per alcune scelte discutibili (prima tra tutte la scelte del formato musical) ma in generale per lo sviluppo della storia e per un’attenzione inferiore, o non altrettanto efficace come nel primo capitolo, alle dinamiche interiori del protagonista e alle loro evoluzioni, che cosi iconico lo avevano reso nell’immaginario di molti.</p>



<p><strong><em>Marco Nicastro</em></strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Tra i quali chi scrive. Vedi la recensione al primo Joker: http://www.psychiatryonline.it/node/8255</p>



<p><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Impossibile non ricordare alcune scene che toccano vertici di poeticità e che testimoniano il talento del regista. Si pensi a quando la protagonista, andata a trovare Arthur in carcere, disegna col rossetto sul vetro protettivo che li separa nella stanza dei colloqui la linea curva di un sorriso, che viene con naturalezza intercettato dal sorriso di Arthur-Joker fino a fondersi con esso; oppure l’espressione terrorizzata del volto di Arthur mente ascolta tremante e attonito, in uno stato quasi dissociato, l’uccisione di un suo compagno di carcere da parte dei secondini dopo che questi lo avevano poco prima brutalizzato e gettato come un oggetto sul fetido materasso della sua cella.</p>
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		<title>Joker è un grido, Joker è un Che Guevara psicotico, Joker ci ricorda che siamo tutti responsabili, Joker non è il film dell’anno, è già storia del cinema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 06:12:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Dejanira Bada]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Joaquin Phoenix]]></category>
		<category><![CDATA[Joker]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È già un cult. Il regista Todd Phillips ha descritto la follia e il disagio come pochi altri hanno saputo fare. Eppure, il titolo di un articolo del Secolo XIX del 6 ottobre è: “Non parlate bene di Joker perché Joker è il male”. Non sto neanche a riportarvi l’articolo, andate a leggervelo, e scoprirete [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/joker-recensione-dejanira-bada/">Joker è un grido, Joker è un Che Guevara psicotico, Joker ci ricorda che siamo tutti responsabili, Joker non è il film dell’anno, è già storia del cinema</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È già un cult.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il regista Todd Phillips ha descritto la follia e il disagio come pochi altri hanno saputo fare. Eppure, il titolo di un articolo del <em>Secolo XIX</em> </strong>del 6 ottobre è: <a href="https://www.ilsecoloxix.it/cultura-e-spettacoli/2019/10/06/news/non-parlate-bene-di-joker-perche-il-joker-e-il-male-1.37693727" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“Non parlate bene di <em>Joker</em> perché <em>Joker</em> è il male”.</a> Non sto neanche a riportarvi l’articolo, andate a leggervelo, e scoprirete un bigottismo disarmante, un’incapacità di empatia da far accapponare la pelle. In poche parole: il timore che trapela da quelle righe è che ora orde di ragazzini comincino ad andare in giro vestiti da pagliaccio ammazzando tutti, giustificati dal povero e incompreso Arthur/Joker.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class=" wp-image-70610 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2019/10/poster1-203x300.jpg" alt="" width="242" height="358" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/poster1-203x300.jpg 203w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/poster1-768x1138.jpg 768w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/poster1-691x1024.jpg 691w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/poster1.jpg 810w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" />Ma il punto è proprio questo: come fai a non impazzire se in famiglia subisci violenza, se la società ti rigetta come un organo trapiantato, se nessuno è gentile con te,</strong> se nessuno ti ama, se tutti ti trattano male, se non hai mai ricevuto un abbraccio, un po’ di amore, un po’ di comprensione?</p>
<p style="text-align: justify;">Joker rappresenta tutto quello che si rischia di diventare se i genitori hanno sbagliato e se la società non ti aiuta a curarti ed elaborare i tuoi traumi perché non hai soldi, perché magari oltre a essere stato abusato, sei pure povero, e lo Stato mica ti aiuta a risollevarti, mica ti passa lo psicologo o i farmaci gratis, no, <strong>ti rigetta, ti mastica e ti sputa, e poi s’incazza e ti rinchiude se non ti comporti come vogliono loro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Joker</em> è un film d’autore, il film che avrebbe dovuto fare Lars Von Trier al posto de <em>La Casa di Jack</em>. Perché è così che si parla di disagio, di follia, di alienazione. <strong>E sì, mi spiace per Heath Ledger, che c’è pure impazzito davvero per entrare nella parte di Joker, ma Phoenix è davvero monumentale, spaventosamente ed esageratamente bravo.</strong> L’Oscar sarebbe troppo poco. Questo è un film serio, non un fumetto, e non a caso ha già vinto il Leone d&#8217;oro a Venezia. <em>Joker</em> è solo un pretesto per trattare temi di cui si parla sempre meno, in una società sempre più individualista.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Joker siamo noi.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Joker non vuole cambiare il mondo, e quella che innesca a Gotham è una rivolta di cui è motore inconsapevole. <em>Joker</em> non è un film politico, anche se alcuni l’hanno voluto leggere così. Joker vorrebbe solo liberarsi dal dolore che ha dovuto subire. <strong>È un antieroe, non un messia, ma il popolo ha bisogno di simboli, e si aggrappa a lui con la disperazione di chi non ha figure di riferimento. Joker è un Che Guevara psicotico.</strong> E allora va bene anche un assassino pur di cambiare le cose, pur di cambiare la propria condizione.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">La follia ha sempre il suo fascino, come la morte, e questo è un film che conquisterà i giovani di tutto il mondo, è vero, perché parla soprattutto agli adolescenti e al loro malessere, e a chi è adulto ma non è morto dentro, inglobato da un sistema che ci vuole sempre sorridenti e mai depressi e incazzati. <strong>È un film che risveglia la coscienza a chi ne ha ancora una, a chi non è già in attesa di morire come fosse alla fermata del bus,</strong> a chi è stufo di abbassare sempre la testa e subire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo Joker si trasforma in una specie di giustiziere che ricorda un po’ anche <em>Il Corvo</em>, un cult anche questo, ma pur sempre un film di serie B. Qui invece abbiamo a che fare con un film di serie A,</strong> che eleverà Joaquin Phoenix tra i miti del cinema senza neanche aver bisogno di morire, come invece è accaduto a Lee e a Ledger.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Joker</em> è il moderno <em>Qualcuno volò sul nido del cuculo</em>, ma pure meglio, e il finale ricorda un po’ quello di <em>Mommy</em> di Xavier Dolan: ospedale psichiatrico, un corridoio, una camminata che porta lontano, ma una scelta conclusiva completamente diversa, e che ci ricorda solo qui che Joker nasce da un fumetto.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class=" wp-image-70611 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2019/10/poster2-200x300.jpg" alt="" width="260" height="391" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/poster2-200x300.jpg 200w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/poster2-768x1152.jpg 768w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/poster2-683x1024.jpg 683w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/poster2.jpg 800w" sizes="(max-width: 260px) 100vw, 260px" />È così che si dovrebbe trattare il disagio psichico. È con compassione che bisognerebbe guardare l’altro, anche il matto, anche l’assassino. È prendere anche le parti di Caino. È essere sempre e comunque contro la pena di morte</strong>, perché dietro al condannato c’è una persona, e con essa la sua guerra con la vita, con i mostri, con la solitudine, con il sistema, con i genitori che se non ti stuprano e picchiano, ti trattano di merda.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora devi uccidere tua madre per provare a sopravvivere, noi metaforicamente, Joker veramente.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo film ha la capacità di farti provare empatia per Arthur, e all’inizio fa paura, perché tutti nascondiamo un lato d’ombra e siamo un po’ matti.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I nostri ragazzi possono diventare come lui se non vengono aiutati, amati e protetti. È questo che spaventa gli adulti, è questo che è difficile ammettere: ammettere le proprie colpe di adulti.</strong> Gli assassini, i killer, gli psicopatici, se non nascono con una patologia mentale, all’inizio sono bambini normali, che hanno solo bisogno di serenità, e se questa non gli viene data, rischiano di essere danneggiati psicologicamente, è un dato di fatto, è realtà, ma è più comodo fare gli struzzi e dare del pazzo a qualcuno senza conoscere la sua storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando poi Joker supera quel limite sottile tra follia e normalità, allora il ragazzo che vede il film può provare sgomento oppure rimanerne affascinato, ma l’adulto, se è un adulto risolto che si può davvero chiamare adulto, comincia a provare empatia e pietà per quest’uomo ignorato da tutti. E allora vorresti abbracciarlo, vorresti essere il suo psicologo, vorresti dargli amore e ascolto e provare a salvarlo, invece di insultarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">E la folla che lo acclama nel finale, è la società tutta che si rivolta al dolore, alla sottomissione, all’ingiustizia, all’indifferenza del mondo. È l’emblema dell’infelicità del presente, perché se ci guardassimo in profondità in massa, realizzeremmo quella rivolta che molti aspettano da tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sì, forse <em>Joker</em> è anche un film politico. E cazzo, vien da dire: possibile che si debbano usare sempre le maniere forti per farsi notare? E poi ci stupiamo se i ragazzi si drogano per attirare l’attenzione. Dovremmo ringraziarli se si accaniscono solo contro se stessi e non cominciano a dare fuoco a tutto. </strong>Perché è più conveniente che i nostri figli si suicidino piuttosto che diventino degli assassini, vero? E infatti <em>Joker</em> ha la stessa durezza psicologica di <em>Requiem for a dream</em>, un onesto e durissimo film sulla droga, che ti prende lo stomaco e te lo mangia crudo, altro che <em>Trainspotting</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché se tra le mura domestiche non c’è armonia, e se fuori la società ti tratta come un topo di fogna, di cui peraltro Gotham è invasa fin dai primi fotogrammi, solo perché non ridi quando bisognerebbe ridere, il risultato è il ghigno e la perfidia di Joker,</strong> un puro trattato di psichiatria in pellicola, il manifesto del dolore di un uomo che voleva solo amore, e che alla fine fa pure commuovere.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Joker</em> fa male dentro perché ci ricorda che siamo in parte responsabili di ciò che sceglieranno i nostri figli e quindi degli adulti che diventeranno.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Joker</em> è un monito, un grido d’aiuto inascoltato.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Joker</em> non è il film dell’anno, è già storia del cinema.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dejanirabada.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><em>Dejanira Bada</em></strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<item>
		<title>La più grande delusione cinematografica dell’anno: “Joker”. (Fidatevi, Heath Ledger e Jack Nicholson sono meglio di Joaquin Phoenix)</title>
		<link>https://www.pangea.news/joker-film-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 11:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Heath Ledger]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A volte gli inglesi sono stupefacenti. Mentre il resto del pianeta adora il sole loro, cinicamente, riducono l’astro a un biscotto da consumarsi con il tè, alle cinque. Disintegrano i falsi miti, intendo, fanno a pezzi le leggende facili. Così, mentre la maggior parte della stampa applaude al “Joker” di Todd Phillips, s’inchina davanti all’interpretazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>A volte gli inglesi sono stupefacenti. Mentre il resto del pianeta adora il sole loro, cinicamente, riducono l’astro a un biscotto da consumarsi con il tè, alle cinque. Disintegrano i falsi miti, intendo, fanno a pezzi le leggende facili. Così, mentre la maggior parte della stampa applaude al “Joker” di Todd Phillips, s’inchina davanti all’interpretazione da Coppa Volpi di Joaquin Phoenix, l’acido Peter Bradshaw mette tutti a posto scrivendo un pezzo dal titolo roboante: <a href="https://www.theguardian.com/film/2019/oct/03/joker-review-joaquin-phoenix-todd-phillips" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“Joker, the most disappointing film of the year”</a>, assegnando al film due stellette sulle cinque disponibili. Ora, Bradshaw, noto per i suoi gusti snob – nel 2012 ha stilato la sua personale lista dei migliori film: insieme a “Toro scatenato”, “The Addiction”, “Io e Annie”, “Andrej Rubl</em><em>ëv” e “In the Mood for Love”, ha piazzato “Narciso nero” e “Sangue blu”… – è da vent’anni il critico cinematografico di riferimento del “Guardian”. In questo caso, come sempre, il punto non è stroncare a casaccio o colpire il fegato per gioco, ma far agire il cervello. Meglio, dunque, ragionare intorno a pensieri controcorrente. </em></p>
<p style="text-align: justify;">**</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class=" wp-image-70522 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2019/10/IMG_1616-238x300.jpg" alt="" width="263" height="332" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/IMG_1616-238x300.jpg 238w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/IMG_1616-768x967.jpg 768w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/IMG_1616-814x1024.jpg 814w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/IMG_1616-1320x1661.jpg 1320w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/IMG_1616-100x125.jpg 100w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/10/IMG_1616.jpg 1500w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" />La più grande delusione dell’anno è dunque arrivata.</strong> Emerge, elevata alla fama, come la ragazza dei tulipani dei festival, ricca di premi, un tocco aristocratico sulla cultura pop. L’anno scorso abbiamo avuto la solenne versione di <em>Suspiria</em> secondo Luca Guadagnino, ora è il <em>Joker </em>del regista e co-sceneggiatore Todd Phillips: un nuovo mito delle origini per il più famoso avversario di Batman.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Joaquin Phoenix è Arthur Fleck, patetico perdente e anima solitaria a Gotham City, in un tempo imprecisato dei primi Ottanta. Arthur è stato ricoverato in una clinica psichiatrica, ma ora gli è concesso di vivere con l’anziana madre, Penny (Frances Conroy), nel suo squallido appartamento. Il povero Arthur soffre di una condizione neurologica instabile: ogni tanto, nei momenti più inopportuni, scoppia in risate stridenti. Ha una cotta per la vicina di casa single, Sophie (Zazie Beetz), vorrebbe diventare un comico televisivo come il suo adorato mito, Murray Franklin (Robert De Niro), ma gli riesce soltanto di trovare lavoro come clown. <strong>Un giorno, quando le umiliazioni sono diventate insopportabili, disperato per l’ennesimo attacco di bullismo, Arthur piglia la pistola e scopre che il suo talento non è per la commedia ma per la violenza. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Phillips ha già diretto un film con un personaggio poco divertente e un poco idiota: Alan in <em>Una notte da leoni</em>, interpretato da Zach Galifianakis. Ecco, mi domando come sarebbe stato Joker interpretato da Galifianakis. Voglio dire: Phoenix non ci toglie dalla testa il fatto che Joker dovrebbe essere sexy. Per il resto, c’è la bella scenografia di Mark Friedberg, alcune straordinarie immagini di Lawrence Sher, <strong>una interpretazione decisa di Phoenix, che tuttavia non assurge ai livelli raggiunti in <em>The Master </em>di Paul Thomas Anderson. Il film regge fino alla terribile vendetta di Joker attuata in metropolitana, una eco, probabilmente, alla famigerata azione di Bernhard Goetz del 1984</strong> – ma Phillips è ben attento a non connotarla come un gesto razzista. Dopodiché, il film risulta noioso, ed è forzato il legame tra Joker e l’etica anticapitalista. La carriera criminale di Joker, poi, termina in modo imbarazzante.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Il film si riferisce a pellicole come <em>I giustizieri della notte </em>e <em>Il braccio violento della legge</em>, forse anche un po’ a <em>Star Wars</em>, <strong>ma è soprattutto un laborioso, inutile omaggio al classico di Scorsese/De Niro, <em>Re per una notte</em>, con una spruzzata di <em>Taxi Driver</em></strong>, ovviamente non toccando quei vertici.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Le genesi di questo Joker è matura, per nulla fumettistica, paragonata, ad esempio, al truffatore interpretato da Jack Nicholson nel <em>Batman</em> di Tim Burton, che cade in una vasca piena di acido per trasformarsi in un criminale dalla pelle pallida, i capelli verdi e il sorriso sghembo. Non c’è motivo per cui il Joker elaboratamente vintage di Phoenix non debba essere paragonato <strong>al potente e enigmatico Joker interpretato da Heath Ledger ne <em>Il cavaliere oscuro </em>di Christopher Nolan. Il fatto è che a un certo punto nel mondo del fumetto devi fare ingresso e Ledger è più capace</strong> perché non è appesantito da troppi dettagli realistici, è perfetto nella grandiosa ironia del noir, e non deve sorreggere da solo la fortuna del film. Questo <em>Joker</em> dura un atto solo, il primo. Il film, nel complesso, è disperatamente serio e assai superficiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Peter Bradshaw</em></strong></p>
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