<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pattu Smith Archivi - Pangea</title>
	<atom:link href="https://www.pangea.news/tag/pattu-smith/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.pangea.news/tag/pattu-smith/</link>
	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Mar 2023 05:44:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.11</generator>
	<item>
		<title>“Nascosta dalla luce”. Le poesie di Tove Ditlevsen</title>
		<link>https://www.pangea.news/tove-ditlevsen-poesie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Mar 2023 05:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Fazi]]></category>
		<category><![CDATA[Inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Pattu Smith]]></category>
		<category><![CDATA[Tove Ditlevsen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pangea.news/?p=94847</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra i casi editoriali degli ultimissimi anni, spicca, per autorevolezza paradossale, quello della danese Tove Ditlevsen. Nata a Copenaghen il 14 dicembre del 1917, da famiglia modesta, ha pubblicato tantissimo, con un successo candido, ma per lo più ‘locale’. Del tutto devota alla scrittura, Tove Ditlevsen è scrittrice estremista, che – dicono – fonde gli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/tove-ditlevsen-poesie/">“Nascosta dalla luce”. Le poesie di Tove Ditlevsen</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tra i <em>casi</em> editoriali degli ultimissimi anni, spicca, per autorevolezza paradossale, quello della danese <strong>Tove Ditlevsen</strong>. Nata a Copenaghen il 14 dicembre del 1917, da famiglia modesta, ha pubblicato tantissimo, con un successo candido, ma per lo più ‘locale’. Del tutto devota alla scrittura, Tove Ditlevsen è scrittrice estremista, che – dicono – fonde gli acuti di Janet Frame alla fermezza di Joan Didion. Scrisse anche per la radio. Dilaniata da problemi di alcol e di depressione, con quattro matrimoni – e altrettanti divorzi – alle spalle, Tove Ditlevsen si ammazza il 7 marzo del 1976.</p>



<div type="product" ui="style-3" ids="94114 " class="wp-block-banner-post"></div>



<p>I suoi temi ricorrenti – la memoria, il femminile ulcerato, l’infanzia perduta – emergono nella cosiddetta “Trilogia di Copenaghen”: pubblicati in origine tra il 1967 e il 1971, sono tradotti nel mondo anglofono nel 2019, facendo della Ditlevsen un ‘caso’, appunto. <strong>In Italia, è l’editore Fazi ad aver pubblicato, con intuito, la trilogia come <em>Infanzia</em>, <em>Gioventù</em>, </strong><a href="https://fazieditore.it/catalogo-libri/dipendenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>Dipendenza</em> </strong>(quest’ultimo, uscirà il 4 aprile).</a> Di lei si sono occupate un po’ tutte le testate di riferimento del mondo americano – dal “New Yorker” al “NY Times” a “The Nation” – spesso con enfasi: amore, ossessione, devianza mentale arrivano a noi, oggi, con i rasoi sulle dita. La storia di una donna nel trauma conquista per effrazione d’emozioni.</p>



<p>Secondo Patty Smith – <strong><a href="https://www.penguin.co.uk/books/319414/childhood-youth-dependency-by-ditlevsen-tove/9780241457573" target="_blank" rel="noreferrer noopener">così nell’edizione della “Trilogia” stampata da Penguin</a></strong> – si tratta di “una scrittura straordinaria, inflessibile e flessuosa, la cronaca di una marginalità assoluta”. Ciò che si dimentica di ricordare, semmai, è che anzi tutto, ai tempi suoi, Tove Ditlevsen era nota come poetessa: autrice di spaurita precocità – comincia a scrivere versi a dieci anni, pubblica da quando ne ha venti – raggiunge la fama con la raccolta “Blinkende Lygter”, uscita nel 1947. Seguirono diverse raccolte di versi; alcune poesie sono state messe in musica: “al momento della sua morte, volontaria, era una delle autrici più lette in Danimarca”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="667" height="1024" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/03/91nnbxw4NvL-667x1024.jpg" alt="" class="wp-image-94848" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/03/91nnbxw4NvL-667x1024.jpg 667w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/03/91nnbxw4NvL-196x300.jpg 196w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/03/91nnbxw4NvL-600x920.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/03/91nnbxw4NvL.jpg 704w" sizes="(max-width: 667px) 100vw, 667px" /></figure>



<p>Alcune poesie, pur procedendo per colpi di luce, frazioni, candele nel loggiato scuro, hanno un tono narrativo, d’inquisizione, da cronaca di uno sconfinamento. In certi momenti, Tove ricorda i ripidi tratti di Ágota Kristóf: tutto, soprattutto l’indicibile, va detto incuneandosi in uno scavo. Che a qualcuno venga in mente, prima che il ‘caso’ sia ravvolto nel lino dell’oblio, di tradurre le sue poesie. Intanto, una silloge.</p>



<p>**</p>



<p><em>La luce trema</em></p>



<p>Nella lunga notte dell’infanzia, fioca e nera,<br>ci sono piccole luci scintillanti che tremano<br>tracce della memoria, sparse braci,<br>mentre il cuore gela e prende il volo.</p>



<p>Soltanto qui il tuo amore inesorabile risplende<br>perso tra le notti cupe, irte di nebbia,<br>e tutto ciò che hai amato e sofferto<br>sconfina oltre la volontà.</p>



<p>Il primo dolore è una faglia di luce<br>torsione di lacrime nello spazio;<br>quel dolore avvinghierà il tuo cuore<br>quando ogni tempo sarà svanito.</p>



<p>Alta come la stella primaverile<br>brucia la prima gioia dell’infanzia<br>la cercherai per sempre, per rampicare<br>sulle rapide dell’ombra, a fine estate.</p>



<p>La fede comporta estremismi:<br>il primo e l’ultimo sono impagabili<br>nell’oscurità qualcosa sfavilla:<br>non hai più nulla da perdere.</p>



<p>Qualcuno si avvicina a te – magari quell’altro –<br>ma nessuno potrà conoscerti del tutto<br>perché la tua vita è nascosta da quelle luci<br>che tremano: che tutti rinuncino a te.</p>



<div type="post" ids="90202" class="wp-block-banner-post"></div>



<p>*</p>



<p><em>Morte 2</em></p>



<p>Il vecchio<br>si alza presto.<br>Non tutti<br>i pensieri<br>si possono cogliere.<br>Come bambini si muovono sempre<br>rientrano tardi<br>inciampano e si grattano gli stinchi<br>sulle strade dello Jutlad.</p>



<p>Siede tranquillo<br>su una panchina, al sole.<br>Gli altri vecchi<br>gli parlano di rado.<br>Sente poco e male<br>legge libri<br>a volte riceve<br>lettere o visite.</p>



<p>È il più vecchio:<br>un addetto deve<br>portarlo dentro<br>per mangiare.</p>



<p>Le sue mani tremano<br>violente per niente<br>il dottore è serio quando<br>gli urla nelle orecchie.</p>



<p>I carrelli sferragliano<br>attraverso la stanza.<br>Il vecchio ricorda<br>di essere un bisnonno.<br>Il figlio maggiore ha sessant’anni<br>e il tempo corre<br>come pioggia lungo<br>le grondaie, in cortile.</p>



<p>Quando dorme<br>sogna la moglie<br>per sempre giovane<br>nella sua memoria.<br>Prepara il pranzo<br>a Søndermarken&nbsp;<br>e gioca con i loro<br>figli, che crescono, sottili.</p>



<p>Si sveglia spesso<br>soffre<br>nella parte bassa della schiena<br>è solo<br>e confuso<br>distante<br>da gioia e dolore.</p>



<p>Domani gli procureranno<br>un apparecchio acustico.<br>La morte è ancora<br>lontana, come l’orizzonte.</p>



<p>*</p>



<p><em>Divorzio 3</em></p>



<p>Non è facile<br>stare da soli<br>gli altri hanno<br>occhi impazienti<br>nell’attesa.<br>Il pavimento<br>risucchia i passi<br>sotto di te.<br>Ti reggi<br>sulle tue braccia<br>ora per ora.<br>Un vocabolario<br>di circa<br>cento parole<br>che non puoi<br>spartire.</p>



<p>Il sentore di<br>qualcosa di spiacevole<br>l’assenza di<br>odori forti.<br>Sfere di fumo<br>tra le tende.</p>



<p>Il letto ora<br>è troppo largo.<br>Le tue amiche ti mollano<br>quando è il tempo di cucinare le patate.</p>



<p>Libertà<br>arriva<br>sul prossimo treno:<br>uno sconosciuto<br>viaggiatore<br>che non ama<br>i bambini.<br>Il cane è<br>agitato<br>annusa<br>le gambe dei pantaloni<br>è presto<br>per andare in calore.<br>Tu leggi<br>libri<br>guardi la tivù<br>non capisci<br>nulla<br>ma all’improvviso<br>sei felice<br>è mattina:<br>la sera<br>tornerai triste.</p>



<p>È una fase<br>dicono le tue amiche<br>che devono dire qualcosa<br>tu passi oltre.<br>Senza peso<br>come un astronauta<br>leviti<br>nelle stanze vuote<br>e attendi<br>la libertà<br>di fare<br>ciò che<br>non vuoi<br>più fare.</p>



<p>*</p>



<p><em>Gli adulti 1</em></p>



<p>La mattina<br>il desiderio è<br>slegato dall’oggetto<br>è una sorta<br>di sete<br>ultraterrena:<br>la primavera può estinguersi.</p>



<p>Il desiderio<br>non ha bisogno<br>di qualcuno in particolare:<br>soltanto la vita<br>si divide nel<br>prima e nel dopo.</p>



<p>È stato bello<br>svegliarsi<br>e sapere<br>che stavi<br>solo sognando.<br>Ora vivi<br>dentro il sogno<br>ed è bene che<br>tu lo sappia:<br>in realtà<br>tutti gli adulti<br>sono andati via<br>non sono mai stati<br>non torneranno a casa.</p>



<p><strong><em>Tove Ditlevsen</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/tove-ditlevsen-poesie/">“Nascosta dalla luce”. Le poesie di Tove Ditlevsen</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-thumbnail-url>https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2023/03/19eberstadt-image2-mobileMasterAt3x-679x1024.jpg</post-thumbnail-url>	</item>
	</channel>
</rss>
