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	<title>Olanda Archivi - Pangea</title>
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	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
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		<title>Che cos’è la felicità? Secondo gli statisti dell’Onu la Finlandia è il luogo più felice del mondo, dove lo Stato ti ipnotizza il destino dalla culla alla tomba e la noia regna sovrana. La vita, se lor signori permettono, è altro</title>
		<link>https://www.pangea.news/finlandia-felicita-onu-statistiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2019 11:09:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cos’è la felicità? Da quando “la ricerca della Felicità” è diventata uno dei “diritti inalienabili”, insieme a Vita e a Libertà, dal 1776, la felicità è diventata una condanna. * In ogni caso: la Vita è un dono, la Libertà è obbedienza, la ricerca della Felicità è una scelta. La Felicità all’americana ha prodotto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/finlandia-felicita-onu-statistiche/">Che cos’è la felicità? Secondo gli statisti dell’Onu la Finlandia è il luogo più felice del mondo, dove lo Stato ti ipnotizza il destino dalla culla alla tomba e la noia regna sovrana. La vita, se lor signori permettono, è altro</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che cos’è la felicità? Da quando “la ricerca della Felicità” è diventata uno dei “diritti inalienabili”, insieme a Vita e a Libertà, dal 1776, <strong>la felicità è diventata una condanna.</strong></p>
<p>*</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In ogni caso: la Vita è un dono, la Libertà è obbedienza, la ricerca della Felicità è una scelta.</strong> La Felicità all’americana ha prodotto Walt Whitman – canto me stesso perdendomi nello sterminato – e McDonald’s, ingrasso ora perché del doman non v’è certezza. D’altronde, dice Qohelèt, il graffiante cinico biblico, visto che “gli uomini non possono capire ciò che Dio fa, ho capito che per essi non c’è altro che il piacere e darsi la felicità: dono di Dio è per un uomo mangiare, bere, godere del proprio lavoro”. Fosse per lui, saremmo tutti felici.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Uccidere la felicità</em>, facendo massacro della cronaca, di indicibile ferocia, potrebbe essere il titolo di un libro. La testimonianza del reo confesso per l’omicidio di Stefano Leo, secondo le parole del procuratore vicario di Torino, è questa. L’omicida ha voluto uccidere un uomo felice, credendo di uccidere la felicità. <strong>Fare filosofia su un fatto efferato – compiuto quando il male cementa il caos in un atto definitivo – è esercizio per giornalisti in babbucce. Di per sé, dovremmo tutti uccidere la felicità</strong> – vegliare nei dintorni della quiete, ricercare il bene (a tratti, la ricerca della felicità personale si attua attraversando il male altrui). Già. Ma che cos’è la felicità?</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Felicità</em>, etimologicamente, significa ciò che è fertile, ciò che produce qualcosa. Una terra feconda è felice, rende felice chi la abita. <strong>Anche il deserto può essere fecondo, però: può far fruttificare una consapevolezza diversa in me. L’etimologia ci dice che tutto ciò che nasce è buono: in primavera siamo indotti alla felicità.</strong> Eppure, la nascita di qualcosa coincide con la morte di qualcos’altro, questa è la legge di natura. Così, la felicità di qualcuno è garanzia della mia infelicità.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Per la Bibbia felicità è salute e gioia (“Ricchezza più vasta del corpo sano non c’è/ non c’è felicità più vasta di un cuore travolto di gioia”, <em>Sir </em>30, 16). La felicità più grande di tutte, però, è obbedire: “Chi fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e gli è fedele, non come uno che dimentica ma come uno che pratica, questi trova nella pratica la felicità” (<em>Gc </em>1, 25); “Guidami nella via dei tuoi comandi/ lì è la mia felicità” (<em>Sal </em>119, 35). Come sempre, affascina la giunzione degli opposti: legge e libertà; felicità e obbedienza. <strong>La felicità privata (gioia nel cuore, salute) ci fa capire che questa felicità, propria, è propriamente misera, è privazione della felicità più grande. Si è felici solo obbedendo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Se non hai nulla a chi obbedire – fosse anche il futuro, il destino, l’opera, <strong>qualcosa che ti travolge e supera</strong> – la felicità è fobia del poco, fola, inesauribile fame. Infelicità.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">L’Onu classifica la felicità in una bizzarra classifica stilata annualmente, <a href="http://worldhappiness.report/ed/2019/" target="_blank" rel="noopener">il “World Happiness Report”,</a> che miscela soldi, welfare, aspettative di vita, libertà nel compiere ciò che ci pare, percezione della corruzione. <strong>L’idea è quella di sintetizzare un concetto molto personale in un sistema sociale. Al primo posto in questa classifica c’è la Finlandia. </strong>Seguono: Norvegia, Danimarca, Islanda, Svizzera, Olanda, Canada, Nuova Zelanda, Svezia, Australia, Israele. L’Italia, al posto 47, è dietro Kuwait, Tahilandia, Uzbekistan, Nicaragua, Malaysia, Colombia, Singapore, Arabia Saudita, Qatar, Cile. Goethe, che pensava che <a href="http://www.pangea.news/guido-viale-ambiente-rifiuti-ballard-dickens-kafka/" target="_blank" rel="noopener">un napoletano povero ma bello era meglio di un diplomatico russo</a> ricco ma ingrigito dal gelo, non sarebbe d’accordo.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Forse per spirito di contraddizione, sarei felice di visitare tutti i paesi che secondo la classifica della felicità vivono in truce infelicità: Grecia (posizione 79), Libano (88), Mongolia (94), Nepal (101), Georgia (128), Armenia (129). Nel paese più felice del mondo, la Finlandia, invece, sono stato di recente, <a href="http://www.pangea.news/ma-cosa-ci-fa-robert-louis-stevenson-a-helsinki-reportage-finlandese-dalla-citta-gelida-dove-i-tram-hanno-il-passo-di-un-funzionario-di-partito-e-gli-elfi-ti-servono-la-cena/" target="_blank" rel="noopener">riportando le mie opinioni su <em>Pangea</em>,</a> sono felice di esserci stato, ma non ci vivrei mai.</strong> Certo: ci sono biblioteche meravigliose e molto frequentate, ci sono boschi bellissimi. Eppure, i finlandesi con cui ho parlato (non sono certo l’Onu, ma ho discusso con studenti e con studiosi, con consoli e con colti, con sportivi e con istrioni, con ricchi e con umili, con immigrati e con emigranti) non sono felici. Si sentono sicuri. Che è un po’ diverso. <strong>La loro, voglio dire, è una felicità grigia: cittadine anonime – determinate da struttura architettonica russa o svedese, non autoctona – hobby salutari (bicicletta, caccia alla renna), lavoro sicuro, casetta tra i boschi con seggiolina sul lago. Di solito, sognano l’Italia.</strong> Al di là del viaggiatore estatico ed entusiasta – che bello leggere il <em>Kalevala</em> cavalcando una renna mentre vado a detronizzare Babbo Natale – non ho sentito il bollore della gioia in Finlandia.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Un paese che garantisce sicurezza ai propri cittadini dalla culla alla tomba, la Finlandia. Questa è la felicità? L’Onu ci vuole tutti così: zitti, addomesticati, addestrati, con inquietudini domestiche, simili a un cagnolino. <strong>Essere felici non è rischiare tutto al vento dell’avventatezza, giocarsi la vita fino all’ultimo bramito, puntellare di conversioni e di capriole i nostri giorni? Disordinare l’idea ordinaria di felicità.</strong> Più che la felicità, mi pare, l’Onu misura l’obbedienza dei cittadini, l’educazione civica – più che di felicità, qui si parla di noia. (d.b.)</p>
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		<title>“Ho avuto orrore e compassione per Ted Hughes”: dialogo con Connie Palmen, che ha scritto il romanzo definitivo sulla coppia “maledetta” della poesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 04:42:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letterature]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse è bene rifilare questa storia – accumulando fiato – dalla fine. Lei si chiama Assia Wevill, indossa una bellezza che stordisce e il terzo marito si chiama David. Ted Hughes si innamora di lei nel maggio del 1962, il giorno in cui Assia compie 35 anni. Otto anni prima Ted, tra i grandi poeti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/ho-avuto-orrore-e-compassione-per-ted-hughes-per-questo-sono-entrata-nel-suo-cuore-dialogo-con-connie-palmen-che-ha-scritto-il-romanzo-definitivo-sulla-coppia-maledetta/">“Ho avuto orrore e compassione per Ted Hughes”: dialogo con Connie Palmen, che ha scritto il romanzo definitivo sulla coppia “maledetta” della poesia</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Forse è bene rifilare questa storia – accumulando fiato – dalla fine. Lei si chiama Assia Wevill, indossa una bellezza che stordisce e il terzo marito si chiama David. <strong>Ted Hughes si innamora di lei nel maggio del 1962, il giorno in cui Assia compie 35 anni. Otto anni prima Ted, tra i grandi poeti del secondo Novecento, ha conosciuto Sylvia Plath</strong>, il cui talento lirico, dirà, è impareggiabile, pari soltanto a quello di Emily Dickinson. Quattro mesi. S’incontrano in Inghilterra nel febbraio del 1956; si sposano in giugno. Vivranno da ingenui, da estremi, da folli. Nel 1957, per la Faber and Faber di Thomas S. Eliot, Hughes esordisce alla poesia con <em>The Hawk in the Rain</em>; il genio di Sylvia, invece, ossessionata dalla tracotanza lirica del marito, ci impiega più tempo a esplodere. <strong>Nel 1960 esce la placca <em>The Colossus</em>, ma il ‘mito’ di Sylvia levita dopo la sua morte, per merito del marito fedifrago. Sylvia si uccide l’11 febbraio del 1963,</strong> dopo aver raffinato una poesia, preparato la colazione ai figli, sigillato finestre e porta, la testa nel forno. <strong>L’estate prima Ted copulava con Assia, “la mia Lilith, in una camera d’albergo, le strappai di dosso i vestiti con tutta la nera tensione che avevo accumulato e la presi.</strong> Non pensai a mia moglie, né a suo marito, né ai miei figli, né al futuro”. Ted si mette con Assia, ha una figlia da lei. Sei anni dopo il suicidio di Sylvia, nello stesso modo, si uccide Assia. “Il 23 marzo 1969 mise la testa nel forno e uccise con il gas se stessa e nostra figlia Shura, di quattro anni appena compiuti. <strong>Nella morte mia moglie si rivelò – come mia Euridice e come artefatto letterario – un’avversaria più pericolosa che non in vita”.</strong> Ted Hughes, geniale poeta dal verso barbarico, viso di incauta bellezza, giocava a fare gli oroscopi, s’imponeva una mitologia privata, giostrava con la Cabbala. “Dopo il suicidio della mia musa nera mi convinsi che era tutta opera degli dèi. Ero un dannato, errante tra gli spettri, che contagiava tutte le donne della sua vita con l’oscurità malinconica da cui lui traeva una gioia tragica, ma che distruggeva loro”. <img decoding="async" class="size-medium wp-image-60794 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2018/05/romanzo-palmen-151x300.jpg" alt="romanzo palmen" width="151" height="300" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/05/romanzo-palmen-151x300.jpg 151w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/05/romanzo-palmen-768x1523.jpg 768w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/05/romanzo-palmen-516x1024.jpg 516w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/05/romanzo-palmen-600x1190.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/05/romanzo-palmen.jpg 1190w" sizes="(max-width: 151px) 100vw, 151px" />Vado alle spicce. Iperborea ha pubblicato uno dei libri più sinistri e fascinosi della stagione letteraria presente. S’intitola <a href="http://iperborea.com/titolo/489/" target="_blank" rel="noopener"><em>Tu l’hai detto</em></a> (pp.256, euro 17,00), e specula negli inferi della “coppia ‘maledetta’ della letteratura moderna” (così la quarta). <strong>Il libro potrebbe facilmente sfogare nel patetico, ma <a href="http://www.conniepalmen.nl/" target="_blank" rel="noopener">Connie Palmen</a>, l’autrice, tra le grandi d’Olanda – in Italia ha avuto un certo successo <em>Le leggi</em>, pubblicato da Feltrinelli – ha scelto la via ardua, folle.</strong> Ha dato voce a Ted Hughes. Ha indagato l’ugola e la mente del “bugiardo fedifrago e traditore ipocrita”, come è stato tacciato Ted, eletto ‘Poet Laureate’ nel 1984 e morto vent’anni fa, poco dopo aver pubblicato il canzoniere d’amore per Sylvia, le struggenti <em>Lettere di compleanno. </em>Il romanzo, ruvido e complesso, è grande quando si eleva sull’ustione biografica facendo rintoccare il poetico e il sublime: <strong>“Esplorare la propria vita interiore senza riconoscere la nostra origine ed eredità animale è un esercizio vuoto, astratto. Bisogna osare il salto, mollare gli ormeggi per raggiungere un io autentico. </strong>L’originalità di uno scrittore si riconosce dal coraggio con cui ha osato lanciarsi nell’abisso, e da quanto questo è profondo”. Già sedotto da Ted e da Sylvia, stralunato da questo romanzo, ho raggiunto Connie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come, quando, perché l’idea di scrivere un romanzo sulla vicenda di Ted Hughes e Sylvia Plath, per voce di Ted?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo passivo che Ted Hughes ricopre nelle diverse biografie dedicate a Sylvia Plath, nelle vesti del marito di una donna suicida, mi ha intrigato – e nello stesso tempo mi ha riempito di orrore e di compassione. Tutti noi siamo personaggi nelle storie degli altri, ma nessuno di noi ha letto una trentina di libri in cui è raffigurato come l’assassino di un genio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il romanzo mi pare un’anamnesi psichica di Ted Hughes, una esplorazione analitica del cuore di Hughes. Quali sono state le sue fonti? Quando ha capito che questa storia, tragica, possente, poteva essere narrata dal punto di vista di Hughes?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti quegli anni, dalla morte della moglie, Ted Hughes è rimasto in silenzio, senza commentare le analisi dei diversi biografi. Poi, otto mesi prima di morire, ha pubblicato 88 poesie scritte intorno al suo amore e alla sua vita con Sylvia Plath. La raccolta di poesie s’intitola <em>Lettere di compleanno. </em>Biografie, poesie, lettere e diari di entrambi i poeti e queste 88 poesie costituiscono la fonti principali del mio romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ted Hughes è stato – ed è – spesso trattato come il traditore, il torturatore, il mentitore. Mentre Sylvia Plath è diventata una specie di Madonna della poesia contemporanea, Hughes è stato visto come un demone. Che giudizio ha di entrambi? Perché il matrimonio di due poeti tanto vertiginosi è naufragato in tragedia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver scritto un romanzo intitolato <em>Lucifero</em>, volevo che il mio prossimo libro fosse ispirato al Nuovo Testamento, incentrato sul personaggio di Giuda. Sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento, Dio ha bisogno del male per fare il bene. Nel Nuovo Testamento, il male è il tradimento di Gesù, in modo che egli possa adempiere al desiderio di Dio. Questa è la struttura che ho cercato analizzando il matrimonio tra la Plath e Hughes, senza giudicarli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel romanzo, Hughes sembra sempre percepire la tragedia che incombe: è il poeta che fa oroscopi, pratica la Cabbala, parla dei miti. Anche l’amante di Hughes si suicida, emulando la morte di Sylvia Plath? Perché? Forse la poesia è un rischio così alto da uccidere chi è amato dal poeta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non è la poesia a essere responsabile delle tragedie che costellano la vita di Ted Hughes, ma è ciò che rende un uomo un poeta, una sensibilità celestiale, una impaziente eccitazione nel trovare forme diverse di verità rispetto a quelle comuni, e l’amare in modo non convenzionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da decenni si parla della vita di Sylvia Plath e di Ted Hughes. Forse la vita ha oscurato l’opera di questi due poeti formidabili… Lei ama la poesia, e chi preferisce leggere, la Plath o Hughes?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Amo la poesia – e come poeti li ammiro entrambi, Sylvia Plath e Ted Hughes.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/ho-avuto-orrore-e-compassione-per-ted-hughes-per-questo-sono-entrata-nel-suo-cuore-dialogo-con-connie-palmen-che-ha-scritto-il-romanzo-definitivo-sulla-coppia-maledetta/">“Ho avuto orrore e compassione per Ted Hughes”: dialogo con Connie Palmen, che ha scritto il romanzo definitivo sulla coppia “maledetta” della poesia</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
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