“Le responsabilità cominciano nei sogni”. Iosif Brodskij a Venezia
Quella volta che sono andato a portare fiori sulla tomba di Brodskij e, come voleva il poeta, mi sono messo a miagolare
“Siamo i giullari del tempo e del terrore” urla il Manfred di Byron, “mago tormentato che vaga” portato in scena da Carmelo Bene
“Tutto viene terribilmente bello”. Vladislav Chodasevič a Venezia
“Re Nebbia entrò al galoppo nella piazza, tirò le redini del suo stallone e cominciò a sciogliere il suo grande turbante bianco”. Iosif Brodskij a Venezia
“Non hai idea della mia totale infelicità dal giorno in cui mi sono separato da te”. Byron a Venezia: le avventure del poeta seduttore tra Marianna (“un’antilope”), Margherita “la tigre” e la contessa Teresa, sedicenne
“Ti promettiamo, mia cara, che un giorno, un giorno, sarai tutta rifatta, più bella e le tue lacrime non avranno più motivo di inondare calli e chiese perché sarai amata per come sei, così sfuggente, tutta acqua”: elegia sopra il corpo ferito di Venezia
“Ti guardo e lagrimo, Venezia mia!”. In una poesia del 1849 il genio di una città diversa da tutte le altre
“Perché l’amore è più grande di chi ama”. La bellezza di Venezia, anche offesa, ci supera, Venezia è una lacrima che affiora in una malinconia struggente, senza inizio, senza fine… Elegia veneziana con Brodskij
“Ho perduto il mio centro/ lottando con il mondo”. Sui “Tre notturni per Ezra a Venezia” di Jozef F. Pjetri. In omaggio alla città ferita
Ha scandagliato l’anima di un ex mafioso, crede nel miracolo della vita. Dialogo con Anna Vinci, dall’intervista a Gaspare Mutolo al Premio speciale della Giuria a Venezia con il film di Franco Maresco
Carica altro