“Quelli che sanno mangiare bene sono raramente degli sciocchi”: Apollinaire, incomparabile flâneur, perfetta macchina di vita
“La sua tomba semplicemente non esiste”. Piccolo discorso sul corpo martoriato, sfinito, scomparso del poeta
“Nel punto d’estrema solitudine”: Giorgio Caproni, il nostro Enea, il super classico
Beckett non deve vincere il Nobel, è deprimente. Svelati gli archivi del 1969: tra i papabili, il solito Borges, Pound, Paul Celan, e una sfilza di sconosciuti. (Per l’Italia gareggiava pure Pietro Ubaldi)
Ma quanto è divertente Sanguineti! A 50 anni da “Poesia italiana del Novecento”, l’antologia che ha fatto del Parnaso un bordello
“Stare nella poesia è un modo per stare al mondo senza essere del mondo”: dialogo con Antonio Prete
“Io devo consolare e cibarmi dell’altrui pena”. Schianto nella poesia di David Maria Turoldo, il “viandante metafisico”
“Scrivo per vendetta. Ho condannato a morte un comandante tedesco autore di tante stragi, ma la mafia protetta dall’Università non l’ho vinta”: dialogo con Ferdinando Camon
23 aprile: il giorno in cui nasce (e muore) William Shakespeare. Gita al cospetto del (brutto) monumento funebre del Bardo nella chiesa di Stratford-upon-Avon
“Mi sento uno sconfitto, come il principe Bolkonskij di ‘Guerra e pace’. Ero a Belgrado quando Arkan fu ucciso, resto un ribelle con un codice ben preciso”: dialogo con Gian Ruggero Manzoni
“La pratica della poesia non è mai tanto auspicabile come nei periodi di eccesso del principio egoistico e calcolatore”: sia lode a Shelley (e al suo principesco traduttore)
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