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	<title>Tropico del Cancro Archivi - Pangea</title>
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	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
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		<title>Il libro scandaloso di un uomo felice. “Tropico del Cancro” di Henry Miller</title>
		<link>https://www.pangea.news/henry-miller-tropico-del-cancro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 05:44:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[disimpegno]]></category>
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		<category><![CDATA[Henry Miller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tropico del Cancro&#160;è il libro di un uomo felice.&#160;È lo stesso Henry Miller a dirlo nella prima pagina del romanzo: «Non ho né soldi, né risorse, né speranze. Sono l’uomo più felice del mondo».&#160; Ed è proprio così.&#160;Tropico del Cancro, pubblicato nel 1934 in Francia e vietato negli Stati Uniti fino al 1961,&#160;è un inno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Tropico del Cancro</em></strong><strong>&nbsp;è il libro di un uomo felice.&nbsp;</strong>È lo stesso Henry Miller a dirlo nella prima pagina del romanzo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>«Non ho né soldi, né risorse, né speranze. Sono l’uomo più felice del mondo».&nbsp;</strong></p>
</blockquote>



<p>Ed è proprio così.&nbsp;<em>Tropico del Cancro</em>, pubblicato nel 1934 in Francia e vietato negli Stati Uniti fino al 1961,&nbsp;<strong>è un inno alla gioia di vivere, e ancora oggi è un libro scandaloso.&nbsp;</strong>Non per le situazioni oscene che descrive o per il linguaggio esplicito, tutte cose che ormai non scandalizzano più nessuno, quanto piuttosto per la filosofia che viene fuori dalle sue pagine. Messo di fronte a tutte le schifezze, gli orrori, le banalità dell’esistenza, Miller non batte ciglio e continua a godersi la vita. Questo è il vero scandalo!</p>



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<p><strong>Figura leggendaria quella di Henry Miller (1891-1980). Emigrato a Parigi negli anni Trenta dove viveva di espedienti in compagnia di altri emarginati</strong>, passando dal letto di un’amante a quello di una prostituta, e scrivendo&nbsp;<em>Tropico del Cancro</em>, che rimane il suo capolavoro, in cui libera la vita da tutte le bardature e sovrastrutture per riportarla alla sua realtà primordiale rappresentata dal sesso.</p>



<p>Il romanzo non ha una trama ben definita e racconta la vita parigina dello scrittore americano, attraverso le sue peregrinazioni e i suoi incontri. Il protagonista si limita ad accettare gli eventi così come gli capitano, senza cercare di dare loro un senso. Non è guidato da nessuna filosofia o ideale, se non il godimento immediato. Illuminante a questo proposito il ritratto di Miller fatto da George Orwell:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>«Conobbi Miller alla fine del 1936, mentre passavo da Parigi diretto in Spagna. Ciò che più mi colpì in lui fu l’assoluta mancanza di interesse per la guerra di Spagna. Si limitò a dirmi in termini piuttosto energici che andare in Spagna in quel momento significava essere un idiota… le mie idee sulla necessità di combattere il fascismo, difendere la democrazia ecc. ecc. erano tutte fesserie. La nostra civiltà era destinata a essere spazzata via e sostituita da qualcosa tanto differente da non sembrarci neppure umana: prospettiva, disse, che non lo preoccupava affatto».</strong></p>
</blockquote>



<p>Proprio in questa rivendicazione di irresponsabilità sta lo scandalo, e la grandezza, di&nbsp;<em>Tropico del Cancro</em>&nbsp;e del suo autore. Una irresponsabilità lucida, di chi vede ed è consapevole dello sfacelo e dell’orrore che ci circondano, ma trova inutile, oltre che assolutamente ridicolo, intervenire. Con tanti saluti a tutta quella vasta schiera di anime belle, in gran voga oggi come allora, che mangiano indignazione (finta) e impegno (un tanto al chilo) a colazione, a pranzo e a cena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="719" height="1024" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/01/miller-franceschinijpg-719x1024.jpg" alt="" class="wp-image-106030" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/01/miller-franceschinijpg-719x1024.jpg 719w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/01/miller-franceschinijpg-211x300.jpg 211w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/01/miller-franceschinijpg-600x855.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/01/miller-franceschinijpg.jpg 758w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></figure>



<p>Un atteggiamento quello di Miller molto più sincero e autentico delle chiacchiere di chi ci invita a inseguire false palingenesi della storia o ideali di panna montata regolarmente destinati al fallimento. Viene in mente Pier Paolo Pasolini, riproposto fino alla nausea e perlopiù a vanvera nello stucchevole cinquantenario della sua morte appena concluso, del quale nessuno ha ricordato una sua frase, questa sì di assoluta genialità:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>«La parola speranza è completamente cancellata dal mio vocabolario».</strong></p>
</blockquote>



<p>Anche se può essere duro ammetterlo, la realtà è che anche&nbsp;<strong>la nostra vita di tutti i giorni è molto simile a quella del protagonista di&nbsp;<em>Tropico del Cancro</em>, fatta di tanti episodi senza senso, di incontri casuali, di piccole e grandi meschinerie</strong>, da accettare così come vengono, senza illudersi che ci sia qualche fine nobile da perseguire. La cosa più sensata da fare? Cercare di prendere al volo almeno un pezzetto di felicità e sgranocchiarselo in fretta prima che svanisca.</p>



<p><strong><em>Silvano Calzini</em></strong></p>



<p><em><em>*In copertina: Henry Miller e Brenda Venus fotografati da George Hurrell nel 1980</em></em></p>
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		<title>7 giugno 1980: muore Henry Miller, romanziere eccelso, 88 anni. Approfittiamo dell’anniversario per rimediare all’errore di Luciano Bianciardi, che ha tradotto “mondo” per “verbo” (sbadataggine o vizio “ideologico”?)</title>
		<link>https://www.pangea.news/henry-miller-errore-bianciardi-marco-settimini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2019 07:50:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letterature]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[Feltrinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Henry Miller]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Bianciardi]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Settimini]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[Tropico del Cancro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 7 giugno del 1980, in California, muore Henry Miller, 88 anni e almeno due capolavori della letteratura moderna mondiale. Non una virgola da aggiungere alla biografia di uno dei più grandi romanzieri del XX secolo, Henry Miller, né un commento alle sue opere, ma il bisogno di rendere infine giustizia a Tropico del Cancro, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/henry-miller-errore-bianciardi-marco-settimini/">7 giugno 1980: muore Henry Miller, romanziere eccelso, 88 anni. Approfittiamo dell’anniversario per rimediare all’errore di Luciano Bianciardi, che ha tradotto “mondo” per “verbo” (sbadataggine o vizio “ideologico”?)</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il 7 giugno del 1980, in California, muore Henry Miller, 88 anni</strong> e almeno due capolavori della letteratura moderna mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non una virgola da aggiungere alla biografia di uno dei più grandi romanzieri del XX secolo, Henry Miller, né un commento alle sue opere, <strong>ma il bisogno di rendere infine giustizia a <em>Tropico del Cancro</em>, la cui traduzione è a firma di un grande come Luciano Bianciardi</strong>, cui tutto è perdonato, anche una clamorosa topica nel cuore del <em>Tropico </em>milleriano<em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class=" wp-image-67849 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2019/06/libro1-2-1-e1559890998983-192x300.jpg" alt="" width="156" height="244" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/06/libro1-2-1-e1559890998983-192x300.jpg 192w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/06/libro1-2-1-e1559890998983.jpg 311w" sizes="(max-width: 156px) 100vw, 156px" />Bianciardi cui tutto è perdonato, per carità, a patto che di svista si tratti e non di una licenza nella quale non poteva certo indulgere, oppure, chissà, da parte dei piani alti della casa editrice, di una precisa imposizione “ideologica”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un po’ meno perdono, invece, agli evidentemente indolentissimi o distrattissimi o insipientissimi revisori delle ormai innumerevoli edizioni Feltrinelli e Mondadori</strong> che hanno fatto seguito alla prima, del 1962, va da sé “scandalosa”.</p>
<p style="text-align: justify;">Henry Miller, <em>Tropic of Cancer</em>, versione originale in inglese: <strong>“The <em>word</em> must become flesh”… Traduzione italiana di Bianciardi: “Il mondo deve diventare carne”. Traduzione italiana più adeguata: “<em>La parola</em> deve diventare carne”. Miller scrive infatti <em>word </em>e non <em>world.</em></strong> Un chiaro riferimento a San Giovanni. E la chiave di tutto quanto il romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti altrove hanno letto assai meglio. Traduzione francese di Henri Fluchère: “Le <em>Verbe</em> doit devenir chair”. Forzando dunque un po’ la mano: “Il<em> Verbo</em> deve diventare carne”… Si ridia dunque carne alle parole. Innanzitutto a quelle del <em>Tropico</em>. Si rilegga così per la prima volta in italiano questo passo che è uno dei nuclei di tutta l’opera di Miller.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">E visto che non c&#8217;è molto da fidarsi delle nuove traduzioni C.E.I., ecco il versetto della più fedele C.I.F.T.L., ossia francofona: “[I]l Verbo si è fatto carne, ha abitato tra noi, e noi abbiamo visto la sua gloria, la gloria che gli viene dal Padre suo” (<em>Gv </em>1,14).</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco il <em>Tropico</em> di Miller. Nella sua autentica versione: “Mentre m’incamminavo verso Montparnasse decisi di lasciarmi andare alla corrente, di non fare la minima resistenza al destino, in qualsiasi forma si presentasse. Niente che m’era successo finora era bastato a distruggermi; nulla era andato distrutto, se non le mie illusioni. <strong>Io ero intatto. Il mondo era intatto. Domani poteva anche esserci la rivoluzione, l’epidemia, il terremoto; domani poteva non restare viva un’anima a cui volgersi per compassione, per aiuto, per fede. A me sembrava che la grande calamità già si fosse manifestata, che io non potevo esser più veramente solo che in quel preciso momento.</strong> <strong>Decisi che non mi sarei attaccato a nulla, che non avrei atteso nulla, che d’ora in poi avrei vissuto come un animale, una bestia da preda, un pirata, un predone.</strong> Anche se dichiarassero la guerra e toccasse a me di andare, io afferrerei la baionetta per affondarla, affondarla fino all’elsa. <img decoding="async" class=" wp-image-67850 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2019/06/libro2-6-195x300.jpg" alt="" width="164" height="252" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/06/libro2-6-195x300.jpg 195w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/06/libro2-6-85x130.jpg 85w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/06/libro2-6.jpg 325w" sizes="(max-width: 164px) 100vw, 164px" />E se stupro fosse ordinato, stuprato io avrei, con il massimo zelo. E proprio in quell’attimo, nell’alba tranquilla di un giorno nuovo, non era forse la terra vertiginosa di delitti e di miserie? La marea incessante della storia aveva mai alterato, vitalmente alterato, un elemento solo della natura dell’uomo? Da ciò che egli chiama la parte migliore della natura, l’uomo è stato tradito, ecco tutto. Ai limiti estremi dei suo essere spirituale l’uomo si ritrova nudo come un Selvaggio. E quando trova, per modo di dire, Iddio, allora è pulito e schietto: uno scheletro. <strong>Bisogna intrufolarsi nella vita per mettere su carne. Bisogna intrufolarsi nella vita per mettere su carne. La parola [<em>oppure:</em> Il Verbo] deve diventare carne; l’anima ha sete.</strong> Su qualunque crosta mi si fermi l’occhio, io voglio piombarci sopra, e divorare. Se vivere è il meglio che ci sia, allora voglio vivere, a costo di diventare cannibale. Finora ho cercato di salvare la mia pellaccia preziosa, ho cercato di conservare i pochi pezzi di carne che mi nascondono le ossa. Ne ho abbastanza. Ho raggiunto i limiti della sopportazione. Son con la schiena al muro; non posso ritrarmi più indietro. Per ciò che riguarda la storia sono morto. Se è rimasto qualcosa più in là, dovrò balzare indietro. Ho trovato Dio, ma è insufficiente. Io sono morto solo spiritualmente. Fisicamente sono vivo. Moralmente sono libero. II mondo da cui mi son staccato è un serraglio. Erompe l’alba su di un mondo nuovo, una giungla in cui gli spiriti magri vagano con artigli aguzzi. Se io sono una iena, sono una iena magra e affamata: vado a ingrassarmi”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Marco Settimini</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/henry-miller-errore-bianciardi-marco-settimini/">7 giugno 1980: muore Henry Miller, romanziere eccelso, 88 anni. Approfittiamo dell’anniversario per rimediare all’errore di Luciano Bianciardi, che ha tradotto “mondo” per “verbo” (sbadataggine o vizio “ideologico”?)</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
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