<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Travaglini Archivi - Pangea</title>
	<atom:link href="https://www.pangea.news/tag/travaglini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.pangea.news/tag/travaglini/</link>
	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Feb 2018 16:55:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.8</generator>
	<item>
		<title>Quella volta che Gabriele d’Annunzio fece spogliare ‘Spadò’ nel giardino del Vittoriale. Una storia inedita scoperta da Marco Travaglini</title>
		<link>https://www.pangea.news/quella-volta-gabriele-dannunzio-fece-spogliare-spado-nel-giardino-del-vittoriale-storia-inedita-scoperta-marco-travaglini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 16:55:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Spadolini]]></category>
		<category><![CDATA[André Malraux]]></category>
		<category><![CDATA[Biografia]]></category>
		<category><![CDATA[D'Annunzio]]></category>
		<category><![CDATA[danza]]></category>
		<category><![CDATA[Dora Maar]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Moravia]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pangea]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Valéry]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Travaglini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pangea.news/?p=59339</guid>

					<description><![CDATA[<p>Marco Travaglini meriterebbe una medaglia per meriti alla cultura. Ha votato la vita a studiare la vita dello zio, Alberto Spadolini, figura eccentrica, micidiale, sconosciuta (prima del suo lavoro) di artista, ballerino, pittore, esteta, divo… spia. Nato ad Ancona nel 1907 e morto a Parigi nel 1972, Spadolini, detto ‘Spadò’, ha attraversato il secolo incontrando [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/quella-volta-gabriele-dannunzio-fece-spogliare-spado-nel-giardino-del-vittoriale-storia-inedita-scoperta-marco-travaglini/">Quella volta che Gabriele d’Annunzio fece spogliare ‘Spadò’ nel giardino del Vittoriale. Una storia inedita scoperta da Marco Travaglini</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Marco Travaglini meriterebbe una medaglia per meriti alla cultura. Ha votato la vita a studiare la vita dello zio, Alberto Spadolini, figura eccentrica, micidiale, sconosciuta (prima del suo lavoro) di artista, ballerino, pittore, esteta, divo… spia. Nato ad Ancona nel 1907 e morto a Parigi nel 1972, Spadolini, detto ‘Spadò’, ha attraversato il secolo incontrando personaggi di prestigio, da Anton Giulio Bragaglia ad Alberto Moravia, da Paul Valéry a Marlene Dietrich – che lo adorava – da Picasso – che lo detestava, perché gli ‘rubò’ Dora Maar – a Jean Cocteau e Roberto Rossellini, tutti, in diverso modo, suoi ammiratori. Il lavoro, preziosissimo, di Travaglini, precipita, in parte, in un sito specifico, <a href="http://www.albertospadolini.it/" target="_blank" rel="noopener">questo</a>, e in alcuni libri come “Spadò il danzatore nudo” e “Bolero-Spadò”. Ora. Quest’anno scoccano gli 80 anni dalla morte di Gabriele d’Annunzio. E Travaglini, in un testo specifico, ricco di documenti, “Alberto Spadolini alla scuola di Gabriele d’Annunzio”, ricostruisce l’incontro tra il grande poeta e il divo ‘Spadò’. Con vertiginose risonanze. Dello studio pubblichiamo, per gentile concessione, uno stralcio. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><i>*</i></p>
<p style="text-align: justify;">La contessa Yvette de Marguerie custodiva nel Castello di Brignac (Seiches-sur-le-Loir) una busta contenente alcune pagine della biografia dedicata a “D’Annunzio” da Philippe Jullian (Librarie Fayard, Paris, 1971), scrittore e giornalista de “Le Figaro Littéraire”. Nella prima pagina Jullian ringrazia la regina Maria José, la principessa Bibesco, André Malraux e <em>“Spadolini, il celebre ballerino, che mi ha raccontato il soggiorno, fatto da giovanissimo, al Vittoriale”. </em><strong>Alberto Spadolini ha 16 anni quando giunge sul Garda al seguito di Duilio Cambelotti, scenografo del Teatro Reale di Roma, chiamato dallo stesso Gabriele d’Annunzio per allestire, nel Principato in costruzione, lo spazio in cui tre anni dopo – l’11 settembre 1927 – sarebbe stata rappresentata la sua più famosa tragedia pastorale, <em>La figlia di Iorio</em>,</strong> ambientata in quell’Abruzzo magico e mistico che lo aveva sempre affascinato. Il racconto di Philippe Jullian è confermato dal ritrovamento negli Archivi del Vittoriale di un appunto scritto nel 1924 da Gabriele d’Annunzio all’architetto Gian Carlo Maroni in occasione dell’arrivo di Cambellotti al Vittoriale.</p>
<figure id="attachment_59341" aria-describedby="caption-attachment-59341" style="width: 179px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-59341" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2018/02/Spadolini-179x300.jpg" alt="Spadolini" width="179" height="300" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/02/Spadolini-179x300.jpg 179w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/02/Spadolini.jpg 566w" sizes="(max-width: 179px) 100vw, 179px" /><figcaption id="caption-attachment-59341" class="wp-caption-text">Alberto &#8216;Spadò&#8217; Spadolini: amato da D&#8217;Annunzio, odiato da Picasso, adorato da Marlene Dietrich&#8230; una storia da scoprire</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il giovane Spadolini è talmente concentrato da non sentire le suppliche del maestro Cambellotti: <em>“Alberto, ti scongiuro,</em> <em>canta sottovoce o finirai per infastidire il Poeta!”</em>. Sfoggiando un magnifico completo parigino, dal boschetto appare la ieratica figura di d’Annunzio: <em>“Duilio, da quando in</em> <em>qua per fare un’opera d’arte se ne deve offendere un’altra?”</em>. Artista dal cuore d’oro, Cambellotti difende il suo apprendista: <em>“Principe, perdona il ragazzo, non aveva</em> <em>intenzione di disturbare il tuo riposo!”</em>. <em>“Non sono qui per sgridare l’apprendista, ma lo ‘stregone’</em> <em>che ha interrotto la più ardente delle canzoni napoletane!”</em>, scherza il Poeta. Duilio agita le braccia: <em>“Ricordiamoci che se c’è uno stregone, sei tu che ti metti a volare dalle finestre!”. </em>D’Annunzio accenna un sorriso: <em>“E voi con i piedi ben piantati nella melma cosa state combinando?” </em>Cambellotti si pone comicamente sull’attenti: <em>“Dal dottor Maroni abbiamo ricevuto l’ordine di predisporre il teatro all’aperto!”. </em>Soddisfatto d’Annunzio comanda ad Alberto: <em>“Fammi strada! Vedrai che al tuo maestro sarai di maggior aiuto dall’altra parte del Cargnacco!” </em>Duilio inizia una serie di riverenze: <em>“Grazie, grazie, le nostre orecchie non ne potevano più della tua ‘Vucchella’!”. </em>Gabriele posa la mano sulla spalla del ragazzo che sbalordito s’incammina. Assorto nel suo mondo poetico egli si lascia docilmente accompagnare lungo i viottoli del parco, fermandosi giusto ad odorare un fiore o una particolare essenza. L’aria è limpida e carica di freschezza. <strong>Dopo aver percorso un vialetto costeggiato da betulle il Poeta interroga il giovane: <em>“Cosa ne pensi di questa dorata prigione?”</em> Spadolini con ardore: <em>“Volete che vi aiuti a fuggire?”</em> D’Annunzio è rattristato: </strong><em>“E per andare dove? Alla storia ho</em> <em>ampiamente donato l’immagine dell’Eroe; ora voglio finire i miei giorni semplicemente come Frate Gabriel dell’Ordine</em> <em>del Vittoriale!”</em> Alberto: <em>“Allora permettetemi di diventare vostro novizio!”</em> E il giovane fu invitato a restare al Vittoriale e poi a trascorrervi parecchi soggiorni. D’Annunzio confidava al suo compagno tutto ciò che gli passava per la testa: <em>“I visitatori</em> <em>sono importuni, ma, come le mosche serali, fanno parte</em> <em>della mia vita&#8230; Tutto ciò che è felice è per gli imbecilli, per</em> <em>noi la perfezione non è che nella nostra immaginazione&#8230; La maggior parte delle persone non hanno bisogno che di cacare, il resto non conta…”. </em>Gli citò più di una volta questa frase di Nietzsche:<em> “Un uomo virtuoso (si potrebbe dire normale) è un essere di specie inferiore per questa sola ragione: che non è una persona </em><em>poiché il suo valore consiste nell’essere conforme ad uno schema di uomo fissato una volta per tutte”. </em>Comunque D’Annunzio non incoraggiava la familiarità:<em> “Chiamami Poeta e non più Maestro, ma non per nome: il mio nome è come una lacrima nella mia anima&#8230;” </em><strong>Infine nel corso di una passeggiata, durante la quale aveva a lungo parlato di bellezza delle statue greche, il Poeta ordinò al suo compagno di spogliarsi:</strong><em> “Ma&#8230; i giardinieri&#8230;” “I giardinieri non vedranno quello che io vedo, io solo conto. Guardami in faccia. Il peccato è guardare se ci guardano, poiché in questo caso tu ti associ alla bassezza degli altri. Alza le braccia… che bellezza!”. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Spadolini mantiene indelebile il ricordo dell’incontro nel nascente Vittoriale e in un’intervista del 1933 esprime il desiderio di danzare accanto alla grande Ida Rubinstein il poema sacro di Gabriele d’Annunzio <em>Le martyre de Saint Sébastien</em>, musicato da Claude Debussy, pubblicato a Parigi nel marzo 1911 dall’editore Calmann-Lévy. Dopo poche settimane esordisce al Théâtre du Châtelet, grazie anche al finanziamento della stessa protagonista Rubinstein; la stampa annuncia l’evento con grande anticipo, informa delle prove alle quali partecipano gli stessi autori, d’Annunzio e Debussy, suscitando grande attesa negli ambienti più raffinati; inoltre la corte russa ne racconta le meraviglie nei salotti parigini contribuendo al successo.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Philippe Jullian il giovane Spadolini ritrova D’Annunzio a Roma nel 1924, nei pressi di Santa Maria degli Angeli, al funerale di Stato per la morte di Eleonora Duse, suo tempestoso amore. <strong>Nel 1930 Alberto emigra in Francia, ma ne viene espulso perché non ha un lavoro fisso. Lui non si arrende, si reca al Vittoriale per chiedere aiuto a d’Annunzio. Il Comandante gli dona oltre alla mandragola dai poteri magici, una busta gonfia di quaranta mila lire in biglietti nuovi,</strong> e alcune lettere, fra cui una per raccomandarlo al suo amico scrittore Maurice Rostand, poeta e drammaturgo omosessuale tra i più noti della capitale francese, e una per Emilienne d’Alençon che nella Belle Époque aveva spopolato come una delle tre più rinomate prostitute parigine. È l’inizio della straordinaria carriera di Spadò!</p>
<p><em>Marco Travaglini</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/quella-volta-gabriele-dannunzio-fece-spogliare-spado-nel-giardino-del-vittoriale-storia-inedita-scoperta-marco-travaglini/">Quella volta che Gabriele d’Annunzio fece spogliare ‘Spadò’ nel giardino del Vittoriale. Una storia inedita scoperta da Marco Travaglini</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-thumbnail-url>https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/02/Gabriele-1024x657.jpeg</post-thumbnail-url>	</item>
		<item>
		<title>La vita spericolata di ‘Spadò’. Amato da D’Annunzio e da Marlene Dietrich. Si esibì al cospetto di Hitler (come spia)</title>
		<link>https://www.pangea.news/la-vita-spericolata-spado-amato-dannunzio-marlene-dietrich-si-esibi-al-cospetto-hitler-spia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 17:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Baker]]></category>
		<category><![CDATA[Dora Maar]]></category>
		<category><![CDATA[Edith Piaf]]></category>
		<category><![CDATA[Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Marlene Dietrich]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Valéry]]></category>
		<category><![CDATA[Riccione]]></category>
		<category><![CDATA[Stoccolma]]></category>
		<category><![CDATA[Travaglini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pangea.news/?p=58380</guid>

					<description><![CDATA[<p>Partiamo con la solita frase? Eccola. Se fossimo in un altro paese, sulla sua vita ci costruirebbero un museo. Il museo, in realtà, c’è. Nella casa privata di un ex insegnante di educazione fisica, alto, pacifico, cordiale, già presidente del Centro ‘Carl Gustav Jung’, a Riccione. Marco Travaglini ha votato la sua vita a ricostruire [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/la-vita-spericolata-spado-amato-dannunzio-marlene-dietrich-si-esibi-al-cospetto-hitler-spia/">La vita spericolata di ‘Spadò’. Amato da D’Annunzio e da Marlene Dietrich. Si esibì al cospetto di Hitler (come spia)</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Partiamo con la solita frase? Eccola. <em>Se fossimo in un altro paese, sulla sua vita ci costruirebbero un museo</em>. Il museo, in realtà, c’è. Nella casa privata di un ex insegnante di educazione fisica, alto, pacifico, cordiale, già presidente del Centro ‘Carl Gustav Jung’, a Riccione. Marco Travaglini ha votato la sua vita a ricostruire la vita dello zio. Lo zio si chiama Alberto Spadolini e di lui il nipote ha ricordi cangianti. Quando veniva in Riviera, lasciando l’abitazione a Parigi, lo scorazzava sul suo bolide, ostentando sicurezza, ottimi vestiti, viso macho e un marcato accento francese. Poi lo zio di Parigi muore. E comincia il mistero. <strong>Spadolini, infatti, “muore a Parigi il 17 dicembre” del 1972 ma “la famiglia viene avvertita con tre giorni di ritardo. Nel frattempo spariscono dalla sua abitazione, al 78 degli Champs Elysées, documenti, fotografie, libri, dipinti”.</strong> Travaglini comincia la sua ricerca per caso. Trova un baule a casa delle zie, marchigiane. Lo apre. Eruttano cimeli. Lo zio si scopre essere un protagonista assoluto del Novecento. Lo chiamavano ‘Spadò’. A quel punto, Travaglini si inabissa nella vita dello zio. Gli studi di Travaglini, accompagnati da eventi bibliografici (ad esempio, <em>Bolero-Spadò</em>, 2009 e <em>Spadò il danzatore nudo</em>, 2012), durano dodici anni. Quest’anno, in coincidenza con i 110 anni dalla nascita di Spadolini – il 19 dicembre, ad Ancona – il primo risultato: la cronologia dell’eccentrico zio. Che a Roma, negli anni Venti, stringe amicizia con Roberto Rossellini, Marinetti e De Chirico, ma soprattutto pratica come aiuto scenografo al Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia. <strong>Nel 1924 è “a Gardone Riviera, accanto a Gabriele d’Annunzio di cui diventa allievo ed amico”, ma la sua carriera ha una svolta nei primi anni Trenta quando, a Parigi, bello come un Apollo e dal fisico perfetto, trova la via della danza.</strong> Pare essere un danzatore eccellente, che strappa i sospiri di Marlene Dietrich e i convinti stornelli di Paul Valéry. Soprattutto, ‘Spadò’ si rivela un inesorabile Casanova: fa parlare l’amorazzo travolgente con Josèphine Baker, sua compagna di palco, e l’infatuazione verso l’italiano di Dora Maar (cosa che scatena la gelosia di quel torello di Picasso). Noto per il fisico selvaggio – in immagini dell’epoca è raffigurato al fianco di Nijinsky – Spadolini ghermisce la moglie del regista Jean Renoir, Catherine Hessling, dando vita a una memorabile fuga d’amore. Amico di tutti i divi di allora, soprattutto di Max Jacob e del principe Feliks Jusupov – l’aristocratico russo che mandò all’altro mondo Rasputin: Travaglini conserva sfizione cartoline tra i due – Spadolini emigra a New York dove incide una manciata di dischi e si trasferisce a Stoccolma, dove ha successo come pittore (attività, per altro, che negli anni Sessanta lo porta al Grand Hotel di Rimini, quello eternato da Federico Fellini, di cui decora la sala da ballo), <strong>mentre a Parigi torna a esibirsi con Edith Piaf e a lavorare per il cinema, con Jean Marais e Jean Gabin.</strong> Più interessante quanto Travaglini scopre della vita enigmatica di ‘Spadò’. Nel 1939 è contattato “per entrare nei servizi segreti francesi” e per questa ‘missione’, probabilmente, lo troviamo, ballerino entusiasta, nel settembre del 1940, all’Admiralspalast di Berlino, per <em>La vedova allegra</em>: <strong>“fra gli spettatori Adolf Hitler e i massimi gerarchi nazisti”. La tournée tedesca – con evidenti intenti di spionaggio – prosegue per tutto il 1941, con un certo successo. </strong>A Parigi, intanto, dà rifugio ad alcuni amici “di origine ebraica, fra cui Alex Wolfson”. In Italia scoprono fuggevolmente ‘Spadò’ nel dopoguerra, quando il ballerino-cantante-scenografo-pittore-agente segreto è nei teatri insieme a Walter Chiari e a Marisa Maresca con <em>Se vi bacia Lola. </em>Poi lui torna a fare il giramondo, con base parigina: Buenos Aires, Stati Uniti, Copenaghen. Con gli Usa, probabilmente, torna a ‘giocare’ alla spia. <strong>Nel 1954, infatti, troviamo l’artista “in Viet-Nam mentre infuria la battaglia di Diem-Biem-Fu”, poi fa spettacoli a Saigon</strong>, e lì, insieme all’ambasciatore americano e ai suoi delegati, lavora a “un progetto di cooperazione e sviluppo”. Insomma, ‘Spadò’ ha valicato il Novecento vivendo una vita sopra le righe, che ancora reca misteri: che documenti ‘segreti’ era necessario far sparire dal suo appartamento parigino, dopo la morte? La vita di ‘Spadò’ ha sedotto gli editori: nel 2015, per Castelvecchi, Ignazio Gori ha firmato <em>Alberto Spadolini. Danzatore, pittore, agente segreto. </em>Un centone di inesattezze, secondo Travaglini, custode della memoria dello zio, ma soprattutto segugio capace di scovare documenti storici importanti e di ottenere il plauso di autorità internazionali (tra gli altri, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la principessa Carline di Monaco e il fu Presidente francese Hollande). Il prossimo passo dopo la pubblicazione di questa sontuosa <em>Cronologia</em>? Una romanzo che narra la vita di Spadolini. Travaglini l’ha già pronto, lo sta facendo leggere in giro. Non è stato difficile. Quella di Spadolini, in effetti, è stata una vita da romanzo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/la-vita-spericolata-spado-amato-dannunzio-marlene-dietrich-si-esibi-al-cospetto-hitler-spia/">La vita spericolata di ‘Spadò’. Amato da D’Annunzio e da Marlene Dietrich. Si esibì al cospetto di Hitler (come spia)</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-thumbnail-url>https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2017/11/Spadolini-1.jpg</post-thumbnail-url>	</item>
	</channel>
</rss>
