<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>rock Archivi - Pangea</title>
	<atom:link href="https://www.pangea.news/tag/rock/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.pangea.news/tag/rock/</link>
	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Sep 2019 10:01:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.8</generator>
	<item>
		<title>“Fuga dalle grida del mondo”: esce l’ultimo libro di Patti Smith, “Year of the Monkey”. Lo abbiamo letto. Il miracolo esplode nei luoghi inattesi</title>
		<link>https://www.pangea.news/patti-smith-recensione-year-of-the-monkey/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 10:01:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Guardian]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Patti Smith]]></category>
		<category><![CDATA[Penguin]]></category>
		<category><![CDATA[rock]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pangea.news/?p=70146</guid>

					<description><![CDATA[<p>Insomma: Patti Smith è la storia della musica degli ultimi decenni. L’anno prossimo si festeggeranno i 45 anni dal primo, leggendario, disco, “Horses”. Aveva 28 anni, all’epoca. Ora va per i 73. Dei suoi libri approdati in Italia ricordiamo, per Einaudi, “Il sogno di Rimbaud” (1997), le poesie stampate da Frassinelli come “Presagi d’innocenza” (2006), [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/patti-smith-recensione-year-of-the-monkey/">“Fuga dalle grida del mondo”: esce l’ultimo libro di Patti Smith, “Year of the Monkey”. Lo abbiamo letto. Il miracolo esplode nei luoghi inattesi</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Insomma: Patti Smith è la storia della musica degli ultimi decenni. L’anno prossimo si festeggeranno i 45 anni dal primo, leggendario, disco, “Horses”. Aveva 28 anni, all’epoca. Ora va per i 73. Dei suoi libri approdati in Italia ricordiamo, per Einaudi, “Il sogno di Rimbaud” (1997), le poesie stampate da Frassinelli come “Presagi d’innocenza” (2006), le stampe recenti di “Devotion” (Bompiani, 2018) e di “M Train” (Bompiani, 2016). Il libro più noto, però, è “Just Kids” (stampa Feltrinelli), con cui Patti ottiene il National Book Award. Tra una settimana esce in tutto il mondo anglofono l’ultimo libro di Patti Smith, <a href="https://www.penguinrandomhouse.com/books/612671/year-of-the-monkey-by-patti-smith/9780525657682/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>“Year of the Monkey”</strong></a>, per il gruppo Penguin Random House. Sbarcherà in Italia. Per non farci trovare impreparati, ecco ampi stralci dalla recensione di Fiona Sturges scritta per il “Guardian”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>**</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-70147 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2019/09/libro1-10-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/09/libro1-10-207x300.jpg 207w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/09/libro1-10.jpg 484w" sizes="(max-width: 207px) 100vw, 207px" />All’inizio del 2016 Sandy Pearlman, produttore, manager, critico rock, amico di Patti Smith, è stato ricoverato in ospedale in seguito a una emorragia cerebrale. Patti lo incontra la prima volta nel 1971, durante uno spettacolo in cui leggeva alcune poesie, </strong>grazie al chitarrista Lenny Kaye. Pearlman si avvicina alla Smith, le propone di far parte di una rock band. Nel suo ultimo libro di memorie ci ricorda la sua risposta: “Mi sono messa a ridere, gli ho detto che avevo già un ottimo lavoro in libreria”. Come sappiamo, seguirà il consiglio del produttore, fino a registrare il primo album, “Horses”. La loro amicizia è durata quasi 50 anni, finisce al capezzale del letto d’ospedale, con Pearlman in coma. “Io e Kaye siamo stati sempre con lui, gli abbiamo promesso di mantenerlo sveglio, di cogliere ogni segnale di vita”. Il segnale non è arrivato, Pearlman morì sei mesi dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Il resoconto del 2016 mostra l’ordalia di un anno difficile. La perdita degli amici, l’ascesa spaventosa del populismo, la catastrofe ambientale, la battaglia durante le elezioni americane. Il disagio dei 70 anni imminenti. <strong>Così, dopo qualche concerto, la Smith si lancia in un “vagabondaggio passivo, una tregua dal clamore, dalle grida del mondo”. Vaga tra Arizona, California, Virginia, Kentucky.</strong> Fa visita alla sua ex compagna, va da Sam Shepard, il drammaturgo, alla fine della sua vita. Shepard sta completando l’ultimo libro, <em>The One Inside</em>, ma scrivere è sempre più difficile e chiede a Patti di farle da amanuense. Poi la vediamo a Lisbona, visita la casa del poeta Fernando Pessoa, poi nel bungalow di Rockaway Beach, spazza la polvere, è seduta in veranda, guarda fiori e insetti.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tipico della Smith: simboli e portenti si nascondono in luoghi inattesi, nei piccoli oggetti quotidiani, improvvisamente carichi di senso. </strong>Li fotografa con la sua Polaroid, si crogiola nei ricordi: il cartello di un motel, un abito indossato da Joseph Beuys, un libro di poesie di Allen Ginsberg. Immagina il suo vecchio amico Ginsberg nella tempesta politica attuale. “Sarebbe precipitato nel cuore della questione, usando la sua abilità retorica, incoraggiando tutti a essere vigili, a mobilitarsi, a votare e se necessario, dragando una risata, a essere pacificamente disobbedienti”.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><img decoding="async" class="size-medium wp-image-70148 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2019/09/libro2-14-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/09/libro2-14-189x300.jpg 189w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/09/libro2-14.jpg 250w" sizes="(max-width: 189px) 100vw, 189px" />Year of the Monkey </em>è una disordinata riflessione sulla mortalità. Patti legge, parla con gli estranei, passeggia nel cuore della notte, beve litri di caffè.</strong> Elenca ciò che ha nella valigia: “Sei magliette, sei paia di mutande, sei paia di calzini, due quaderni, rimedi per la tosse a base di erbe, la macchina fotografica, un libro”. Non le serve altro. Alcune scene apparentemente normali, si deformano: la narrazione si muove costantemente tra memoria e fantasticheria, senza che si intuiscano i limiti tra una e l’altra.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Questo libro è magico e banale allo stesso tempo, è diverso dal pluripremiato <em>Just Kids </em>del 2010. Ci sono più affinità con <em>M Train. </em>Qui, ancora, <strong>Patti appare come una figura solitaria incline all’oblio, che si addormenta nel cappotto, che parla con oggetti muti. I fantasmi di chi ha perso – la madre, il marito, il fratello – le sono accanto.</strong> Patti Smith vive nel passato, ma il racconto dei suoi vagabondaggi ci dice chi è oggi. “La nostra rabbia silenziosa ci impone le ali, la possibilità di negoziare viaggi nel passato”. Ma è chiara la consapevolezza che non si può vincere il tempo con l’immaginazione. “Il problema, con i sogni, è che alla fine ti svegli”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Fiona Sturges</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/patti-smith-recensione-year-of-the-monkey/">“Fuga dalle grida del mondo”: esce l’ultimo libro di Patti Smith, “Year of the Monkey”. Lo abbiamo letto. Il miracolo esplode nei luoghi inattesi</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-thumbnail-url>https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/09/patti-smith-1024x575.jpg</post-thumbnail-url>	</item>
		<item>
		<title>“Scrivono di annegare nel sesso, nella droga, di andare in paranoia… di panico e straniamento. Perenni”: l’epopea disperata dei Guns N’ Roses</title>
		<link>https://www.pangea.news/guns-n-roses-epopea-di-una-rock-band-degli-anni-novanta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2019 06:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[anni Novanta]]></category>
		<category><![CDATA[Axl Rose]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Costa]]></category>
		<category><![CDATA[Guns N' Roses]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[rock]]></category>
		<category><![CDATA[Sash]]></category>
		<category><![CDATA[Steven Adler]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pangea.news/?p=68440</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Steven…no, aspetta, che dice? Noi l’abbiamo spinto a drogarsi? ’Sto caz*o! È patetico. La verità è che non puoi essere un tossico e suonare in una band”. Era il 1989 e parlava così Mister sesso droga e rock ’n’ roll, Slash dei Guns N’ Roses, e ce l’aveva con Steven Adler, suo batterista e migliore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/guns-n-roses-epopea-di-una-rock-band-degli-anni-novanta/">“Scrivono di annegare nel sesso, nella droga, di andare in paranoia… di panico e straniamento. Perenni”: l’epopea disperata dei Guns N’ Roses</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>“Steven…no, aspetta, che dice? Noi l’abbiamo spinto a drogarsi? ’Sto caz*o! È patetico. La verità è che non puoi essere un tossico e suonare in una band”. Era il 1989 e parlava così Mister sesso droga e rock ’n’ roll, Slash dei Guns N’ Roses</strong>, e ce l’aveva con Steven Adler, suo batterista e migliore amico e con lui in rehab, e Slash un po’ si era ripulito, Steven per niente, così veniva da Slash e soci cacciato dal gruppo e essere dimenticato, fino a pochi giorni fa, quando Steven è tornato protagonista del gossip, quello peggiore, quello nero: Steven si è accoltellato, voleva ammazzarsi o forse no, forse è stato un brutto incidente, comunque è salvo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-68441 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2019/07/GUNS-N-ROSES-ALBUM-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/07/GUNS-N-ROSES-ALBUM-300x300.png 300w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/07/GUNS-N-ROSES-ALBUM-150x150.png 150w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/07/GUNS-N-ROSES-ALBUM-768x768.png 768w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/07/GUNS-N-ROSES-ALBUM-1024x1024.png 1024w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/07/GUNS-N-ROSES-ALBUM-333x333.png 333w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/07/GUNS-N-ROSES-ALBUM-1320x1320.png 1320w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/07/GUNS-N-ROSES-ALBUM.png 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />E Slash, e il resto dei Guns? Chissà che pensano di chi insieme a loro ha fatto un gran pezzo della storia del rock, oggi che a loro il presente sorride, son ultracinquantenni fuori da ogni eccesso, e a Slash è andata meglio di tutti,</strong> si diceva anche quando i Guns si separarono, che tra loro Slash era il migliore, e infatti con le sue chitarre ovunque è andato ha lasciato il segno, la sua impronta di sangue, perché Slash suona fino a farsi sanguinare le mani, di cosa credi siano frutto quegli assoli che ti accendono l’anima e ti bagnano il sesso? Di sangue, sudore, di un cuore che proprio su un palco, durante un assolo, non batte più, si è fermato, e Slash ha iniziato a vedere i pallini blu, e a collassare.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Perché un conto è fare la morale e dare insegnamenti di vita, anche giusti e sacrosanti non dico di no, <strong>però, se per anni sei tu che non hai il controllo di te stesso, e ci dai sotto a eroina, coca, crack, alcool a strafot*ere, e racconti che prendi sonniferi illegali, quelli che i veterinari usano per addormentare gli ippopotami, e dopo notti e giorni di sesso con groupie e pornostar famose vai in overdose,</strong> e una volta ti hanno ripreso per miracolo, ti hanno rimesso al mondo grazie a una siringa dritta nel cuore, come a Uma Thurman in <em>Pulp Fiction</em>, uguale uguale, allora sai che c’è, arrivi a 35 anni che ti prende un infarto sul palco. Ti credi indistruttibile, immortale, invece sei un dio con la chitarra ma un essere umano per il resto, e i medici ti salvano anche stavolta, ti mettono un defibrillatore nel cuore, ma ti danno 6 settimane di vita. E uno come Slash, che fa? Fa tournée e campa, chitarra in mano, (ri)pulito, e supino a quel demone, il rock, “che è la mia vita, pulsazione interiore che mi eccita”. Fuma nemmeno più.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ha sempre detto, Slash, “la verità è che noi Guns veniamo dal nulla se non peggio”, e lui, Slash, era ‘figlio di’, <strong>eppure prima di piazzare tre hit ai primi posti in classifica, dormiva per strada in sacco a pelo, come tutti gli altri futuri Guns.</strong> Non erano niente e non avevano niente se non sogni e strumenti malandati, erano la feccia, erano il nulla tra il nulla, e il dio del rock, o il caso, la fortuna, chiamala come ti pare, ma proprio dei rifiuti di strada era ciò che il boss della Geffen in quel momento cercava: stufo marcio del glam-rock, di quei rocchettari truccati e impomatati, voleva tornare all’hard, ai Led Zeppelin, voleva il rock ma quello duro, suonato, sudato. <img decoding="async" class="size-medium wp-image-68442 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2019/07/MARK-PUTTERFORD-GUNS-N-ROSES-CATTIVE-OSSESSIONI-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/07/MARK-PUTTERFORD-GUNS-N-ROSES-CATTIVE-OSSESSIONI-200x300.jpg 200w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/07/MARK-PUTTERFORD-GUNS-N-ROSES-CATTIVE-OSSESSIONI.jpg 332w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />E questi rifiuti diventano i Guns N’ Roses, che dal niente salgono al numero uno, col primo disco. E fin da subito non hanno voglia di rimanerci, dei numeri uno, <strong>vogliono solo suonare e godersela, e godere per loro significa esagerare, oltre la strada dell’eccesso di William Blake:</strong> non c’è saggezza nel distruggere suite, gettare televisori dal 40esimo piano, farsi di droghe e scolarsi litri d’alcool, scop*te e ammucchiate, e risse, tra colleghi, coi fans, ai concerti, con la security. Se ai Guns qualcosa importa è suonare, quello sì, e scrivere di ciò che sanno, la strada dove hanno vissuto, <em>in the jungle</em>, la tensione sociale, sentirsi inadeguati. E scrivono di chi li osanna, che prima li chiamava straccioni, e negli stessi posti dove li acclama, li lasciava fuori come cani rognosi. <strong>Scrivono di annegare nel sesso, nella droga, di andare in paranoia quando, sotto la doccia, esci in strada nudo, fradicio, non è più acqua è sudore è terrore, qualcuno ti insegue, è un mostro, e lo vedi solo tu. Panico e straniamento. Perenni. </strong>La cultura, il sapere, per i Guns non ha mai contato, contava saper suonare, e nei dischi e sul palco dare tutto: come un’urgenza, come se non avessero tempo, non ci fosse tempo, un domani, la fine, come canta Axl Rose in <em>Mr. Brownstone</em>, “non mi preoccupo di nulla/preoccuparsi è una perdita di tempo”. Uno spettacolo i Guns N’ Roses anni ’90 nelle conferenze stampa pre-concerto, domande sull’attualità, “noi facciamo rock, non politica!”, questa la risposta diplomatica, ma se poi tu giornalista insisti, allora “vaffanc*lo, che ca*zo dovrei sapere su Mandela, o sulla guerra del Golfo?! <strong>Noi non siamo la guerra del Golfo, noi non siamo la guerra civile in Jugoslavia, noi non siamo la caduta del muro di Berlino. </strong>Siamo soltanto una fot*uta band di rock ’n’ roll!!!”.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio così, una fot*uta band di rock ’n’ roll, e ci avete regalato una scossa eterna, quella che parte ogni volta che inizia <em>Sweet Child O’ Mine</em>, e la dolce ragazzina del titolo e del video è Erin, una sventola compagna di scuola di Axl Rose poi diventata top model e che lui ha sposato ma non prima di essersi comprato un fucile automatico come regalo di nozze, <strong>e poco dopo aver litigato di brutto con Erin ed esserci venuto alle mani, ed è lei a stordirlo di ceffoni. Fanno pace, ma poi a un party qualcuno mette droga nel cocktail di Erin che sviene, e Axl dà di matto</strong>, e quando lei si riprende i genitori se la riportano a casa prima che Erin lo picchi a sangue di nuovo. Sicché Axl si consola con Stephanie Seymour, altra top model, musa di Herb Ritts, e la mette nei video di <em>Don’t Cry</em> e <em>November Rain</em>, video per cui su Axl Rose e Slash piovono eterne accuse di violenza e misoginia, quindi non cercateli, non li guardate, in <em>Don’t Cry</em> il ghigno di Slash è dallo schermo ancora mentalmente infettivo. <img decoding="async" class="size-medium wp-image-68443 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2019/07/MARK-PUTTERFORD-GUNS-N-ROSES-OLTRE-IL-LIMITE-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/07/MARK-PUTTERFORD-GUNS-N-ROSES-OLTRE-IL-LIMITE-225x300.jpg 225w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/07/MARK-PUTTERFORD-GUNS-N-ROSES-OLTRE-IL-LIMITE.jpg 260w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><strong>Quando Axl nella vita reale è cornuto e mazziato dalla Seymour, si rinchiude per anni in una casa sulle colline di Beverly Hills, con una santona e le pareti tutte dipinte di nero</strong>, e gli diagnosticano un disturbo bipolare causa infanzia traumatica indubbiamente patita, disturbo che però non spiega il suo folle impulso omicida nei confronti dei barboncini. Ma non sono stati questi casini, né le droghe, nemmeno la vita dissoluta a minare i Guns N’ Roses: sono stati i soldi, gli avvocati, le tasse, le regole. L’inevitabile ingresso nel mondo degli adulti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Barbara Costa</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/guns-n-roses-epopea-di-una-rock-band-degli-anni-novanta/">“Scrivono di annegare nel sesso, nella droga, di andare in paranoia… di panico e straniamento. Perenni”: l’epopea disperata dei Guns N’ Roses</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-thumbnail-url>https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/07/ff2b9c-4-1024x658.jpg</post-thumbnail-url>	</item>
	</channel>
</rss>
