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	<title>Reiwa Archivi - Pangea</title>
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	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
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		<title>Il mondo dell’editoria italiana è pieno di “cattiveria atroce”, gratuita, inutile, meschina. Forchielli definisce tali imprenditori miserabili disperati, io dico che è bene imitare il Giappone e perseguire l’armonia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 09:11:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'ammazzacaffè]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Forchielli]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Leggendo i giornali del 2 aprile scopriamo che il Giappone, dal prossimo primo maggio, entra nell’era dell’“ordinata armonia” – il termine giapponese è “Reiwa” –, in concomitanza con l’incoronazione di Naruhito, 59 anni, che succederà nel ruolo non banale di imperatore al posto del padre Akihito, che a 85 anni si è rotto le balle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/editoria-italiana-forchielli-michele-mengoli-cattiveria/">Il mondo dell’editoria italiana è pieno di “cattiveria atroce”, gratuita, inutile, meschina. Forchielli definisce tali imprenditori miserabili disperati, io dico che è bene imitare il Giappone e perseguire l’armonia</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Leggendo i giornali del 2 aprile scopriamo che il Giappone, dal prossimo primo maggio, entra nell’era dell’“ordinata armonia” – il termine giapponese è “Reiwa” –, in concomitanza con l’incoronazione di Naruhito, 59 anni</strong>, che succederà nel ruolo non banale di imperatore al posto del padre Akihito, che a 85 anni si è rotto le balle e ha deciso di abdicare – va detto, le motivazioni ufficiali sono più articolate.</p>
<p style="text-align: justify;">Si sa, in Giappone non scherzano. <strong>I due caratteri che significano “ordinata armonia” saranno ovunque: dalle monete ai calendari, dalle testate dei quotidiani fino ai documenti ufficiali. </strong>E il premier Shinzo Abe – si legge sul Corriere – ha spiegato che Reiwa rappresenta l’aspirazione che “nel nostro popolo ognuno si prenda cura dell’altro, in un bel clima di armonia e speranze”.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Italia, lo stesso giorno, al contrario, abbiamo scoperto perché Said Machaouat, 27 anni, cittadino italiano di origini marocchine, lo scorso 23 febbraio ha sgozzato il commesso 33enne Stefano Leo. </strong>Said l’ha detto al procuratore vicario di Torino, Paolo Borgna: “Era troppo felice. Non sopportavo la sua felicità. Volevo togliergli le promesse del futuro. Toglierlo ai suoi figli, ai suoi parenti e ai suoi amici”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla notizia, il <em>Quotidiano Nazionale</em> chiede un commento allo psichiatra Renato Ariatti, che lapidario dice: “Non chiamatela follia, è cattiveria atroce”.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlando per esperienza personale, quindi nell’ambito della mia vita e dei miei lavori, sapete cosa vi dico? <strong>Che in Italia di gente dalla cattiveria atroce ne ho incontrata anche a livello professionale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Solo pochi esempi dell’ultimo anno capitati a me o a persone che conosco bene: <strong>l’editore di libri piuttosto famoso e ghigno snob che paga autori e collaboratori con ritardi annuali; il direttore editoriale che fa lo sbruffone impunito oltre ogni regola, tipo modificando di nascosto il pdf definitivo già approvato dall’autore; l’editore di giornali a tiratura nazionale che cambia il contratto al collaboratore perché i 4 soldi che prende sono comunque troppi; poi giù, a scendere nella catena alimentare</strong>, fino al minuscolo editore specializzato e ad alcuni “giornalistucoli” di settore e compagnia bella, tutti a primeggiare nell’essere il più atrocemente cattivo tra editoria, giornalismo e comunicazione, che, appunto, rappresentano i miei ambiti lavorativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuno di loro, in variabili diverse, è davvero accomunato dalla stessa cattiveria atroce nei confronti di taluni, che forse, come nel caso di Said, risultano troppo felici o, più spesso, nella logica di essere forti con i deboli e deboli – e leccaculi – con i forti.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’aggravante che questi comportamenti non arrecano reali vantaggi, se non forse in termini di spiccioli. <strong>Tant’è che Alberto Forchielli li definisce dei miserabili disperati. Ed è per questo che si tratta di cattiveria atroce, perché è del tutto gratuita, meschina, senza scrupoli e senza vantaggi</strong> – nell’eventualità che qualcuno accetti cinicamente l’idea machiavellica del fine che giustifica i mezzi.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco perché trovo meravigliosa l’aspirazione dei giapponesi a prendersi cura dell’altro.</strong> Azione che potrebbe funzionare molto meglio anche da noi se ci decidessimo tutti, finalmente, a dare dei gran calci nel culo alla gente dalla cattiveria atroce; certo, in un bel clima di armonia e speranze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Michele Mengoli</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>www.mengoli.it</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/editoria-italiana-forchielli-michele-mengoli-cattiveria/">Il mondo dell’editoria italiana è pieno di “cattiveria atroce”, gratuita, inutile, meschina. Forchielli definisce tali imprenditori miserabili disperati, io dico che è bene imitare il Giappone e perseguire l’armonia</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
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