“L’arte domina la mia vita, non ho bisogno di nessuno, ho lasciato andare via tutti (ma ho una paura straordinaria della morte)”. Parla Almodóvar
Ammetto la mia passione smodata per “Lezioni di piano” (ovvero: quando Jane Campion andò a trovare Janet Frame)
“Non voglio uscire di casa, ma il futuro sarà meraviglioso, questo è certo”: David Lynch a 30 anni dalla morte di Laura Palmer
Di Franco Zeffirelli avete già letto tutto: qui si parla di un articolo memorabile del “New Yorker” e dei volti assoluti di Charlotte Gainsbourg e di Robert Powell
Sia onore, ora, a Bibi Andersson: con lei è morto definitivamente il cinema di Ingmar Bergman (un tempo, l’abbecedario del buon europeo)
Il grande artista è sempre inadeguato, fuori posto, imbarazzato. Ovvero: elogio della timidezza di Tim Burton. D’altronde, c’è sempre un po’ di vergogna nel vivere impunemente il proprio sogno
Hollywood fo**i fo**i: Rodolfo Valentino e le mogli lesbiche, Chaplin e la passione per le “ninfette”, Von Stroheim e le orge cinematografiche da 20 ore… Controstoria del cinema da Oscar
“Il buco del desiderio”: considerazioni su “L’ultimo metrò” di François Truffaut
Čechov non smette di volare: ipotesi di “Gabbiano” dopo gli spettacoli-maratona di Nekrosius. Ovvero: ode a Giancarlo Nanni e a Manuela Kustermann
Amare fino a perdere se stessi, senza ricompensa: la storia terribile e affascinante di Adele H. la figlia folle di Victor Hugo (traducete i suoi diari gente!)
“La letteratura oramai è un gigantesco McDonald’s, non resta che assassinarla”: Francesco Consiglio parla con Matteo Fais del suo nuovo romanzo
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