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	<title>ready made Archivi - Pangea</title>
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	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
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		<title>Compie 100 anni (e li porta benissimo) “L.H.O.O.Q.”, la “Gioconda con i baffi” di Marcel Duchamp. Ovvero: manomettere Leonardo per rivitalizzare la storia dell’arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2019 08:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Lei ha caldo al culo”. Bravo l’artista: è andato a ravanare lì dove nemmeno il genio aveva osato. E non si può che credergli, anche perché nessuno ha mai visto il suo lato B (che però, vista l’epoca, potrebbe essere bello largo, decisamente romagnolo). * “Culo da schiaffi” verrebbe chiamato a distanza di 100 anni. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>“Lei ha caldo al culo”. Bravo l’artista: è andato a <em>ravanare</em> lì dove nemmeno il genio aveva osato. E non si può che credergli,</strong> anche perché nessuno ha mai visto il suo lato B (che però, vista l’epoca, potrebbe essere bello largo, decisamente romagnolo).</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Culo da schiaffi” verrebbe chiamato a distanza di 100 anni. </strong>E quindi tutti a sbirciare, in fila ovviamente, perché al Louvre non puoi pretendere di essere da solo.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi sanno o ricordano che in <em>quella</em> stanza si trova anche “Le Nozze di Cana” di Paolo Caliari detto il Veronese.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<figure id="attachment_67995" aria-describedby="caption-attachment-67995" style="width: 246px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-67995" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2019/06/Marcel-duchamp-lhooq-1919-1371340666_b-193x300.jpg" alt="" width="246" height="382" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/06/Marcel-duchamp-lhooq-1919-1371340666_b-193x300.jpg 193w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2019/06/Marcel-duchamp-lhooq-1919-1371340666_b.jpg 540w" sizes="(max-width: 246px) 100vw, 246px" /><figcaption id="caption-attachment-67995" class="wp-caption-text">Marcel Duchamp realizza la &#8216;Gioconda con i baffi&#8217;, cioè &#8220;L.H.O.O.Q.&#8221; nel 1919</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Sulla sua tomba, posta nel cimitero di Rouen (sì, la città della cattedrale dipinta da Claude Monet nelle variazioni di luce) <strong>si può leggere l’epitaffio, composto da lui stesso: “D’ailleurs c’est toujours les autres qui meurent” (“D’altronde sono sempre gli altri che muoiono”).</strong> Geniale sino alla fine, MD. Anche nel circondarsi di <em>paria</em>, come ad esempio Man Ray.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">“Il grande nemico dell’arte è il buon gusto”. MD.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quest’anno corre il centenario di “L.H.O.O.Q.”, la “Gioconda con i baffi” creata da Marcel Duchamp: si tratta di una riproduzione fotografica</strong><strong> della Gioconda</strong><strong> di Leonardo da Vinci</strong><strong> alla quale sono stati aggiunti provocatoriamente dei baffi e un pizzetto.</strong> Il titolo è sostanzialmente un gioco di parole, infatti le lettere “L.H.O.O.Q.” pronunciate in francese danno origine alla frase “Elle a chaud au cul”, letteralmente “Lei ha caldo al culo”, ma i più acuti – quindi non Alessandro Carli – suggeriscono che può essere letto anche come la parola inglese “look” (“guarda”).</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">“La ‘Gioconda’ è così universalmente nota e ammirata da tutti che sono stato molto tentato di utilizzarla per dare scandalo. Ho cercato di rendere quei baffi davvero artistici”. MD</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un manifesto contro il conformismo</strong><strong>. “Dissacrando uno dei miti artistici più consolidati, Duchamp non intende negare l’arte di Leonardo ma onorarla, a modo suo</strong>, mettendo in ridicolo gli estimatori superficiali e ignoranti che apprezzano la ‘Gioconda’ solo perché tutti dicono che è bella, conformandosi acriticamente così al gusto della maggioranza delle persone”. Non è una frase mia, ma suona bene. E quindi va virgolettata.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Difficile sapere – o meglio: è pigrizia – se MD abbia chiesto a Man Ray di fargli la foto della Monna Lisa per poi “disegnarla”. Forse no, visto che MD è stato uno dei maestri del “ready-made”. Però avevano un figlio in comune, i due: il movimento Dada americano, corrente d’avanguardia già nata in Europa nel 1916. Lo hanno fondato assieme.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Scrive Octavio Paz a proposito del “ready-made”: “Categorizzare un oggetto comune prefabbricato isolato dal suo contesto funzionale, defunzionalizzato e rifunzionalizzato tramite il solo atto di selezione di un artista ad opera d’arte elevato allo status di arte”.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">“Gli ultimi cento anni sono stati retinici. Sono stati retinici perfino i cubisti. I surrealisti hanno tentato di liberarsi da questo e anche i dadaisti, da principio. (&#8230;) <strong>Io ero talmente conscio dell’aspetto retinico della pittura che, personalmente, volevo trovare un altro filone da esplorare”. </strong>MD</p>
<p style="text-align: justify;"><em>*</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“(untitled) (2000)”</em>, lavoro coreografico firmato da Tino Sehgal e portato in scena &#8211; all&#8217;interno del cartellone 2015 del festival di Santarcangelo dei Teatri – da Boris Charmatz al Lavatoio, ha suscitato – al di là del valore dello spettacolo, un omaggio alla danza del Novecento – un vespaio di polemiche. <strong>Non tanto per la totale nudità del danzatore, ma quanto per la chiusa, incorniciata da abbondanti citazioni legate a Marcel Duchamp: Boris difatti si gira verso il pubblico e, dopo aver suonato come una chitarra il proprio sesso, si mette a fare la pipì.</strong> Un gesto del tutto ordinario che, stranissimo, a teatro fa (ancora) scalpore.</p>
<p style="text-align: justify;">*</p>
<p style="text-align: justify;">Un’opera paradigmatica, capitale per lo svolgimento dell’arte moderna, ma spesso incompresa. <strong>Compie 100 anni, e li porta benissimo. Non fosse altro per quei baffi all’insù, molto dandy, e tornati di moda. </strong>E pazienza che sia donna: al buio, si sa, tutti i gatti sono grigi.</p>
<p><strong>Alessandro Carli</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/marcel-duchamp-gioconda-con-i-baffi-compie-100-anni/">Compie 100 anni (e li porta benissimo) “L.H.O.O.Q.”, la “Gioconda con i baffi” di Marcel Duchamp. Ovvero: manomettere Leonardo per rivitalizzare la storia dell’arte</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
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