<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Principessa Shikishi Archivi - Pangea</title>
	<atom:link href="https://www.pangea.news/tag/principessa-shikishi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.pangea.news/tag/principessa-shikishi/</link>
	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
	<lastBuildDate>Thu, 01 Oct 2026 04:07:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.10</generator>
	<item>
		<title>“Un viso di neve”. Le poesie della principessa Shikishi</title>
		<link>https://www.pangea.news/principessa-shikishi-giappone-poesie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 03:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[main]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[poesia giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[Principessa Shikishi]]></category>
		<category><![CDATA[tanka]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pangea.news/?p=108627</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di fronte a me, oltre la finestra, si è posata una farfalla. Si nutre dell’ultimo sole di settembre, ora in briciole: il cielo è azzurro, le nuvole, con sorprendente ambizione, hanno scelto di diventare leoni – il bosco, un abisso, sibila. Quanto vivrà questa farfalla? Sulle ali, quando le dispiega, sigilli rossi, chiazze nere, l’abituale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/principessa-shikishi-giappone-poesie/">“Un viso di neve”. Le poesie della principessa Shikishi</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Di fronte a me, oltre la finestra, si è posata una farfalla. Si nutre dell’ultimo sole di settembre, ora in briciole: il cielo è azzurro, le nuvole, con sorprendente ambizione, hanno scelto di diventare leoni – il bosco, un abisso, sibila. Quanto vivrà questa farfalla? Sulle ali, quando le dispiega, sigilli rossi, chiazze nere, l’abituale riflesso di un viso.&nbsp;</p>



<p>Alla farfalla e al fiore – e al loro opposto: il coltello – possiamo avvicinare la vita della principessa Shikishi: si sfascia a sfiorarla. Installata tra le “Trentasei poetesse immortali” (<em>Nyōbō Sanjūrokkasen</em>), insieme a Murasaki Shikibu e a Ono no Komachi, è la sola di cui, negli stilizzati ritratti, fotogrammi d’eternità, non si vede il volto. È nascosta dietro un velo; laddove le altre sfoggiano vesti sgargianti, tra l’airone e la tigre, lei resta remota, inafferrabile.&nbsp;</p>



<div type="product" ui="style-3" ids="100881" class="wp-block-banner-post"></div>



<p>Terza figlia dell’imperatore Go-Shirakawa, fu tumulata, a dieci anni, nel santuario shintoista di Kamo, a Kyoto, dove fu eletta&nbsp;<em>saiin</em>, vestale. Nata nel 1149, visse in un’epoca di disordini politici – l’impero fu straziato da faide per il possesso del trono – e terrestri: i registri ricordano una funesta genia di tsunami e terremoti. Tutto questo sfiorò appena la principessa Shikishi: d’indole virginea – dunque: marziale – visse nascosta. La poesia fa irruzione in lei come una serie di finestre spaccate; come un nugolo di farfalle. Le sono attribuiti 399 tanka: ai ‘modelli’ canonici – il canto delle stagioni che si alternano, la riflessione sulla fugacità di tutte le cose, l’ode alle lacrime;&nbsp;<em>novità</em>, in civiltà diverse, orientate a dio, ai meandri di sé e al bosco, vuol dire attenersi alla tradizione – la principessa Shikishi aggiunge un sovrappiù di malinconia, uno strappo, un torsolo d’ira. Un’evasione, forse. Il desiderio di dire altro – d’involarsi.&nbsp;</p>



<p>Fu facile riconoscere il talento della nobildonna stretta tra macerie di voti: alcuni cronisti accennano a una storia d’amore con Fujiara no Teika, grande poeta dell’epoca, affascinato dalla libertà lirica che trasudava dai versi di Shikishi – assai più giovane di lei. Il breve canzoniere d’amore della principessa – tanto <em>terreno</em> – non lascerebbe dubbi sull’autenticità della diceria. L’austera religiosa della cui esistenza i testi recano rari appunti, un abracadabra di omissioni, così, sembra tramutarsi nella monaca portoghese: la vita tra veli, grate e parole fraintese vale forse di più di un’esistenza mondana, cinta di pavoni e lacchè. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="329" height="454" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/Hyakuninisshu_089.jpg" alt="" class="wp-image-108628" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/Hyakuninisshu_089.jpg 329w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/Hyakuninisshu_089-217x300.jpg 217w" sizes="(max-width: 329px) 100vw, 329px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;emblema-fotogramma della principessa Shikishi</figcaption></figure>



<p>Dopo dieci anni di reclusione, ventenne, la principessa si trasferì in una delle residenze imperiali. Trovò impura quella vita. Qualcuno malignò che la principessa, forte del suo addestramento nelle arti magiche, scagliasse maledizioni contro gli avversari del padre. Per questo – così scrive nel suo diario, interrando il dolore, Fujiara no Teika – “la principessa decise di prendere i voti buddisti: la vita a corte le era diventata insopportabile – il padre accettò a malincuore questa risoluzione”. Visse in eremitaggio, colpita dal male – probabilmente, un cancro al seno –, morì nel marzo del 1201. Nel suo diario, il poeta Minamoto no Ienaga ricorda una visita fatta al vecchio santuario della principessa:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“L’anno prima della sua scomparsa, mi offrì una selezione di cento poesie dicendo: ‘Susino cresciuto presso la grondaia, non dimenticarmi’. La primavera seguente, mentre i susini fiorivano rigogliosi presso la sua residenza, sussurrò tra sé: ‘fosse questo l’anno…’. Un giorno, durante il terzo mese, l’imperatore Go-Toba decise di ordire una partita a&nbsp;<em>kemari</em>&nbsp;[calcio rituale] e di far visita alla dimora della principessa. I fiori di ciliegio erano caduti con tale abbondanza da cancellare il sentiero; rose gialle fendevano le siepi, il glicine si annodava sui pini. Mi commuove pensare che chi si ritira dal mondo viva in questo modo. Sulle antiche grondaie crescevano felci e gigli: una vista ben più suggestiva di qualsiasi ricco ornamento umano. Il gioco ebbe inizio, il giardino si animò di cortigiani. Dai paraventi, però, non apparve nessuno – il suono lontano di un gong suscitò in me un senso di profonda solitudine e devozione. Sebbene non fossero trascorsi molti mesi, mi addolorava rendermi conto che la casa era ormai priva della sua padrona”.&nbsp;</strong></p>
</blockquote>



<p>La poesia giapponese classica sembra aver raggiunto, un millennio fa, un grando di intensità che ci schiaccia. Ogni paramento lirico è levato per giungere a una&nbsp;<em>spontaneità</em>&nbsp;spiazzante; la forma ha la brutalità del gioco – il cuore è un bicchiere in frantumi. Queste poesie hanno un suono che si ripercuote ancora. La traduzione che segue è compiuta seguendo la raccolta dei “Complete poems of Princess Shikishi” edita come&nbsp;<em>Strings of Beads</em>&nbsp;per la University of Hawaii Press (1993) da Hiroaki Sato. Nippoamericano, Sato, a dire di Gary Snyder, è “il più raffinato traduttore contemporaneo della poesia giapponese in lingua inglese”.&nbsp;</p>



<p>La farfalla è ancora lì, presso la finestra. Il cielo si è oscurato, le nubi, leonine, hanno conquistato posizioni – le ali della farfalla, ora, sono marroni, nere, grige. È immobile. Mi parla.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="704" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/Princess_Shikishi_Shikishi_Naishinno_式子内親王_女房三十六歌仙_Thirty-Six_Immortal_Women_Poets-1024x704.jpg" alt="" class="wp-image-108629" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/Princess_Shikishi_Shikishi_Naishinno_式子内親王_女房三十六歌仙_Thirty-Six_Immortal_Women_Poets-1024x704.jpg 1024w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/Princess_Shikishi_Shikishi_Naishinno_式子内親王_女房三十六歌仙_Thirty-Six_Immortal_Women_Poets-300x206.jpg 300w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/Princess_Shikishi_Shikishi_Naishinno_式子内親王_女房三十六歌仙_Thirty-Six_Immortal_Women_Poets-768x528.jpg 768w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/Princess_Shikishi_Shikishi_Naishinno_式子内親王_女房三十六歌仙_Thirty-Six_Immortal_Women_Poets-1536x1056.jpg 1536w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/Princess_Shikishi_Shikishi_Naishinno_式子内親王_女房三十六歌仙_Thirty-Six_Immortal_Women_Poets-600x412.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/Princess_Shikishi_Shikishi_Naishinno_式子内親王_女房三十六歌仙_Thirty-Six_Immortal_Women_Poets.jpg 1571w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>***</p>



<p><em>Primavera</em></p>



<p>Arriva la primavera, il cuore si scioglie e dimentico che ho un volto di neve, sto svanendo.&nbsp;</p>



<p>*&nbsp;</p>



<p>Ai piedi del Colle della Malinconia depongo la mia vita, tra strati di foschia.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Le oche fendono il cielo, le nubi si spezzano: a cosa devo mirare mentre la primavera svanisce?</p>



<p>*</p>



<p>Aspetto, aspetto – che sia realtà o sogno, un solo suono cade dal cielo: quello del cuculo.&nbsp;</p>



<p>**</p>



<p><em>Estate</em></p>



<p>Cuculo, mio promemoria: dal ramo dove si protende vedo il cielo nascere.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Notte fonda, l’acqua serpeggia tra le rocce: fa fresco, il sonno è leggero, leggo.&nbsp;</p>



<p>**</p>



<p><em>Autunno</em></p>



<p>La rugiada nelle pupille del vento e le lacrime sono una cosa sola – cadono al crepuscolo, in autunno.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Non chiudo più la porta di pino: entri pure la luna dopo aver attraversato i Pascoli del Cielo per tutta la notte.</p>



<p>*</p>



<p>Autunno – notte – silenzio – solitudine – pioggia contro la finestra – veglio il dolore – l’alba mi sorprende – è bianca.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Chiamiamola pure rugiada: mi addormento tra i bambù, gli insetti spettegolano sulla mia manica.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>L’autunno è arrivato anche qui, in questa capanna invasa dalle erbacce: sarà forse l’ultimo anno in cui potrò contemplare la luna?</p>



<p>**</p>



<p><em>Inverno</em></p>



<p>Mese senza Dio: abbandonate al vento, le foglie sono come le mie lacrime.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Chi può abituarsi a vivere così? Una capanna di sterpi sepolta dalla neve che cade.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Gli anni mi agguantano alle spalle: il gelo si annida nelle mie vesti, notte dopo notte.</p>



<p>*</p>



<p>Così trascorre la notte all’eremo: ascolto i rami del pino che si spezzano sotto il peso della neve.&nbsp;</p>



<p>**</p>



<p><em>Poesie sparse</em></p>



<p>Ogni giorno getto il cuore nella valle per mille e mille volte – sono o non sono? vivo in bilico.</p>



<p>*</p>



<p>Non so se è rancore o compassione verso il mondo, ma ho le maniche intrise di lacrime.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Visioni, inviso futuro: l’illusione prende forma sul cuscino.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Sono una nuvola che fluttua nell’oceanico cielo – non so nulla, tristezza mi stringe.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Non so se il sogno che sto sognando sia davvero un sogno – mi sveglierò al suo svanire?&nbsp;&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Ho detto: non la incontrerò mai – per questo mi sono tumulata in una capanna – perché dunque è venuta a farmi visita la Vecchiaia?&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Si ode l’eco di tristi notizie anche dentro una grotta: che mondo difficile, ogni via è ardua.&nbsp;</p>



<p>**</p>



<p><em>Amore</em></p>



<p>Amore e dolore si accumulano per anni: mi inabisso nelle maniche, mai così profonde.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Hai visto anche tu le nuvole, ieri sera? Lo stesso scroscio ha bagnato le maniche del tuo vestito?</p>



<p>*</p>



<p>Voglio che sia tu la mia guida – la barca non lascia tracce sull’acqua: non dirmi dove andremo, spinti dagli otto venti marini.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Era davvero lui? La luna è vaga, vagabonde le ombre – ho intravisto il suo viso senza amore.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Il vento scuote i pini sulla spiaggia di Takashi, imperano le onde – ho urlato il tuo nome: mi manchi.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Nessuno saprà chi amo: non rivelare le lacrime, interrale nel cuscino.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Hai appena detto “Non dimenticare” – attendere l’alba, ormai, non m’importa più.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Incontri rari: viviamo tra le rovine come azalee – senza una promessa, il mio cuore appassirà.&nbsp;</p>



<p>**</p>



<p><em>Vita montana</em></p>



<p>Confinata in una capanna di cedro, presto avrò le vesti avvinte dal muschio.</p>



<p>*</p>



<p>Nessuno passa da questa porta di frasche: incontro soltanto la luna.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Montagna: la voce del pino è incessante. Le foglie mi ricordano l’acqua, a valle: nostalgia.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>I venti si sfidano sugli alberi – dalle nubi crolla il bramito di un cervo.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/principessa-shikishi-giappone-poesie/">“Un viso di neve”. Le poesie della principessa Shikishi</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-thumbnail-url>https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/main-image-3.jpeg</post-thumbnail-url>	</item>
	</channel>
</rss>
