“Il solo modernismo degno di questo nome, oggi, è il modernismo antimoderno”. Elogio di Milan Kundera: al suo cospetto il Nobel è un gioco irrilevante
“Contro i servi della morte, lascia che arda la vita”: datelo a loro il Nobel per la letteratura, a Zyranna Zateli e a Liliana Heker
“Il linguaggio statalista, censurato, censurante, sancisce l’ignoranza, è violento, beve sangue”: in memoria di Toni Morrison
“Mozi è come Leonardo da Vinci”. Il Nobel per la letteratura scopre quanto è bella la Cina (ma la Cina è una invenzione di Marco Polo, di Coleridge, di Pound…)
Seamus Heaney, il maestro misericordioso che mi ha salvato dalle sabbie mobili del dubbio: dialogo con Marco Sonzogni
Quando Ezra Pound (insieme a Yeats) divulgò Tagore in Occidente e gli fece vincere il Nobel per la letteratura. Per poi snobbarlo, “come maestro di religione ci è superfluo”
Europeista. Ma non troppo. In un discorso finora inedito Thomas S. Eliot ci spiega chi è il “buon europeo”. L’Europa è unita finché non limita le identità nazionali (e non tutti gli europei sono uguali)
“La poesia esprime il non-esprimibile e facilita l’illuminazione”: dialogo con Aldo Tollini sugli inafferrabili poeti giapponesi
“Cerco di andare oltre la soglia in cui l’arte moderna finisce”: discorso intorno a Joseph Beuys, l’artista tedesco più controverso del secolo
Quando Vladimir Nabokov, in veste di Arlecchino, perse le staffe perché “in quella zuffa astratta per il Premio Supremo” (il Nobel) a vincere non fu lui ma Solochov (o Solzenicyn, è uguale)
“Io posso sopportare tutto”: in memoria di Anna Achmatova nel giorno della sua morte
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