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	<title>Montagna Fredda Archivi - Pangea</title>
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	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
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		<title>Le tue poesie sono insensate! Hanshan, il poeta che fu leggenda</title>
		<link>https://www.pangea.news/hanshan-montagna-fredda-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 03:53:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[main]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[buddismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scriveva poesie “sul bambù, sul legno, sulle pietre e sulle pareti rocciose che chiamava casa”. Il dettaglio definisce l’indole – un poeta non si fa domare dal libro. I suoi versi, in fuga dalla fugacità, si mescolano agli elementi: sapranno sopravvivere alla pioggia, al muschio, al vento, all’usura?&#160; Scrivere nei luoghi inaccessibili, dove la parola [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Scriveva poesie “sul bambù, sul legno, sulle pietre e sulle pareti rocciose che chiamava casa”. Il dettaglio definisce l’indole – un poeta non si fa domare dal libro. I suoi versi, in fuga dalla fugacità, si mescolano agli elementi: sapranno sopravvivere alla pioggia, al muschio, al vento, all’usura?&nbsp;</p>



<p>Scrivere nei luoghi inaccessibili, dove la parola è un pioniere. Scrivere per le trote e per le faine, per i cervi e per gli scarabei. Scrivere con la leggerezza delle nuvole e la voluttà dei lupi. Poesie-casa, poesie-ricovero per gli scarsi vagabondi di montagna. Poesie sorgive. Poesia come pane, come lume.&nbsp;</p>



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<p><strong>Di Hanshan, il leggendario “Montagna Gelida”, probabilmente vissuto nel IX secolo, non si sa altro:</strong>&nbsp;un nugolo di iscrizioni disseminate lungo le rupi del Tiantai, in Cina, la catena sacra ai taoisti e ai buddisti. Grafia rugiada. Di oltre seicento poesie, ne abbiamo, come nobile residuo, trecento. Leggendole in filigrana si ottiene, per somma di ombre, una sorta di nocciolo biografico. Hanshan aveva moglie, figlio e una piccola casa in montagna; litigò con i parenti, cominciò un solitario percorso ascetico. Praticava l’eremitaggio. Fin da ragazzo, leggeva molto – fantasticava mirando i geroglifici delle nubi, draghi alfabetici. I cliché di cui è ammantata l’agiografia tipica di un monaco – povertà, solitudine, sprezzatura, humour nero, saggezza ritenuta dai più follia – trovano in Hanshan nuovo nerbo: egli è un anti-maestro, scrive disprezzando le norme (per questo, è alieno ai canoni e ai fasti della poesia classica cinese Tang e Song), alterna l’umiliazione alla sacra ira – rifugge l’umano, vive tra le grotte.&nbsp;</p>



<p>La sola testimonianza che un uomo di nome Hanshan sia realmente vissuto la dobbiamo a Lüqiu Yin. Fu lui, prefetto della provincia di T’ai, a raccogliere i versi sopravvissuti di Hanshan, colto da soprassalto mistico, e a pitturarne la leggenda.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Nessuno sa chi sia Hanshan. Alcuni anziani che lo hanno conosciuto lo descrivono come un povero, uno stravagante. Viveva a settanta li dal distretto di T’ang-hsing, nel Tientai, in un luogo chiamato Montagna Gelida. Spesso scendeva al tempio Kuo-ch’ing. Lì viveva Shide, il suo amico: serbava per lui degli avanzi di cibo in un tubo di bambù. Hanshan li prendeva, gridava, rideva, tornava in montagna… Aveva l’aspetto di un vagabondo, il corpo e il viso segnato dalle intemperie. Eppure, in ogni parola che pronunciava, ad ascoltarla con dedizione, si celava un significato in armonia con i principi sottili delle cose. Tutto ciò che diceva nascondeva segreti profondi e arcani. Indossava un cappello di corteccia di betulla, abiti stracciati, sandali di legno. È così che gli uomini illuminati celano le proprie tracce: unificando le categorie, fondendo le cose tra di loro”.&nbsp;</strong></p>
</blockquote>



<p>Lüqiu Yin organizzò una spedizione per rintracciare Hanshan. Un giorno – così racconta – andò a visitare il tempio Kuo-ch’ing. Ormai in disastro, l’edificio ospitava spesso “una tigre, che ruggiva”. I corridoi del tempio erano griffati dai graffi e dalle zampate del felino. Nell’antica cucina del tempio, davanti al focolare, il prefetto Lüqiu Yin vide l’ombra di Hanshan e dell’amico, Shide. Ridevano. Naturalmente, i due si dileguarono all’istante. Di Hanshan – ritiratosi tra le grotte della Montagna Gelida – non si udì che l’eco di una risata, “non potei più seguirlo – svanì”.&nbsp;</p>



<p>In molti mettono in dubbio la testimonianza di Lüqiu Yin, un uomo che probabilmente non è mai esistito.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="665" height="1024" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/81U9vcJsZFL._SL1500_-665x1024.jpg" alt="" class="wp-image-108611" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/81U9vcJsZFL._SL1500_-665x1024.jpg 665w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/81U9vcJsZFL._SL1500_-195x300.jpg 195w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/81U9vcJsZFL._SL1500_-600x924.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/81U9vcJsZFL._SL1500_.jpg 701w" sizes="(max-width: 665px) 100vw, 665px" /></figure>



<p>La storia – dai rilievi borgesiani: poesie che fluttuano sul nulla; ombra di un’ombra; bibliografia fogliame; uomini ammantati di inesistenza e anonimato – è affascinante: Hanshan, con intrepida capacità di penetrazione, è il santo della poesia cinese. Un poeta anonimo, velato di fiabe, non fa che mettere in evidenza l’insensatezza del nostro nome, della nostra richiesta di ‘riconoscibilità’.</p>



<p>La poesia di Hanshan ha trovato terra fertile nel mondo anglofono.&nbsp;<strong>Arthur Waley</strong>, mitico orientalista amico di Ezra Pound, affiliato al Bloomsbury Group capitanato da Virginia Woolf – la sua traduzione del&nbsp;<em>Genji Monogatari</em>&nbsp;è stata per molti anni la sola disponibile in Italia –, ha tradotto una manciata di poesie di Hanshan sulla rivista “Encounter”, nel 1954. Il suo suggerimento intriga:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Montagna Gelida indica uno stato d’animo più che un luogo fisico. È su tale concezione, come quella del ‘tesoro nascosto’ – il Buddha da rintracciare dentro la ‘casa’ del proprio cuore più che all’esterno – che si fonda la mistica di queste poesie”.&nbsp;</strong></p>
</blockquote>



<p>Il ‘successo’ di Hanshan negli Usa si deve soprattutto a&nbsp;<strong>Gary Snyder</strong>, poeta legato ai Beat, sodale di Kerouac e di Ginsberg, ritiratosi per un pezzo in Giappone e in Cina a scalare montagne, pescare e scrivere poesie, sopravvivendo alla civiltà. La prima edizione dei&nbsp;<em>Could Mountain Poems</em>&nbsp;esce nel 1958 sulla “Evergreen Review”: Snyder ha ventotto anni; aveva studiato buddismo Zen con Alan Watts, si era da poco trasferito in Giappone.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Per chi non conosce l’Asia orientale, queste poesie toccano le corde dell’anima non tanto per l’evocazione di un’ideale eremitico e per la predilezione dell’ascesi solitaria, ma per il rifiuto gaudente del materialismo e il piacere assoluto di vivere nel vasto mondo ‘con il cielo come coperta’, consapevoli di condurre un’esistenza distante dai valori condivisi dalla maggioranza della gente”. </strong></p>
<cite><strong>Gary Snyder </strong></cite></blockquote>



<p>Gli esperti dicono che la traduzione più bella in lingua inglese delle poesie di Hanshan si debba a <strong>Burton Watson</strong>: le sue versioni di Saigyo, Ryokan e Du Fu – traduceva con agio dal cinese e dal giapponese – hanno fatto scuola. A suo dire, il canzoniere di Hanshan è la “vertiginosa cronaca di una ricerca spirituale – a volte ricompensata da istanti di meraviglia, altre funestata da cupa solitudine e disperazione”. Dalle sue traduzioni – in: <em>Cold Mountain. 100 poems by the T’ang poet Han-shan</em>, Columbia University Press, 1970 – è tratta l’antologia in calce all’articolo. Quest’anno – a testimoniare l’imperituro ‘successo’ di Hanshan, il poeta sparito in una grotta – la mitica casa New Directions ha pubblicato come <strong><a href="https://www.ndbooks.com/book/cold-mountain-zen/"><em>Cold Mountain Zen</em> una raccolta di testi di Hanshan</a></strong>, tradotta da <strong>Hiroaki Sato</strong>, già amico di Gary Snyder e di Burton Watson e traduttore di Basho e di Mishima. Alcuni poeti hanno la forma di una torcia: passano di mano in mano – infiammano. </p>



<p>Dell’opera di Hanshan, ribattezzato&nbsp;<em>Montagna Fredda</em>, esiste anche una parziale traduzione italiana a cura di Anna Bujatti, uscita per Tararà nel 2013. La casa editrice sorta a Verbania, sul Lago Maggiore, alle pendici della Val Grande, la zona boschiva più selvaggia – e affascinante – d’Italia, mi sembra il luogo ideale per Hanshan. A lettura terminata, non si può che finire tra vasti orizzonti montani, a scrivere sulla cervice dei fiumi. Lì la ruvidezza della roccia è pari a quella del cielo. Chi sa, sa cosa intendo.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/1395982-1024x1024.webp" alt="" class="wp-image-108612" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/1395982-1024x1024.webp 1024w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/1395982-300x300.webp 300w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/1395982-150x150.webp 150w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/1395982-768x768.webp 768w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/1395982-600x600.webp 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/1395982-100x100.webp 100w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/1395982.webp 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>***</p>



<p><strong>Montagna Gelida</strong></p>



<p>Mio padre e mia madre mi hanno dato da vivere:<br>non devo invidiare gli averi altrui –&nbsp;<br>clang, clang: mia moglie è al telaio<br>ciarla, ciarla mentre mio figlio gioca.<br>Batto le mani, incito i petali.&nbsp;<br>Ho le mani sotto al mento, ascolto gli uccelli<br>cantare: chi loderà il mio metodo?<br>Beh, ogni tanto passa di qui un boscaiolo.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Una capanna dal tetto di paglia è la mia dimora<br>scarsità di carrozze e cavalli davanti al cancello:<br>la quiete del bosco convince gli uccelli a nidificare<br>i fiumi sono grossi e ricchi di pesce.&nbsp;<br>Raccolgo frutti selvatici con mio figlio<br>coltivo i campi sul pendio con mia moglie.&nbsp;<br>Cosa possiedo? Un letto colmo di libri.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Stanotte, in sogno, sono tornato nella&nbsp;<br>vecchia casa: mia moglie tesseva al telaio.<br>Teneva la navetta in mano, assorta tra cupi&nbsp;<br>pensieri, come se non sapesse più sollevarla.&nbsp;<br>L’ho chiamata. Si è voltata. Occhi vuoti. Occhi&nbsp;<br>cavi. Non mi ha riconosciuto. Siamo separati<br>da così tanto tempo: i capelli hanno&nbsp;<br>perso il colore di allora.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Laceri cercatori gemono&nbsp;<br>stremati dalla fame e dal freddo:<br>senza lavoro, nostra gioia è la poesia<br>scriviamo consumando la mente.&nbsp;<br>Chi mai leggerà i libri di tali uomini?<br>Risparmiate i lamenti, vi prego:<br>se incidessimo i nostri versi sui biscotti<br>i cani selvaggi non oserebbero rosicchiarli.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Ieri ho visto gli alberi lungo il fiume:<br>soltanto due o tre tronchi sono ancora<br>in piedi, sfregiati da mille asce.&nbsp;<br>Il gelo strappa le foglie gialle<br>la corrente del fiume smuove&nbsp;<br>le radici residue. Ecco il destino<br>che attende ogni essere vivente<br>perché dunque maledire Terra e Cielo?&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/32320052573_ead0d521-493f-45e4-9083-4256edd8ed85-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-108613" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/32320052573_ead0d521-493f-45e4-9083-4256edd8ed85-819x1024.jpg 819w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/32320052573_ead0d521-493f-45e4-9083-4256edd8ed85-240x300.jpg 240w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/32320052573_ead0d521-493f-45e4-9083-4256edd8ed85-768x960.jpg 768w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/32320052573_ead0d521-493f-45e4-9083-4256edd8ed85-600x750.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/09/32320052573_ead0d521-493f-45e4-9083-4256edd8ed85.jpg 864w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p>*</p>



<p>Vuoi un’immagine sulla vita e sulla morte?<br>Sono come l’acqua e il ghiaccio.&nbsp;<br>L’acqua si solidifica in ghiaccio;<br>Il ghiaccio si scioglie in acqua.&nbsp;<br>Chi è morto torna in vita<br>chi nasce morirà.&nbsp;<br>Acqua e ghiaccio sono la stessa cosa:<br>vita e morte sono entrambe un bene.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Gli uomini d’oggi arano una via tra le nubi.<br>Ma la via tra le nubi è scura e senza segni.&nbsp;<br>Le montagne sono alte, ripide, rocciose;<br>nelle valli il sole splende di rado.&nbsp;<br>Cime verdi di fronte, nubi bianche<br>ovunque, da Ovest a Est. Vuoi<br>sapere dov’è il sentiero per le nuvole?<br>Eccolo: nel cuore del Vuoto!</p>



<p>*</p>



<p>È venuto uno a criticare il maestro Montagna&nbsp;<br>Gelida: “Le tue poesie sono insensate!”<br>“Mi attengo a ciò che dicono gi antichi”, dico:<br>“non mi vergogno di essere povero e umile”.<br>Si è messo a ridere e ha risposto<br>“Continui con queste idiozie…”<br>Amico mio, continua a essere ciò&nbsp;<br>che sei, che il denaro sia tutta la tua vita!</p>



<p>*</p>



<p>Sulla Gelida Montagna vive un nudo&nbsp;<br>insetto: corpo bianco, cranio nero.&nbsp;<br>Tra le braccia, due libri:<br>uno è “La Via”, l’altro “Il Potere”.&nbsp;<br>In casa non si cura dei fornelli<br>non ha vestiti per il viaggio.&nbsp;<br>Con sé ha soltanto la spada della Verità<br>per abbattere i ladri del desiderio insensato&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Un giorno sono giunto sulla Gelida Montagna:<br>ho indugiato quassù per trent’anni.&nbsp;<br>Ieri sono andato a trovare parenti e amici:<br>più della metà erano già alle Gialle Sorgenti.&nbsp;<br>La vita svanisce come il balbettio di una lampada<br>scorre come un fiume che non ha posa.&nbsp;<br>Stamattina ho fissato la mia ombra:<br>senza accorgermene, ho pianto.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Mi è capitato di far visita a un illustre maestro<br>che abita tra i monti avvolti dalla nebbia.&nbsp;<br>Mentre mi indicava la via per il ritorno<br>la luna ha gettato la sua luce.&nbsp;</p>



<p>*</p>



<p>Oggi mi sono seduto di fronte alla rupe.&nbsp;<br>Sono rimasto lì a lungo finché la nebbia<br>non si è diradata: un filo d’acqua scorre&nbsp;<br>gelido; per chilometri si elevano le vette.&nbsp;<br>Nuvole bianche – l’immobile luce del mattino;<br>la luna, lampada della notte, mostra il collo.<br>Il corpo è libero da polvere e da prove.<br>Quali affanni potrebbero turbarmi?</p>



<p>*</p>



<p>Sono ebbro ogni giorno<br>ma gli anni passano senza arrestarsi.<br>Quando sarò sepolto nel prato<br>splenderà nera la luna.<br>Quando le ossa e la carne marciranno<br>e lo spirito finirà per svanire<br>anche se avessi mascelle in grado<br>di spezzare il ferro, come potrei<br>intonare le scritture?</p>



<p>*</p>



<p>I saggi mi schivano<br>ma non mi alleo ai folli.<br>Non sono né saggio né folle:<br>che nessuno mi segua.&nbsp;<br>Quando cala la notte<br>isso un canto alla luna;<br>all’alba ballo con le nubi.<br>Come potrei frenare voce e mani<br>restando immobile come un bastone<br>dai grigi capelli scarmigliati?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/hanshan-montagna-fredda-poesia/">Le tue poesie sono insensate! Hanshan, il poeta che fu leggenda</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
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