“La sua cittadella interiore è così inespugnabile che Dio stesso non riuscirebbe più a entrarvi”. Breve discorso sul diavolo (leggendo Fabrice Hadjadj)
“Ci hanno raccontato un altro Kafka”. Viaggio nell’infinito kafkiano: come scardinare l’esegesi limando un verbo
“Le chiedo che il mio libro venga letto e sottoposto alla critica insieme a me da redattori e non da ufficiali del KGB… Scrissi del mio amore per gli esseri umani”. La lettera di Vasilij Grossman a Nikita Chruščëv
La letteratura al tempo del virus. Rubbettino regala Sonia Serazzi, quasi un McCarthy. Io vi dono il pdf de “Il lupo” (ma non avrete facili consolazioni)
“Il lupo” di Giancarlo Sissa, una parabola per questi tempi estremi. (In appendice: la storia di come sono passato dall’essere l’erede di Baricco a un vagabondo del linguaggio)
Federico Italiano è il Fitzcarraldo della poesia nostra: fonde la cultura all’ispirazione selvaggia (e chiacchiera con Auden, Brodskij, Walcott)
“La domanda è sovversiva, il silenzio disturba”: nel deserto, insieme a Edmond Jabès
“Rosa, contraddizione pura”: dai Rosacroce a Rilke, dall’Isola delle Rose alla “Wars of the Roses”, un fiore riassume la storia dell’uomo, le sue ambizioni
Ma chi lo capisce? Roland Barthes su 007 è l’antidoto al cicaleccio sgrammaticato dei social. Dialogo con Paolo Fabbri
“Gatsby, nella sua grandezza, assiste da spettatore al patetico spettacolo del mondo”. Dialogo con la filosofa intorno al capolavoro di Fitzgerald
“Gli scrittori di oggi non mi attraggono, e mi fa soffrire il vuoto storico: Trump, Putin, Erdogan sono solo metastasi della grandezza di Napoleone”. Dialogo con Roberto Pazzi
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