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	<title>Il tesoro della Sierra Madre Archivi - Pangea</title>
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	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
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		<title>“Non c’è nessun mistero. Semplicemente, odio i giornalisti strappalacrime”. Entusiastico elogio di B. Traven</title>
		<link>https://www.pangea.news/b-traven-ritratto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 04:44:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La formula era sempre la stessa. Si presentava un uomo dall’eleganza antiquata, normolineo, spesso con i baffi, decisamente anonimo. Parlava poco, tradiva un accento irlandese, tedesco a tratti, a seconda delle circostanze. Nella destra stringeva una valigetta con il manoscritto; con la sinistra porgeva un biglietto. Su un verso c’era, con firma, l’autorizzazione a trattare [&#8230;]</p>
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<p>La formula era sempre la stessa. Si presentava un uomo dall’eleganza antiquata, normolineo, spesso con i baffi, decisamente anonimo. Parlava poco, tradiva un accento irlandese, tedesco a tratti, a seconda delle circostanze. Nella destra stringeva una valigetta con il manoscritto; con la sinistra porgeva un biglietto. Su un verso c’era, con firma, l’autorizzazione a trattare i diritti dell’autore, e l’indirizzo, vago: “B. Traven, Tamaulipas, Mexico”. Nel recto era ricalcata una frase, poi delegata alla leggenda.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Le persone creative non dovrebbero avere altra biografia che le proprie opere”.&nbsp;</strong></p>
</blockquote>



<p>Come è ovvio, quella frase era uno specchio ustorio, la benedizione di ogni fraintendimento: l’autore, il fantomatico “B. Traven”, superò, per interesse, la propria opera. Orde di giornalisti, curiosi, anatomisti del mistero e delle sue sottane si fiondarono in Messico a stanare B. Traven. Agli editori, come è noto, dello scrittore importa poco – se un enigma fa levitare le vendite, tanto meglio.&nbsp;</p>



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<p><strong>B. Traven nasce alla letteratura il 28 febbraio del 1925, con un racconto pubblicato su “Vorw</strong><strong>ärts”, il quotidiano berlinese del Partito socialdemocratico.</strong>&nbsp;Tra i collaboratori di pregio, anni prima, risaltavano Friedrich Engels e Karl Marx. Sullo stesso giornale, nel 1927, B. Traven pubblica, a puntate,<em>&nbsp;Il ponte nella giungla</em>; due anni dopo&nbsp;<em>La rosa bianca</em>. Entrambi i romanzi sono ambientati in Messico: l’impeto politico – tendenzialmente anarchico – si fonde a panorami esotici, avventure vibranti, una viva attenzione per la cultura dei nativi. C’è del fago – e del sangue. I libri funzionavano. Quando, nel 1933, il funzionario del signor B. Traven si affacciò all’ufficio di Alfred A. Knopf, New York, l’editore non ci pensò troppo a pubblicare i manoscritti che gli venivano offerti. Tra la versione tedesca e quella inglese figuravano notevoli differenze: nessuno avanzò problemi. La pubblicazione de&nbsp;<em>Il tesoro della Sierra Madre</em>, nel 1935,fece di B. Traven un caso internazionale.&nbsp;</p>



<p><strong>Per alcuni, B. Traven era, in verità, Jack London. Lo scrittore americano, instancabile poligrafo assediato da un’insperata fama faina, avrebbe inscenato la morte, nel 1916, per ritirarsi a scrivere in ascetica solitudine, nei recessi messicani.</strong>&nbsp;Secondo altri, quel nome nascondeva Ambrose Bierce, il corrosivo autore del&nbsp;<em>Dizionario del Diavolo</em>, scomparso nel 1914 tra i fumi della rivoluzione messicana, inseguendo Pancho Villa. Ci fu chi lo dichiarò figlio illegittimo di Guglielmo II, l’ultimo Imperatore tedesco. Più sostanza aveva la teoria dell’anarchico tedesco Erich Mühsam: B. Traven, attore, burattinaio e giornalista di talento, era stato con lui, nel 1919, durante i furibondi mesi della Repubblica Sovietica Bavarese; in realtà, si chiamava Ret Marut, scampato dalla condanna a morte seguita alla rovinosa disfatta dell’utopia socialista.&nbsp;<strong>Il Messico, va detto, in quegli anni era l’Eden dei fuggiaschi, dei fedifraghi, dei poeti e degli ubriachi: vi erano passati D.H. Lawrence e Malcolm Lowry; Antonin Artaud si era inerpicato tra i Tarahumara, “la razza degli uomini perduti”, a suggere il liquido sacro che permette di accedere agli altri mondi;</strong>il poeta pugile Arthur Cravan era scomparso a Salina Cruz, Hart Crane si era gettato nel Golfo del Messico; dopo un viaggio in quel lato di mondo Graham Greene aveva scritto il suo romanzo più potente,&nbsp;<em>Il potere e la gloria</em>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="667" height="1024" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/05/57-1-667x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107472" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/05/57-1-667x1024.jpg 667w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/05/57-1-196x300.jpg 196w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/05/57-1-600x920.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/05/57-1.jpg 704w" sizes="(max-width: 667px) 100vw, 667px" /></figure>



<p>Merita, nella lista, pressoché infinita, delle identità presunte, l’ipotesi avanzata da Mario Monti, seduttivo factotum di Longanesi – e suo successore.&nbsp;<strong>Longanesi aveva cominciato a tradurre B. Traven nel 1946, pubblicando tutto. Nel 1954 proprio Mario Monti aveva curato un librone di oltre ottocento pagine che raccoglieva&nbsp;<em>Il meglio di B. Traven.</em></strong><em>&nbsp;</em>Qualche anno prima era entrato in contatto con Esperanza López Mateos, sorella del futuro Presidente del Messico, traduttrice di B. Traven nel mondo spagnolo. Secondo Monti, sarebbe proprio lei – bella, sfuggente, di feroce intelligenza – B. Traven. Quando Esperanza muore, nel settembre del 1951, dopo una vita movimentata – tra l’altro, fu l’amante della guardia del corpo di Trockij – Monti è ragguagliato da un commovente biglietto di tale Hal Croves.&nbsp;</p>



<p><strong>Hal Croves è il faccendiere di B. Traven: è lui, per dire, che incontra John Huston al Bamer Hotel di Mexico City per aggiornarlo sugli ultimi aggiustamenti da apporre alla sceneggiatura de&nbsp;<em>Il tesoro della Sierra Madre</em>.</strong>&nbsp;Il film uscirà nel 1948, il successo, totale, comprende tre Oscar: uno va anche alla sceneggiatura. L’uomo che si presenta davanti a Huston è vistosamente elegante, eccessivamente educato, anonimo. Quando muore, nel 1969, la moglie organizza una conferenza stampa e sbraita a mezzo mondo: Hal Croves, conosciuto anche come Traven Torsvan, gestore di un ristorante ad Acapulco e guida di diverse spedizioni nel Chiapas, che in Germania fu l’anarchico Ret Marut, per la letteratura era lo scrittore B. Traven. Mistero risolto? Macché. Le affermazioni della vedova – che sia lei B. Traven? – trafiggono per numero letale di incongruenze.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="686" height="1024" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/05/il-tesoro-della-sierra-madre-686x1024.jpg" alt="" class="wp-image-107473" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/05/il-tesoro-della-sierra-madre-686x1024.jpg 686w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/05/il-tesoro-della-sierra-madre-201x300.jpg 201w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/05/il-tesoro-della-sierra-madre-600x895.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2026/05/il-tesoro-della-sierra-madre.jpg 724w" sizes="(max-width: 686px) 100vw, 686px" /></figure>



<p><strong>Comunque la rivoltiamo, B. Traven ha vinto: ha vissuto appieno i propri eteronimi, dando a ciascuno un’esistenza autonoma, autentica.</strong> “El triunfo de Traven”, titolava, appunto, nel 2019, <em>Letras Libres</em>, definendo B. Traven “uno dei più grandi scrittori del XX secolo, il George Orwell tedesco, per la combinazione, nei suoi libri, di sapienza letteraria e implicazioni morali, sociali e politiche”. In Italia B. Traven era il diamante di Longanesi: lo chiamavano, simpaticamente, “Bruno”. Fu ripubblicato, nei primi anni del nuovo millennio, da Dalai, i grandi editori lo hanno simpaticamente ignorato; <strong><a href="https://womedizioni.it/catalogo/b-traven-la-rivolta-degli-appesi-ed-parva/">sia lode dunque a WoM Edizioni che meritoriamente, avventurosamente, da qualche anno, va ripubblicando i grandi libri di B. Traven</a></strong> (<em>Rosa Blanca; La rivolta degli appesi; Il tesoro della Sierra Madre; La nave morta</em>). Negli Stati Uniti non l’hanno dimenticato: <a href="https://us.macmillan.com/search?searchType=products&amp;q=B.+Traven">Farrar, Straus and Giroux ne ha ristampato, qualche anno fa, in una collana specifica, tutta l’opera</a>, da <em>The Carreta</em> a <em>The Cotton-Pickers</em>. <em>The Treasure of the Sierra Madre </em>è detto “un modello per l’opera di Roberto Bolaño”. Nella nota biografica lo definiscono </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Il più enigmatico scrittore del secolo scorso. La vita dell’autore, dietro cui si celano, probabilmente, le elusive identità di Hal Croves, Traven Torsvan e Ret Marut, è uno dei misteri letterari più fantomatici di sempre”.&nbsp;</strong></p>
</blockquote>



<p>Lui – chiunque sia – ribadiva,&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Togliete quel dannato ‘misterioso’ dal mio nome. Non c’è nessun mistero. Semplicemente, odio i giornalisti strappalacrime, gli scrittori a soggetto, i recensori che non sanno nulla del libro di cui parlano”.&nbsp;</strong></p>
</blockquote>



<p>Ah, già… i suoi libri… Naturalmente, sono bellissimi.&nbsp;</p>
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