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	<title>fantasmi Archivi - Pangea</title>
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	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
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		<title>Breve chiosa di filologia spettrale – o dell’incontro postumo fra Ennio Flaiano e Philip Roth</title>
		<link>https://www.pangea.news/philip-roth-ennio-flaiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pangea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 04:17:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letterature]]></category>
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<p>Filologia spettrale. Qualche tempo fa, quando si è saputo che Adelphi sarebbe divenuto il nuovo editore italiano di Philip Roth, mi è venuta voglia di tornare ai suoi romanzi in veste Einaudi.&nbsp;<strong>Ho riletto integralmente<em>Operazione Shylock</em>, poi sono passato a&nbsp;<em>Pastorale americana</em>. Entrambe le traduzioni sono di Vincenzo Mantovani e mi paiono ottime; mi chiedo se Adelphi le conserverà o se proporranno delle nuove versioni.</strong>Tuttavia qui non si tratta di traduzioni bensì di&nbsp;<em>fantasmi</em>. Intendo infatti servirmi di un libro di Roth per provare l’esistenza di un fantasma. Vi prego di seguirmi, perché la dimostrazione vuole essere – opere alla mano – inconfutabile.&nbsp;</p>



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<p>Stiamo leggendo&nbsp;<em>Pastorale americana</em>. Siamo al secondo capitolo della prima parte, precisamente a pagina cinquantanove. Il narratore del romanzo, Nathan Zuckerman, è alla riunione degli ex studenti della scuola in cui è cresciuto, in una scena che è anche una parodia di Proust. D’un tratto gli si presenta davanti un compagno che non ricorda, Ira Posner. È “un ometto dall’aria severa con una corta barba bianca, un’orribile cicatrice sotto un occhio e due apparecchi acustici”. Zoppica. Si appoggia a un bastone. Respira con difficoltà. Dice a Zuckerman che suo padre è stato molto importante per lui e gli chiede se sia morto. “Sì” fa Nathan. “E il tuo?” La risposta è: “Il mio non vedeva l’ora di morire. L’insuccesso gli ha dato alla testa.” E qui mi sono fermato, riconoscendo una celebre battuta di Ennio Flaiano.&nbsp;</p>



<p><strong>Pare infatti che dopo il fallimento della commedia&nbsp;<em>Un marziano a Roma</em>&nbsp;Flaiano abbia dichiarato: “L’insuccesso mi ha dato alla testa.”</strong>&nbsp;In realtà molti attribuiscono la frase a Mino Maccari, amico di Flaiano, che gli avrebbe detto: “L’insuccesso&nbsp;<em>ti</em>&nbsp;ha dato alla testa.” L’attribuzione della boutade è comunque incerta.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="672" height="1024" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2025/03/s-l1200-2-672x1024.jpg" alt="" class="wp-image-102947" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2025/03/s-l1200-2-672x1024.jpg 672w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2025/03/s-l1200-2-197x300.jpg 197w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2025/03/s-l1200-2-600x914.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2025/03/s-l1200-2.jpg 709w" sizes="(max-width: 672px) 100vw, 672px" /></figure>



<p>Fin qui non c’è niente di trascendentale. Dubito che Roth avesse letto Flaiano, quindi sono andato a cercare il testo in originale. La frase esatta di Roth è: “Failure went to his head in a really big way.” Mantovani la traduce così: “L’insuccesso gli ha dato alla testa”, forse (mi dissi in un primo momento) pensando proprio a Ennio Flaiano.&nbsp;</p>



<p>Andiamo avanti. Voltiamo pagina. Ira Posner chiede a Nathan Zuckerman da quanto tempo sia morto suo padre. La risposta è: “Nel 1969. Da ventisei anni. Molto tempo.” E Ira Posner ribatte: “Per chi? Per lui? Non credo. Per i defunti, è una goccia nel mare.”&nbsp;</p>



<p>E qui cogliamo il fantasma in fragrante. O è lui a volersi rivelare, può darsi. Perché bisogna fare caso ai numeri. Il padre di Nathan Zuckerman è morto da ventisei anni.&nbsp;<em>American Pastoral</em>&nbsp;viene pubblicato nel 1997, mentre la traduzione italiana,&nbsp;<em>Pastorale americana</em>, esce l’anno successivo, nel 1998. E quindi?, direte voi.&nbsp;</p>



<p>E quindi Ennio Flaiano è morto nel 1972, esattamente ventisei anni prima della pubblicazione della versione italiana di&nbsp;<em>Pastorale americana</em>, nel 1998.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="650" height="1000" src="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2025/03/8196UjwIT4L._AC_UF10001000_QL80_.jpg" alt="" class="wp-image-102948" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2025/03/8196UjwIT4L._AC_UF10001000_QL80_.jpg 650w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2025/03/8196UjwIT4L._AC_UF10001000_QL80_-195x300.jpg 195w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2025/03/8196UjwIT4L._AC_UF10001000_QL80_-600x923.jpg 600w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></figure>



<p><strong>Forse Flaiano mi ha dato alla testa. Forse no. Per i morti ventisei anni sono una goccia nel mare, dice Ira Posner dopo aver citato inconsapevolmente Flaiano (“L’insuccesso gli ha dato alla testa”), a ventisei anni esatti dalla sua morte.&nbsp;</strong>Ora – nel 2025 – Flaiano è morto da cinquantatré anni e le gocce nel mare sono dunque due. Poco tempo, molto tempo: dipende dai punti di vista. Presto Ennio Flaiano e Philip Roth convivranno nello stesso catalogo. I fantasmi si divertiranno.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong><em>Edoardo Pisani</em></strong></p>
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