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	<title>Elisa Giobbi Archivi - Pangea</title>
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	<description>Rivista avventuriera di cultura&#38;idee</description>
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		<title>“Sono possessiva, egocentrica, anarchica e non parlatemi di ‘quote rosa’”: Gianluca Barbera dialoga con Elisa Giobbi</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 10:58:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Elisa Giobbi è una donna spigolosa e sfaccettata, rockettara ma non solo (ama anche la musica classica), autrice di romanzi ma anche di saggi e biografie musicali. Un passato di editore alle spalle, appassionata di politica, non nasconde di trovarsi meglio con persone dell’altro sesso e di detestare quasi tutto ciò che solitamente piace alle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Elisa Giobbi è una donna spigolosa e sfaccettata, rockettara ma non solo (ama anche la musica classica), autrice di romanzi ma anche di saggi e biografie musicali.</strong> Un passato di editore alle spalle, appassionata di politica, non nasconde di trovarsi meglio con persone dell’altro sesso e di detestare quasi tutto ciò che solitamente piace alle donne. Un po’ anarchica e un po’ borghese, come molti di noi, dopotutto. Un concentrato di contraddizioni. E di fascino. L’abbiamo intervistata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class=" wp-image-64093 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2018/11/la-rete-214x300.jpg" alt="Elisa Giobbi" width="149" height="209" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/11/la-rete-214x300.jpg 214w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/11/la-rete-768x1076.jpg 768w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/11/la-rete-731x1024.jpg 731w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/11/la-rete-600x841.jpg 600w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/11/la-rete.jpg 1000w" sizes="(max-width: 149px) 100vw, 149px" />Cara Elisa, quest’anno sei uscita con due libri. Un bell’impegno, soprattutto per quanto riguarda la promozione. Cominciamo dal romanzo. <em>La rete</em> (Stampa alternativa) racconta di due amiche che crescono insieme condividendo tutto malgrado le profonde differenze, ma poi accade qualcosa&#8230; Puoi raccontarcelo, ovviamente senza svelare troppo? E che cos’è ‘la rete’ del titolo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La rete</em> è la storia di Emma e Nico, due ragazze fiorentine legate da una profonda amicizia, da una relazione urgente e viscerale. Nico è un personaggio affascinante ma borderline, votato alla distruzione, e la rete è quella che tende ai suoi numerosi ammiratori ma anche quella in cui uno di loro farà a sua volta cadere lei. <strong>La rete è anche quella vischiosa delle dipendenze e lo stesso web</strong>, in cui si consuma la vicenda cruciale del romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che forme assume il potere che le donne esercitano sugli uomini? Quali invece quello che gli uomini esercitano sulle donne? I ruoli possono invertirsi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo che possono invertirsi. Eppure, se ci pensiamo, capita più spesso che siano gli uomini a perdere la testa per le donne piuttosto che il contrario. Alcuni sono disposti a tutto, finiscono per rovinarsi, addirittura per uccidere, incapaci di accettare il fatto di essere lasciati. I motivi sono evidentemente di natura culturale e sessuale. <strong>Basti pensare al fenomeno del cosiddetto femminicidio</strong><strong>,</strong><strong> ma anche ai tanti esempi di uomini potenti che hanno visto la loro immagine pubblica devastata da passioni inconfessabili e da condotte poco edificanti. Soldi e potere ti permettono di possedere un’infinità di donne, di usarle.</strong> Eppure il rispetto non si può comprare… Il caso Weinstein è emblematico. Però non dimentichiamo che noi donne abbiamo la libertà di dire sì o no: non condivido il vittimismo di certune, soprattutto se retroattivo: prendiamoci, tutti e tutte, la responsabilità delle nostre azioni: l’immagine dell’agnellino inerme nelle fauci del lupo, oltre che falsata, mi pare svilente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fino a che punto si può spingere l’amicizia tra donne? E in cosa differisce da quella tra uomini?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non farei differenze di genere. <strong>Per esempio ne <em>La rete</em> quella che lega le due protagoniste è una relazione che esce dai confini dell’amicizia e diventa altro: un’attrazione urgente, in definitiva un grande amore. </strong>Il fatto che siano due donne è forse secondario, accidentale a livello sentimentale, sebbene sia una scelta precisa a livello narrativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pur essendo una veterana della scrittura, con all’attivo diversi saggi (tutti di argomento musicale), questo è il tuo primo romanzo. Da dove nasce l’idea e come hai proceduto? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho impiegato pochi mesi a scrivere <em>La rete</em>, è stato un processo relativamente fluido e spontaneo: c’è moltissimo di me dentro. Non avevo una scaletta precisa, bensì un canovaccio piuttosto vago, poi andando avanti nella narrazione la storia e i personaggi mi hanno preso per mano e indicato la direzione. È stata una specie di epifania, <em>qualcosa </em>mi è venuto a cercare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A causa dei fatti di cronaca si parla molto di femminicidio, stupri, molestie. Come vedi il rapporto tra i sessi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Credo che l’unica differenza rispetto al passato sia che ora di certi fatti si parla molto di più mentre prima erano taciuti o tollerati, come avviene tuttora in svariate parti del mondo. <strong>Ma non colpevolizzerei gli uomini in generale, anzi. Mi piace ragionare in termini di responsabilità individuali, non per categorie. </strong>Quando sento parlare di ‘quote rosa’, per esempio, mi viene da sorridere. Mi auguro che in futuro si riesca a vivere i propri sentimenti e la propria sessualità liberamente, senza eccessivi condizionamenti culturali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img decoding="async" class=" wp-image-64094 alignleft" src="http://www.pangea.news/wp-content/uploads/2018/11/eterni-198x300.jpg" alt="Elisa Giobbi" width="131" height="198" srcset="https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/11/eterni-198x300.jpg 198w, https://www.pangea.news/pan/wp-content/uploads/2018/11/eterni.jpg 500w" sizes="(max-width: 131px) 100vw, 131px" />Veniamo all’altro libro, <em>Eterni. Vite brevi e romantiche di grandi compositori</em> (Vololibero). </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In esso racconti di Purcell, Pergolesi, Mozart, Schubert, Bellini, Mendelssohn, Chopin, Bizet e Gershwin: tutti geni della musica morti prima dei quarant&#8217;anni. Che cosa ci rivelano le loro vite?<br />
</strong>Una cosa che li accomuna tutti è la fiamma che li brucia, tanto intensa da consumarsi rapidamente. <strong>La passione che ha mosso questi grandi compositori è stata così assoluta da consentire loro di superare difficoltà e malattie.</strong><em> Eterni</em> si chiude con un post scriptum di alcune pagine su Michel Petrucciani, che incarna tutto questo in maniera eclatante. Sono esempi altissimi; mi farebbe piacere che questo libro fosse letto anche dai ragazzi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le cinque composizioni musicali che prediligi? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ti dico le prime che mi vengono in mente. <strong><em>Cara</em> di Lucio Dalla, una delle più belle canzoni d’amore di ogni tempo. <em>Life on Mars </em>di David Bowie. <em>Notturno in MI minore</em> di Chopin, pubblicato postumo e scritto durante la travolgente storia d’amore con George Sand.</strong> <em>Gracias a la vida</em> della suicida Violeta Parra, la canzone che vorrei al mio funerale. <em>While my guitar gently weeps</em> dei Beatles, semplicemente un capolavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che tipo di donna sei, come ti vedi? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono una donna complicata, impegnativa, poco accomodante. <strong>Possessiva ed egocentrica, secondo alcuni. Anarchica, secondo altri. Fedele quasi soltanto a me stessa e alle mie idee, alla mia etica/estetica</strong><strong>,</strong><strong> dico io.</strong> Non riconosco come valori cose come la modestia, l’obbedienza, la sincerità a tutti i costi, la moderazione, l’austerità, il decoro, la rassegnazione, lo stare nei ranghi&#8230; Mi inchino soltanto davanti alla bellezza. Ho da sempre uno spiccato ‘lato maschile’: detesto lo shopping, non indosso gioielli, non amo le smancerie e mi trovo perfettamente a mio agio con i miei amici maschi. Penso di aver progressivamente nascosto il mio lato romantico fino a soffocarlo, ma esso riemerge con prepotenza nella scrittura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è qualcosa della tua giovinezza che rimpiangi di avere fatto e qualcosa che invece vorresti avere fatto e non hai avuto il coraggio o l’opportunità di fare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho fatto innumerevoli errori – alcuni sono anche registrati tra le pagine de <em>La rete</em> – <strong>ho perso in maniera sospetta buone occasioni professionali e curato poco la mia carriera pensando più al qui e ora, per anni ho lasciato il mondo dell’editoria per i figli.</strong> Non mi sono mai impegnata in niente. Eppure non ho rimpianti. Come dice Fabrizio De André: “Quel che ho è quel che non mi manca”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei salutista o dissipata? O nessuna delle due cose?<br />
</strong>Provo orrore per gli effetti di alcol e droghe pesanti: <strong>ho rispetto del mio cervello e detesto l’idea di perdere il controllo.</strong> Ma anche i salutisti mi mettono tristezza: non mi imporrei mai una dieta. La morte ci deve trovare vivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pensi mai alla morte? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, la morte ha iniziato a spaventarmi quando ero poco più che una bambina e non smette di farlo. <strong>Non riesco a conciliarmi con la natura finita delle cose</strong> e credo che scrivere sia forse un modo per esorcizzarla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torniamo ai libri. Quali sono i tuoi autori di riferimento? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho da sempre un’inclinazione per le scrittrici: Natalie Ginzburg, Simone De Beauvoir, Isabel Allende, Elena Ferrante, Annie Ernaux, Donna Tartt&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come vorresti essere ricordata? Quale epitaffio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Donna libera, amò la vita, riamata.</p>
<p><strong><em>Gianluca Barbera</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pangea.news/sono-possessiva-egocentrica-anarchica-e-non-parlatemi-di-quote-rosa-gianluca-barbera-dialoga-con-elisa-giobbi/">“Sono possessiva, egocentrica, anarchica e non parlatemi di ‘quote rosa’”: Gianluca Barbera dialoga con Elisa Giobbi</a> proviene da <a href="https://www.pangea.news">Pangea</a>.</p>
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