Dove l’eleganza non è frigida come in Giappone. Il Veneto di Goffredo Parise
Siamo pagliacci e troviamo la grazia nel più cupo dei naufragi: per i primi 20 anni di “Graphie” (ovvero, sulla inattuale necessità delle riviste)
Siamo locuste che mordono i calcagni del vento e fanno lo scalpo all’arcangelo. Contro la religione come bonifica sociale e pia custodia delle impellicciate convinzioni dei fedeli
Inabissanti nell’incomprensione, dobbiamo disimparare a camminare eretti e sacrificarci per il primo che passa – d’altronde, si ama sempre dispari, spauriti
Si è guerrieri in questo, nella sfrontatezza di lasciare tutto, lasciando che sia un altro a scartavetrarci il viso, a rifarci da zero
Con 300 euro ti sposi nella casa di vacanza del Duce. Il paradosso di Villa Mussolini, ovvero: in Italia il Fascismo è ancora tabù. Un professore scrive a Corrado Augias: “Pensi ad una ipotetica villa Hitler a Monaco adibita a matrimoni… ce ne sarebbe per far dimettere la Merkel”
“Talvolta inseguo solo il desiderio di lasciare tutto in ordine, ma i fogli hanno la stessa sveltezza dei pesci…”: una lettera inedita di Alessandro Spina, lo scrittore più grande (lo dice Cristina Campo)
La Chiesa è il McDonald’s del sacro: omelie veloci & banali come hamburger per rincretinire le masse (e i preti esultano). Per fortuna c’è Ceronetti e Gesù il rinnegato che ci morde la faccia
Il vero modo di rispettare la Legge è essere dei fuori legge: come Franz Kafka spiega il Vangelo e perché è preferibile chiamare Dio “Padre delle luci”
Tutta una questione di cibo… ma è troppo facile credere con la pancia piena. Bisogna ridurre l’intestino a un serpente e affilare i denti per mangiare Dio
Le masse vogliono riempirsi lo stomaco e avere un re a cui obbedire ciecamente. Ma Gesù – che rompe i rapporti con il potere e con il denaro – preferisce la via della montagna, che angusta tenerezza
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