I leccapiedi della Ferrante. Piccolo discorso sull’ipocrisia degli scrittori odierni
“A me piacciono le opere anomale, cadute nell’oblio, sparite”. Dialogo con Giovanni Pacchiano
Mail casualmente smarrite, reticenze, timori, convenienze. Ecco perché non credo più nella critica militante in Italia
“Nel caricatore c’era una sola pallottola. Non ci fu un amico abbastanza premuroso da toglierla”. Vladimir Majakovskij secondo Viktor Sklovskij
“Scrivo contro i libri sfrontatamente consumistici, i libri inventati dall’industria, insomma le monete false”. Sulla salutare ferocia di Giovanni Raboni
«Fare l’insegnante è l’incarico supremo». La lezione del maestro George Steiner. Un ricordo di Danilo Breschi
“Malinconia dolce immaginare l’altra vita, quella che avrebbe potuto essere la nostra, e non fu”: in memoria di Vittorio Lugli. Non sapete chi è? Leggete qui!
“Scrivere allora è la speranza di un folle di Dio, è stare nel pianto inconsolabile di Rachele”. Il romanzo di un critico: Andrea Caterini
Il “Canone Caterini”: da Virginia Woolf a Malcolm Lowry, da Oreste Del Buono a Franco Cordelli e Gombrowicz, una raccolta di ritratti del pugile della critica
“Le stroncature servono al lettore. E divertono. La rissa piace”. Giorgio Manganelli sul “genere” più dileggiato del giornalismo
“Amo i poeti che fanno richieste impossibili e contraddittorie a se stessi e al lettore”: la lezione inedita di Harold Bloom su Whitman, Stevens, Ashbery
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