Che fine hanno fatto i librai? Un vero libraio deve consigliare l’inconsigliabile. Passeggiata in libreria con Robert Walser
“Tutto ciò che possediamo o produciamo, tutto ciò che si sovrappone al nostro essere o da esso precede, ci snatura e ci soffoca”. Sul delirio del progresso e del “meglio”: Emil Cioran
Cosa ne è di Adelphi? Piccola preghiera di un lettore affezionato: tornate a essere ciò che eravate, pubblicate meno scienziati e giornalisti e più Cvetaeva
“Il mondo non è mai stato così vivo come oggi che una certa razza di bipedi ha smesso di frequentarlo”. Ho deciso: passo le ferie con Guido Morselli
“E tutto il peso esterno precipitò, nel buio del cuore”. Vagare per i boschi insieme a Rilke e a Salvatore Satta
“Lo stato è una creazione ineluttabilmente condannata al fallimento… siamo nulla e null’altro meritiamo che il caos”. Ecco come si vince un premio: Thomas Bernhard
Non sopporto la pagliacciata delle “videochiamate”: ho buttato via lo smartphone, leggo, mi fa compagnia Marina Cvetaeva. Torniamo a scriverci lettere!
Nel Salone del Libro on line c’è tutto, tranne i libri, ormai inessenziali. Beh, io torno a leggere Landolfi, mi insegna che “l’impossibile è poi sempre possibile”
“Ma era una calma orribile…”. Tempi surreali quelli che stiamo vivendo. Nel cassonetto, tra i cartoni della pizza, edizioni memorabili di Steinbeck e Sartre. Le ho raccolte: parlano di noi…
In attesa di tornare nei ristoranti divisi e con le mascherine, rileggiamo “I mangia a poco” di Bernhard, un libro necessario
“Il nemico, il nemico dentro me stesso, non si poteva certo debellare in maniera così facile e a buon mercato”. Hermann Hesse tra insofferenza e illuminazione. Esegesi de “La cura”
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