La civiltà dell’Ospizio e dell’omologazione. Zitti tutti, parla Limonov
“Trattandosi di italiani, non ci si possono aspettare esiti veloci in materie come l’onore nazionale e la morale”. Per Piero Buscaroli, ultimo intellettuale italiano non conforme
“Guerra e malattia sembrano essere la condizione in cui si muove l’umanità”. Céline letto da Vittorio Sgarbi. Un’intervista
“La libertà d’espressione non si lottizza. Trovo la letteratura antisemita noiosa, ripetitiva, spesso idiota, ma i famigerati pamphlet di Céline vanno pubblicati”. Una intervista ad Alain de Benoist
“Arrestate il collaborazionista Céline!”. Louis-Ferdinand nei documenti della Questura di Parigi, 1928-1945
“Che piaccia o no, l’uomo bianco è morto a Stalingrado”. Céline, il profeta “lucido senza luce”. Un ricordo di Pierre Duverger
Lavatevi le mani! Céline all’epoca del Coronavirus. Ovvero: le intuizioni del Dottor Semmelweis e Kurt Vonnegut che difese il “simpatizzante nazi”
“Porco di un vento! ne ho piena la testa!… pieno lo stomaco… Brrroum!… risento… avverto… vibro delle ossa, qua nel mio letto…”. La “pantomima” di Louis-Ferdinand Céline
“Io sono il patriota assoluto, il perseguitato. Se Hitler avesse vinto sarebbero stati tutti felici. Tranne me”. Una lettera di Louis-Ferdinand Céline
“Invece di respingere le orde tedesche nel ’39 siete fuggiti, folli di cacarella, fino ai Pirenei…”: Céline risponde coi pugni verbali a Roger Vailland, che voleva scannarlo
“Leggere Céline rende elettrici: è la certezza di non potermi mai credere geniale”. Una lettura di Antoine Jaquier
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