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Conoscere Simone Weil partendo dalle Stelle

LES ASTRES

Astres en feu peuplant la nuit les cieux lointains,
Astres muets tournant sans voir toujours glacés,
Vous arrachez hors de nos coeurs les jours d’hier,
Vous nous jetez aux lendemains sans notre aveu,
Et nous pleurons et tous nos cris vers vous sont vains.
Puisqu’il le faut, nous vous suivrons, les bras liés,
Les yeux tournés vers votre éclat pur mais amer.
A votre aspect toute douleur importe peu.
Nous nous taisons, nous chancelons sur nos chemins.
Il est là dans le coeur soudain, leur feu divin.

 

LE STELLE

Stelle ardenti popolano i cieli lontani di notte,
Mute stelle che senza vedere girate congelate,
Voi strappate dai nostri cuori i giorni passati,
Voi ci scagliate nel domani senza il nostro permesso,
E noi piangiamo e tutte le nostre grida a voi son vane.
Siccome è necessario, vi seguiremo, a braccia legate,
Gli occhi rivolti al vostro bagliore puro ma amaro.
Al vostro volto ogni dolore non importa.
Siamo silenziosi, inciampiamo sui nostri sentieri.
È lì, nel cuore all’improvviso, il loro fuoco divino.

È nei versi di “Le stelle” che scopro la poesia in Simone Weil. Si nasce dunque poeti, non c’è dubbio; per poi diventare scrittori, filosofi, bambini esterrefatti dal rischio della bellezza.

Del resto, la poesia ci avvicina al cosmo, all’incanto del momento; a quegli astri che popolano il nostro cielo e i cieli dell’universo: Sole, Luna, stelle, pianeti, comete… E Simone Weil li canta; ha cantato quella parte d’infinito che ci appartiene quasi ‒ se non ‒ quanto il nostro cuore.

Ho preferito tradurre Astres con la parola Stelle, perché corrisponde di più al battito del nostro respiro.

Così Weil ci parla di stelle luccicanti, intense di luce e di calore, che popolano la notte; racconta di cieche silenziose stelle che vorticano nel ghiaccio di luce. Sono proprio loro a farci dimenticare qualche volta il nostro passato; sono proprio loro a determinare il nostro destino, scagliandoci nella mischia del futuro. Se noi piangiamo, a loro non importa. Eppure, le seguiremo ovunque, perché necessario agli occhi come al cuore il loro perfetto bagliore stracolmo di nostalgia.

No, alle stelle non importa la nostra sofferenza: noi, esseri silenziosi che arranchiamo per strada. Desiderano soltanto ciò che ci fa desiderare. Provano la mancanza di stare in quel battito che è la loro, la nostra essenza divina.

Giorgio Anelli

 

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