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“Nessuno lo vide sbarcare nella notte unanime…”. Trova l’autore (e vinci un libro)

L’estate è fatta anche per giocare. È un gioco quello che vi propongo. Un piccolo esperimento. Anzi, due. Piccoli ma significativi, non da ultimo sul piano letterario.

Il primo: leggete attentamente il brano qui sotto e poi ditemi se riconoscete l’autore.

“Nessuno lo vide sbarcare nella notte, nessuno vide la canoa di bambù immergersi nel fango, ma pochi giorni dopo nessuno ignorava che l’uomo veniva dal sud e che la sua patria era uno di quegli infiniti villaggi che si trovano a monte del fiume, sul versante della montagna dove la lingua zend non è contaminata dal greco e dove è rara la lebbra”.

No, eh?

Proviamo così, aggiungendo l’inezia – si fa per dire – di quattro aggettivi (che inserirò in maiuscolo) nei punti giusti.

“Nessuno lo vide sbarcare nella notte UNANIME, nessuno vide la canoa di bambù immergersi nel fango SACRO, ma pochi giorni dopo nessuno ignorava che l’uomo TACITURNO veniva dal sud e che la sua patria era uno di quegli infiniti villaggi che si trovano a monte del fiume, sul versante VIOLENTO della montagna, dove la lingua zend non è contaminata dal greco e dove è rara la lebbra”.

Ora forse sì che lo riconoscete. Possibile che bastino quattro piccoli aggettivi (più una virgola) per connotare così inequivocabilmente un autore? È possibile, come vedete.

Veniamo al secondo quesito, un po’ più difficile.

“Quel pazzo era riuscito a contagiarmi con il suo entusiasmo. Era capace di convincere chiunque del fatto che avrebbe avuto successo. Bisognava vederlo chiuso in quel capannone, morto di caldo, con un grembiale di finta pelle, a fumare senza sosta e parlare da solo. Lavorava a certe soluzioni di gomma benzoica, aumentando l’autoclave a centoventi gradi, manovrava quelle apparecchiature tutte allo stesso tempo e quel posto sembrava la sala macchine di un bastimento a vapore. Non pensava ad altro. Se l’impresa avesse preso a marciare diceva che mi avrebbe pagato un viaggio in Spagna, e ho finito per volergli bene come a un figlio. Un giorno gli era scoppiato un tubo dell’ossigeno, per poco non finiva bruciato vivo. Ricordo che era comparso nella cucina di casa mia, la faccia annerita, le sopracciglia bruciacchiate, abbattuto e avvilito. Lo avevano già mandato via da due o tre posti, per quelle esplosioni. ‘Non si preoccupi’ gli ho detto. ‘Vada avanti, non si arrenda anche a costo di bruciare tutta la casa’. Allora lui si era messo a piangere e mi aveva abbracciato, grato per la mia fiducia. Si era abituato a venire qui e a salutarmi prima di andarsene, e mi parlava di tutto quello che avrebbe fatto con i soldi che sperava di guadagnare. Aveva un sacco di idee. L’ultima volta che l’ho visto mi ha detto: ‘Mi manca solo un dettaglio’. Un dettaglio, vi rendete conto? Sarebbe morto con questa convinzione. Ora, se quell’invenzione fosse azzeccata, nessuno può più dirlo. Si è portato il segreto nella tomba, aveva creato tutto da solo. ‘Mi manca solo un dettaglio’ diceva, e chissà qual era”.

Lo vedete, che personalità spiccata e fanciullesca? Come non lasciarsene affascinare? Si tratta di un famoso scrittore-inventore, non aggiungo altro. Di chi stiamo parlando?

Al primo che indovina spedirò in regalo una copia del mio nuovo romanzo Mediterraneo e una copia di uno tra i miei precedenti a scelta. Buttatevi!

Gianluca Barbera

*Vince chi risponde per primo sulla pagina Facebook di Pangea o alla mail info@pangea.news

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