“Uscivo con una donna del PD, finché non ha scoperto una fotografia scattata in zona Predappio…”. Mai mescolare il sesso con la politica

Posted on Luglio 14, 2018, 9:48 am
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Non sono ferratissimo in matematica e non sono bravissimo a fare di conto ma ci provo. Gli italiani che a inizio marzo sono andati a votare sono stati poco meno di 34 milioni. Di questi, circa il 19% ha votato PD. In maniera spannometrica quindi circa 7 milioni di italiani, più o meno, hanno dato la propria preferenza a “Renzi&Martina” e compagnia bella (ciao).

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Il Sole 24 Ore, in maniera acuta, ha realizzato un curioso grafico sull’età e sul genere dei votanti del PD: mentre per quest’ultima voce maschi e femmine sono al 50%, interessante è la prima indagine: la maggior parte degli elettori ha più di 50 anni. Visto che le ragazze e le donne PD cercano un compagno che la pensi politicamente come loro e che quasi tutte sono impegnate, si apre un mistero: le single rosse sono poco acute e poco informate. Credono ancora che il popolo rosso sia numeroso e hanno la pretesa di riuscire a portare nel pollaio i galli da combattimento. Eppure, numeri alla mano, sono una razza in via di estinzione.

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Mi riallaccio allo straordinario flusso di parole dell’ottimo Matteo Fais e alle risposte “piccate” che ha ricevuto sulla pagina Facebook di Pangea per chiarire un concetto abbastanza basico: si può arrivare a giacere nel letto ben prima di parlare di politica. Il trucco è semplice, anche perché le donne PD sono piuttosto ingenue e ci cascano facilmente per poi mandarti a fare in c**o quando scoprono che sul telefonino hai qualche foto scattata in zona Predappio. “Tu? Che schifo. Non ti vergogni?” è stata la sua risposta, non prima di essere andata in bagno a lavarsi la figa ripetutamente. “Mi hai ingannata!”. “No guarda, tu non mi ha chiesto nulla e io non ti ho detto niente”. Mi ha mandato a cagare.

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Scoparsi le fighe di sinistra dà una certa soddisfazione, è come andare a Londra a vedere la statua di Karl Marx e avere nel portafoglio il calendario mignon del Duce…

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L’inganno inconsapevole è la prima regola, facilissima da mettere in campo. Per loro una persona che va a teatro, ascolta De André e Guccini e legge di poesia è di sinistra. Per loro un bicchiere di Sangiovese significa che voti PD. Per loro se vai al cinema a vedere i film d’essai sei rosso. L’ignoranza regnante, rimarcata anche da Matteo Fais, porta a sentirsi addosso domande che suonano più o meno così: “Ma non sarai mica di destra, insomma salviniano?”, come se la destra fosse solo Salvini. Errore madornale. Scatta in loro la necessità di redimerti, e ti attaccano i pipponi su Togliatti, sul potere del popolo, sulla lotta di classe, sulla storia del giornale “L’Unità”, su Berlinguer, eccetera. Ascolti con un sorriso ebete, pensando che le gambe non te le aprirà mai più (“Piuttosto me la faccio cucire” ha aggiunto con gli occhi innervati di delusione e lacrime) ma con quella soddisfazione maschile di aver raggiunto l’obiettivo.

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“Ti pensavo diverso” le sue ultime parole. Poi sono uscito di casa, le ho augurato buona vita e sono andato via. Le sue amiche non hanno saputo nulla: troppo alta l’onta, pena la “svergognata” pubblica e il calo dei consensi. Poi però ritornano. Per solitudine o per quell’innato senso “infermieristico” per cui tu sei “malato” e vai curato. Ci scappa un secondo giro ma non completo. A metà si ritira. Le sua amiche non sanno nulla. O meglio, sanno che non ci vediamo più. Mi salutano. Non sanno la verità. Ed io non glielo dico. Metti caso…

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L’uomo di destra è fatto come quello di sinistra. Ha tutto al posto giusto. Il vantaggio è che è igienico, cioè si lava. La donna di sinistra – eccezion fatta per le MILFighe che dicono di votare PD ma che hanno atteggiamenti e abitudini di vita non allineate – non sono curate come quelle di destra. Credono ancora che la passera hirsute sia un valore, così come i peli sotto le ascelle. In bosco si va a tagliare la legna o si va per funghi. Quindi: un minimo di attenzione anche lì sotto. I peli sulla lingua o che si infilano tra i denti non sono piacevoli.

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Poi però se le porti a cena in un ristorante stellato Michelin, eccome se accettano. Comunista sì, ma radical chic. Lusso e quadri d’autore, foto firmate, mobili di design. In confronto casa mia sembra una vecchia sede del PCI.

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Rispondo a Matteo: le donne di destra esistono. E scopano anche con chi non fa il paracadutista o non si chiama Silvio Berlusconi. Poi è vero che al buio tutti i gatti sono grigi, però nel naso senti un profumo buono, di pulito, e non sudore o scarsa igiene: tra la ricotta salata e il filetto di platessa, io non ho dubbi.

Alessandro Carli