“Undone” è una serie profonda e introspettiva che ci fa fare i conti con le nostre debolezze: abbiamo bisogno che ci sia qualcosa di più, sempre

Posted on Ottobre 24, 2019, 10:16 am
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Che cos’è una persona, se non i propri ricordi. Un altro Dna che caratterizza e struttura ognuno di noi. Una persona è in gran parte quello che gli succede nell’arco della vita, materiale che viene stipato nel serbatoio della memoria. Ora immaginate che tutti i ricordi che avete all’improvviso si mischino come le carte di un mazzo lanciato per aria: i luoghi scoloriscono, si sovrappongono i volti e i nomi si spaiano, gli affetti sbiadiscono.

Undone è una nuova produzione di Kate Purdy e Raphael Bob-Waksberg, tra i creatori della serie animata Bojack Horseman. Qui però i toni ironici e i colori sgargianti della celebre serie lasciano il posto a un’atmosfera piuttosto cupa, onirica, resa estremamente efficace dall’utilizzo del rotoscopio in cui le scene girate con la telecamera vengono ricalcate dal disegno.

Alma, la protagonista, ci ricorda almeno un po’ il personaggio di Diane Nguyen, a tratti cinica e non troppo adatta alla vita di tutti i giorni: Mi sveglio tutte le mattine nello stesso letto, con la stessa persona. Mi faccio la doccia, mi lavo i denti, mi vesto, faccio sempre la stessa colazione e percorro la stessa strada per andare a lavoro. Ho ventotto anni e vivo nel terrore costante che sia tutto qui. A causa di un incidente la giovane si trova a vivere più realtà contemporaneamente. In particolare, è in grado di relazionarsi ancora con il padre, deceduto in un misterioso incidente vent’anni prima. Con quanta più forza Alma cerca di fare luce su questo mistero, più la distanza con chi le sta attorno si fa vertiginosa. I rapporti con i familiari e il fidanzato si incrinano. Così, a mano a mano che sprofondiamo in questa indagine che scompiglia la realtà, la protagonista impara a capire meglio cosa vuole dagli altri e da sé stessa, dandoci l’occasione di riflettere su temi delicati ma essenziali, dalle relazioni familiari e affettive all’assenza, il lutto. Ci fa fare i conti però con qualcosa di ancora più profondo che riguarda le nostre debolezze: come esseri umani abbiamo bisogno che ci sia qualcosa di più, sempre. Guardando Undone, su Amazon Prime Video, si ha l’impressione di vedere dentro la mente umana vividamente, come in un sogno a occhi aperti, un’allucinazione che lascia il segno.

Alessandro Paglialunga