“Turista per sempre”, la metafora della vita in Italia. Dove Lotterie Nazionali – che fa girare una barca di soldi – è solo una Srl e io non vincerò mai il becco di un quattrino

Posted on gennaio 24, 2018, 1:39 pm
5 mins

La rassegna stampa al bar. Gli unici centri per l’impiego che funzionano in Italia sono quelli delle segreterie di partito e le notizie di questi giorni sui seggi sicuri per la Boschi e Casini – che almeno è simpatico – lo confermano. Per il resto, sulle stesse pagine, leggiamo che anche le forze dell’ordine sono in balia delle baby gang, che negli ospedali, le medicine, nonostante le tasse altissime, dobbiamo portarcele da casa, che non abbiamo uno straccio di università nelle prime cento al mondo, che internet va a carbonella e che al vertice sul turismo a Venezia tra Italia e Cina (l’economia più importante del pianeta e la popolazione con il maggior flusso turistico della storia), nessuna nostra autorità di rilievo – sì, lo so, che non ne abbiamo, ma dovevamo fare finta! – ha avuto il tempo di incontrare il numero due del Congresso cinese. “Sai qual è il miglior PIR oggi sul mercato?” sussurra il direttore della banca al mio fianco, masticando la brioche a bocca aperta. “Come scusa?” rispondo io, con lo sguardo incerto. “Intendo un Piano individuale di risparmio”, dice lui, che poi continua, “Prendi un ‘Turista per sempre’. Cinque euro d’investimento per un milione e 520 mila probabilità di guadagnare oltre i diecimila euro. Di meglio, sul mercato bancario italiano, non c’è, credimi”. Be’, lo sapete come funziona il “Turista per sempre”, no? Le due scritte omonime tra dieci caselle da grattare valgono trecentomila euro subito, seimila euro al mese per vent’anni e centomila euro di bonus finale. “Si saranno ispirati ai compensi dei parlamentari italiani” aggiunge lui. “Forse anche per il nome” ipotizzo io.

Il miglior Piano individuale di risparmio oggi sul mercato, come non provarci. Ne compro uno. Amici, grattiamolo insieme. Inizio dai “simboli fortunati” in basso, quelli del Gioco 2. Sono “cocktail” e “occhiali”. Ne “i tuoi simboli” il primo è “vela”, 5 mila euro; “mappamondo”, 50 mila (urka, dico ad alta voce), è il secondo e il terzo e ultimo è “palma”, mille euro. Niente da fare.

Adesso il Gioco 1, quello serio, milionario. 23, 45, 17 e 14 sono i “numeri vincenti”. Ne “i tuoi numeri” il primo è 44. Faccio una smorfia. Per un pelo. La scritta “Turista per sempre” compare nel secondo numero della seconda riga, con ancora tre numeri coperti da grattare. Faccio un sospiro lungo, poi butto fuori l’aria lentamente, con la bocca. Cosa ci faccio con questi soldi se trovo la seconda scritta? E voi? Cosa ci fareste? Bisognerebbe sentire la Boschi e Casini cosa consigliano. Nella terzultima casella esce il 15. Per un pelo ancora. Poi rifletto. Due numeri che stanno per uno – in più o in meno – rispetto ai vincenti. Gli esperti della lotteria nazionale l’avranno visto come un modo per farti dire, c’ero quasi, ne compro un altro di biglietto; oppure, per prenderci un po’ per il culo. Nella penultima il 39. Mi sorge un altro dubbio. Come si incassa l’eventuale vincita? Leggo sul retro della schedina. Bisogna portare a Roma il biglietto all’ufficio premi di Lotterie Nazionali Srl oppure, in alternativa, si deve presentare il biglietto presso uno sportello di Intesa Sanpaolo. “In tal caso” riporta il testo in piccolo “la Banca provvederà al ritiro del biglietto ed al suo inoltro a Lotterie nazionali Srl, rilasciando al giocatore apposita ricevuta”. E via che penso ai vari modi di come tra Roma e lo sportello di Intesa Sanpaolo più vicino mi possano fregare. Nell’ultima casella il 24. Mando un accidente ai tizi del marketing di Lotterie Nazionali Srl, sempre per la logica dei numeri che stanno per uno, in più o in meno, rispetto ai vincenti. Poi focalizzo l’attenzione su un dettaglio. Sono pur sempre un cronista illuminato e tutto d’un pezzo. Lotterie Nazionali, con tutto quello che sposta come denaro, in Italia, è soltanto una “Srl”, una società a responsabilità limitata. Per pagare meno tasse? Perché, se fallisce, lo Stato, ha solo una responsabilità limitata? D’altronde, per l’Italia, la definizione è perfetta. Una società a responsabilità limitata.

Michele Mengoli

www.mengoli.it