“Non scrivere per il pubblico ma per i lettori”. Nasce Taut, casa editrice per poeti “incendiari”. Dialogo con Alberto Pellegatta

Posted on Marzo 02, 2020, 11:45 am
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Taut editori è una casa editrice indipendente nata a inizio 2020. Si espone ai lettori con la pubblicazione di un’opera collettiva Planetaria. 27 poeti dal mondo nati dopo il 1985. Aprirsi al pubblico con un’opera di poesia già sarebbe una sfida, farlo poi con una pubblicazione antologica di autori giovani ancora di più. Vuol dire esporsi davvero e farlo scommettendo su ciò che è al massimo della sua instabilità: la poesia giovane. Se scrivere è rispondere a una grazia concessa, se a farlo poi è un autore anagraficamente giovane, la scommessa sarà massima. Alberto Pellegatta e Massimo Dagnino scelgono di curare questa antologia andando a ricercare per noi gli autori giovani stilisticamente interessanti di diversi stati. Planetaria appunto. Sul sito hanno inoltre appena aperto la sezione “ricette letterarie”, uno spazio interessante che affronta cultura culinaria e letteratura insieme. Che pone sullo stesso piano il piatto e la parola: sul tavolo della cucina alla fine ci si mangia e ci si studia. Su questo nuovo progetto editoriale intervistiamo Alberto Pellegatta. (Clery Celeste)

Per prima cosa vorrei chiederti come e perché è nato questo progetto editoriale Taut. Quale necessità si è instaurata così profondamente da portarti a fondare questa nuova casa editrice, in un oceano di tante case editrici.

C’è molto, ma tutto di un livello imbarazzante (poesia standardizzata, buoni sentimenti e casi umani, senilità varie) e, paradossalmente, i migliori rischiano di non trovare spazio o di essere occultati. Si avvertiva l’esigenza di una casa editrice davvero indipendente, agile, capace di intercettare di prima mano la letteratura realmente esistente, per dirla con Enzensberger. Come la scuola, anche l’editoria letteraria deve tornare a essere complessa, difficile, deve avere più coraggio. L’ho già detto altrove, esiste una linea chiara che divide l’editore commerciale da quello letterario, noi anteponiamo al bilancio il nostro progetto culturale. Da editore farò mia l’esperienza della scrittura: non scrivere per il pubblico ma per i lettori.

Avete aperto il progetto con “Planetaria”, presumo quindi che ciò che vi caratterizzerà sarà un concetto trasversale di poesia, che spezza qualsiasi confine geografico e segue radici che si espandono tra diverse lingue. In cosa quindi vorreste fare la differenza?

Esattamente, saremo aperti alla letteratura internazionale e, soprattutto, non ci occuperemo solo di poesia. Vogliamo spingere verso l’alto anche gli altri editori. Faremo pochi titoli, non più di sei all’anno, e li seguiremo con cura. Curiamo maniacalmente il progetto grafico e non lasciamo niente al caso. Scegliamo autori robusti e incendiari, non lasceremo il lettore indifferente.

Non sei il primo caso di autore e poeta che decide di diventare editore. Come è stato passare dal ruolo di autore al ruolo di editore? Per chi scrive “trovare la voce” è un’ossessione. Cosa significa trovare negli altri la voce? Quanto è difficile staccarsi dalla propria voce e fare una scelta che esca dal proprio suono?

Se l’editoria funzionasse non ci sarebbe bisogno, ognuno potrebbe fare il suo mestiere e, ti assicuro, io stesso me lo sarei risparmiato. Ho sempre considerato la letteratura come un bene comune, non ho mai avuto invidia per il talento altrui, anzi, amo contribuire alla circolazione della bellezza. Ho conosciuto la generosità dei grandi artisti.

Cosa ci dobbiamo aspettare quindi da Taut? Quali progetti avete in cantiere che spezzino la solita routine editoriale? Perché, insomma, dovremmo seguire Taut e non un’altra casa editrice?

Vi piacerà seguire Taut perché siamo imprevedibili – anche a noi stessi. Abbiamo una serie di proposte in cantiere (traduzioni, prosa, saggistica) e, come ricordavi, siamo partiti con un blog multimediale che vuole aprire la poesia alla complessità del reale – cercando, perché no, di intercettare un pubblico variegato. Da qui le video-ricette letterarie, ma aspettatevi molto altro: arte, recensioni, nuove proposte, autori stranieri, brevi documentari ecc. Il lettore potrà non condividere alcuni titoli ma non sarà mai truffato, le nostre scelte saranno sempre fatte pensando al suo piacere e alla qualità delle proposte.

*In copertina: Alberto Pellegatta, in un ritratto fotografico di Dino Ignani; ora editore, è poeta, tra le sue raccolte ricordiamo “Ipotesi di felicità” (Mondadori, 2017)