Talete, l’uomo che ebbe il coraggio di sostituire gli dèi con un bicchiere di acqua fresca. La prima puntata di “Fake Filosofia”

Posted on Luglio 31, 2018, 10:57 am
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L’inafferrabile Francesco Consiglio mi fa giungere, come dispaccio estivo, un fascicolo in cui rifà il muso ai filosofi antichi. Il fascicolo s’intitola “Fake Filosofia. Storia della filosofia mezza falsa e mezza vera”; la lettura mi pare rigenerante, rinfrescante in questa papale idiozia estiva. Di Francesco Consiglio, noto a chi legge queste pagine, già autore de “Le molecole affettuose del lecca lecca” (Baldini Castoldi, 2014) è in uscita, per l’editore Castelvecchi, “Ammazza la star”.

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C’erano giorni che Talete, assorto a guardare le stelle e a riflettere sull’origine dell’universo, non si accorgeva di dove metteva i piedi e inciampava nei sassi o finiva disteso nelle pozzanghere, facendo la figura dello stupido. Gli abitanti di Mileto lo prendevano in giro e gli rimproveravano che un uomo con la testa perennemente tra le nuvole non è uomo ma un peso morto per la città.

Un giorno, mentre si interrogava sulla causa prima delle cose, cadde in un pozzo. Una servetta se ne accorse e si fece tante risate, dicendogli che quando ci si preoccupa tanto di conoscere le cose che stanno in cielo, non si vedono quelle che stanno davanti ai piedi. Talete rispose che in cielo c’erano il Sole, la Luna, le stelle, e anche gli dei. Ma la servetta, che era anche lei un po’ filosofa, rispose: “Sugli astri e la Luna posso essere d’accordo, ma quanto agli dei, chi ha deciso che stanno in alto e non in basso? Se ci appare naturale che il dio del mare dimora negli abissi, quello della Terra dovrebbe stare sotto la terra, come un tesoro nascosto”.

Talete si meravigliò di quanto fosse saggia la ragazza, e da quel giorno cominciò a camminare con gli occhi rivolti verso il basso. Non cadde più nei pozzi, ma batteva la testa contro i pali e ogni giorno tornava casa con un bernoccolo nuovo. Sua madre Cleobulina, una poetessa già nervosa di suo poiché per tutta la vita era stata costretta a convivere con un nome più adatto a un medicinale, non perdeva occasione per ricordargli che era giusto trovare una ragazza da sposare, ma Talete rispondeva che non era proprio il caso, perché le ragazze fanno venire il mal di testa.

Come certo immaginate, non si può avere mal di testa e porsi domande complicate del tipo: “Qual è l’origine del mondo? Esiste un principio primordiale da cui tutto deriva?”. Forse è per questo che a Talete venne una risposta semplicissima: L’origine di tutte le cose è l’acqua. Perché l’acqua è liquida ma anche solida; si trasforma in vapore, sale in cielo e ridiscende nuovamente liquida, sotto forma di pioggia. Perché c’è un freddo umido e un caldo umido, e i semi, da cui nasce la vita, sono anch’essi umidi.

Questi ragionamenti, che oggi appaiono ingenui, hanno una grande importanza, poiché fanno di Talete il primo filosofo che, allontanandosi dalla tradizione mitica di Omero ed Esiodo, ebbe il coraggio di sostituire gli dei con un bicchiere d’acqua fresca.

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Concludo il primo ritratto con un’osservazione utile per il lettore. Se ho scelto di chiamare questo libro: “Il piccolo manuale della filosofia mezza falsa e mezza vera”, è perché il problema della veridicità delle fonti rappresenta l’ostacolo maggiore per chiunque voglia raccontare i filosofi antichi. Ne è testimonianza il fatto che, in un brillante saggio di Pierre Riffard, professore all’Université des Antilles et de la Guyane, intitolato “I filosofi: vita intima”, si dice che Talete era sposato, non aggiungendo però, imperdonabilmente, il nome della (s)fortunata.

Dunque, chi decide da ora in poi di proseguire nella lettura, sa di avere a che fare con uno scrittore che camminerà su uno stretto sentiero tra verità e menzogna, rischiando a ogni istante di precipitare in un burrone di errori, critiche e derisioni. Se mi capiterà di tradire il rigore scientifico, la colpa sarà mia, perché ho voluto divertirmi e divertire il lettore. Gli storici della filosofia, quelli seri, accolgano fin da ora le mie scuse.

Francesco Consiglio