Sfera Ebbasta è come Kurt Cobain, canta la noia, il disagio, la rabbia. Ora potete anche insultare, ma il risultato non cambia

Posted on Dicembre 11, 2018, 3:16 pm
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So che grazie a questo titolo avete cliccato per leggere l’articolo, e molto probabilmente per insultare l’autore di tale scempio. No, Sfera Ebbasta non è proprio come Kurt Cobain, state tranquilli, ma neanche così diverso, ed è dura dirlo da fan sfegatata di Cobain che odia il rap. Non credo che Sfera lascerà un segno nella storia della musica ma mica è detto. Non è nessuno fuori dall’Italia perché canta in italiano, non ha venduto milioni di dischi in tutto l’universo, non lo ascoltano anche in Polinesia, ma per i nostri giovani ragazzi italiani è una sorta di Cobain e negarlo vuol dire essere diventati vecchi, dei dinosauri, dei nostalgici, anche se la sua musica non ci piace e non si può paragonare a quella dei Nirvana (sempre per noi vecchi nostalgici).

Sfera riempie i palazzetti dello sport, proprio come faceva Cobain. In quel piccolo locale delle Marche avrebbe dovuto fare un dj set, non un live vero e proprio. Sfera è un idolo come Cobain. Sfera è trasgressione, come lo era Cobain. Molti giovani si sentono rappresentati da Sfera, proprio come accadeva con Cobain. I giovani che lo ascoltano non sanno neanche chi è Kurt Cobain e di certo non lo hanno mai ascoltato.

Il rock è morto, su questo non c’è dubbio, e oggi la trap tira molto più del rock. Non c’è rockstar che possa competere con le visualizzazioni di YouTube e gli streaming di Spotify di un trapper. Oggi è il web il banco di prova, non tanto i live o la vendita di dischi.

E la strage di Corinaldo non è certo colpa di Sfera Ebbasta e dei suoi testi. Kurt Cobain cantava di droga, di depressione, di suicidio, ma se molti ragazzi si sono uccisi per emularlo non è comunque colpa di Cobain.

Anche Sfera Ebbasta canta la noia, il disagio, la rabbia. I giovani stanno male, si sentono senza speranza, senza futuro, sognano i soldi, proprio come canta Sfera Ebbasta, e qualche canna rende le giornate più leggere, che c’è di male. E l’alcol annega i dispiaceri, le paure, le ansie, come è sempre stato. Tanti di voi si saranno ubriacati a quattordici anni. Tanti di voi a quell’età fumavano già le canne. E i dodicenni di oggi non sono i dodicenni di trent’anni fa. Sembrano dei diciottenni, sono più maturi di quello che pensiamo. Con internet vengono a conoscenza di cose che prima era impossibile raggiungere. L’età della maturità è cambiata, come è cambiata l’età dell’anzianità, che proprio in questi giorni è stata spostata a 75 anni.

Forse la colpa è davvero soltanto dei genitori, che non sono più capaci di dire no, che non si fanno rispettare, che permettono tutto, che se il figlio prende 4 a scuola picchiano il professore, non il figlio.

Alcuni di quei ragazzini erano al concerto con i genitori. Non c’è neanche più il gusto di scappare da casa e di fare le cose di nascosto. E questo perché forse, sotto sotto, a certe mamme piace Sfera Ebbasta che osanna il denaro, perché in fondo lo sogna anche lei il denaro, per sé e per suo figlio. Anche ai concerti di Fedez è pieno di mamme, ma lì vanno bene perché Fedez è un bravo ragazzo.

Ricordo che a dodici anni costrinsi mio padre a portarmi al cinema a vedere Il Corvo che era vietato ai minori di 14 anni. Mi accompagnò perché era curioso anche lui e perché voleva farmi felice. Ricordo che rimase scioccato: per quale diavolo di motivo ero voluta andare a vedere un film in cui c’erano un sacco di morti, eroina, sesso, violenza? Se lo avesse saputo non mi avrebbe mai accompagnato e mi avrebbe categoricamente vietato di vederlo chiudendomi in casa. (Non sapevo nemmeno io che fosse così duro.)

Perché a dodici anni volli vedere quel film? Perché a dodici anni non sei più un bambino e non vedi l’ora di crescere. Perché vieni a conoscenza dell’esistenza della morte e la tua infanzia finisce per sempre, e inizi ad avere fretta, fretta di sapere, di conoscere, di vivere. Non accetti che dovrai morire, non lo capisci, non lo trovi giusto, e alcuni cominciano a cercarla la morte, ad andarle incontro, proprio per esorcizzarla. Vuoi provare tutto, vuoi fare quello che fanno i grandi e non vedi l’ora di andare a sentire Cobain o Sfera Ebbasta per sentirti meno solo e un po’ compreso. Perché Cobain era trasgressivo e contro tutti e faceva musica che molti genitori e adulti odiavano perché stupida, demoniaca, per ragazzini. Proprio come Sfera Ebbasta.

No, la colpa non è nemmeno dello spray al peperoncino che esiste da decenni e che ora è una moda perché crea scompiglio, attira l’attenzione e permette di fare meglio le rapine. Non è colpa dei giovani se sono morti dei giovani. Si può morire così, eccome. Si poteva evitare, certo, come tante altre morti assurde, ridicole, perché è la vita a essere assurda come ci ha insegnato il grande Albert Camus. C’è chi muore per un boccone andato di traverso. Chi esce di casa e va sotto un’auto. Chi a tre anni muore di cancro.

Si può morire così perché la morte ti prende quando meno te l’aspetti. Dopodiché si potevano fare controlli all’ingresso, perquisizioni, come avviene nei locali di Londra; si poteva evitare di riempire quel locale all’inverosimile; si potevano evitare tante cose. Ma non si potevano chiudere in casa quei ragazzini, perché probabilmente sarebbero scappati e ci sarebbero andati lo stesso al live, magari inventandosi un pigiama party o roba del genere. Laura dice a sua madre che dormirà da Giulia e Giulia che dormirà da Laura. Ed eccole comunque al concerto di Sfera Ebbasta. Allora è tutta colpa del destino? Credere nel destino vuol dire credere in Dio, e non so se Dio c’entri sempre qualcosa.

Lasciamo riposare in pace quei ragazzi, che forse quella sera hanno vissuto i loro ultimi attimi di gioia, ben felici di essere presenti a quel concerto e ben felici di essere lì con la mamma. Che si prendano i responsabili, che si chiudano in galera quegli imbecilli che magari hanno pure dei genitori come si deve, chi lo sa, chi può giudicare? Non è colpa di Sfera Ebbasta, non è mai stata colpa di Kurt Cobain ma dell’ignoranza, e di quella sensazione d’immortalità che fa pensare ai ragazzi che una bravata è solo una bravata e che la morte non è una conseguenza che li riguarda, non ancora. Nessuno voleva uccidere nessuno, questa è la triste verità. Quegli stupidi ragazzi non saranno mai più gli stessi, il peso della loro coscienza li schiaccerà e questo anche se cominceranno ad ascoltare solo Laura Pausini.

Dejanira Bada