Sbuca un inedito di Raymond Chandler. L’inventore di Marlowe tradisce l’hardboiled per il racconto “sociale”

Posted on novembre 16, 2017, 5:42 pm

Chissà come ghigna Philip Marlowe, nei sobborghi dell’aldilà. La notizia è di quelle che scuotono i vigorosi fan del noir. Andrew Gulli, caporedattore dello Strand magazine, ma per lo più investigatore di archivi, ha cavato dall’oblio un racconto inedito di Raymond Chandler, l’inventore dell’hardboiled, il creatore di Marlowe, grande scrittore per il cinema (chessò, L’altro uomo di Alfred Hitchcock e La fiamma del peccato di Billy Wilder) e grande autore di romanzi cannibalizzati dal cinema (indimenticabile Il grande sonno – sceneggiato, tra l’altro, da William Faulkner – con Marlowe che ha il profilo eterno di Humphrey Bogart). Il racconto giaceva nell’archivio chandleriano alla Bodleian Library di Oxford, s’intitola It’s All Right – He Only Died ed è stato scritto, si suppone, tra il 1956 e il 1958, si tratta di una delle ultime cose vergate da Chandler, che se ne va nel 1959. Di che parla il racconto, che Gulli ha pubblicato sull’ultimo numero dello Strand (qui)? Di una “sporca figura su una barella”, di un senzatetto che puzza di whisky investito da un camion, rifiutato dai candidi dottori perché “la regola dell’ospedale è irremovibile: 50 dollari di deposito o niente ammissione”.

chandler

Ecco a voi Raymond Chandler (1888-1959)

Chandler se la piglia con il sistema sanitario americano e sputa in faccia chili di bile sul dottore che “ha disonorato se stesso come persona, come medico, come salvatore di vite, come uomo la cui professione obbliga a non voltare mai le spalle davanti a qualcuno che abbia bisogno di aiuto”. L’accademica Sarah Trott (che l’anno scorso ha rimpolpato la bibliografia chandleriana con il tomo War Noir: Raymond Chandler and the Hard-Boiled Detective as Veteran in American Fiction) sentenzia, “si tratta del primo esempio di Chandler come scrittore ‘sociale’ e visionario nella storia della letteratura americana”. Critica al sistema sanitario – in era Trump, notoriamente ostile all’‘Obamacare’ – e al sogno americano, “dove competizione significa gestire un ospedale senza cedere alla pietà, anche quando si tratti di un paziente gravemente malato”. Andrew Gulli, nel frattempo, gongola: “Ero piuttosto pessimista. Capita spesso di trovare qualcosa che non sia all’altezza del grande scrittore che l’ha scritta…”. Resta il fatto che Chandler s’è guardato bene dal pubblicare il suo racconto ‘sociale’. “Forse perché era qualcosa di assolutamente diverso da quello che aveva scritto fino a quel momento. Chandler, qui, mostra il suo lato ‘attivista’. Non c’è Marlow che mostra gli orrori e le menzogne di Los Angeles, ma Chandler che griffa un messaggio sociale”. In Italia i Romanzi e racconti di Chandler sono pubblicati, in due tomi, nei ‘Meridiani’ Mondadori. Insomma, Chandler è un assoluto ‘classico’. L’inedito, se di qualità, sarà una leccornia per ogni editore di buona volontà.