In superficie. Anche Sandra Milo scrive poesie. E l’editore – va da sé – la schiaffa in copertina

Posted on Settembre 17, 2019, 10:21 am
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Nel suo libro «Guardare, pensare, progettare-Neuroscienze per il design» (Stampa Alternativa & Graffiti) Riccardo Fancinelli ci ricorda che «avere un’area del cervello dedicata al riconoscimento delle facce fa sì che nella comunicazione di massa queste siano considerate facilmente parlanti, e se ne fa così un uso massiccio: non c’è rivista che non abbia in copertina una faccia che ci guarda, e gli uomini del marketing sostengono che per vedere bisogna mettere “facce in copertina”».

Anche per i libri, vale lo stesso. Che sia il ritratto di Madame Bovary in un elegante edizione degli Oscar Mondadori oppure la fotografia dell’autobiografia di Andre Agassi, o ancora l’ultimo libro di cucina di Benedetta Parodi: il volto crea complicità, rassicura. In una parola: funziona (quasi) sempre.

Il punto sta quindi nel mettere in copertina la fotografia del volto «giusta», quella che «veste» meglio di altre la voce dell’autore o dell’autrice che parlano al lettore, guardandolo diritto negli occhi. Direttamente, o attraverso la mediazione di un narratore.

La copertina del libro «Il corpo e l’anima – Le mie poesie» di Sandra Milo, in libreria per Morellini Editore, in questo senso, è perfetta: il ritratto glamour, da rotocalco femminile, della nota attrice e conduttrice televisiva, su fondo azzurro chiaro, crea un effetto di intesa, e rasserena con la dolcezza dei tratti del viso e dello sguardo, mentre le labbra di un rosa chiaro accennano appena ad un sorriso.

Non così frequente che nelle copertine di libri di poesia un ritratto a mezzo busto occupi l’intero piatto anteriore del libro. Nel caso della Milo, personaggio talmente popolare da essere un richiamo sicuro per una vasta platea di lettori, la scelta dello stile «rivista» è azzeccata: non pretenziosa, affabile e calda, la copertina incuriosisce e risulta onesta.

Come un filo di perle al collo, i caratteri tipografici in rigoroso bianco danno voce alla fotografia, mentre il sottotitolo «Le mie poesie» rivendicano il rapporto personale dell’icona pop con la scrittura.

De resto, una faccia di successo quanto amata ha la forza di spiccare in maniera amicale fra i tanti volti, occhi e bocche che ci assediano ogni giorno dai banchi delle edicole.

Nel caso di Sandra Milo, le potenzialità della parola, della «sua» parola, sono tutte da scoprire: certo è che ad accogliere il lettore è una vip inedita, che nell’equilibrio visivo della copertina del volume abbraccia a colpo d’occhio chi guarda con garbo ed eleganza. Ed è subito intesa.

Elena Paparelli